Pensioni 2015: gli aumenti per la rivalutazione di settembre 2015 e gli importi previsti per il prossimo anno

L’INPS informa riguardo agli aumenti erogati sulle pensioni di settembre 2015 per la rivalutazione degli assegni pensionistici; dal prossimo Gennaio, arrivano anche ulteriori, seppur ridotti, aumenti.

Con il messaggio n. 5395 dello scorso 26 Agosto l’INPS ha reso noto lo stato dei lavori per assicurare ai contribuenti gli aumenti sugli assegni pensionistici, a seguito della rivalutazione delle pensioni decretata dal Governo, dopo l’emanazione della Sentenza 70/2015 della Corte Costituzionale che ha ritenuto illegittimo il blocco degli assegni.
La comunicazione si è resa, forse, necessaria perché nel mese di Agosto molti pensionati non si sono visti riconoscere gli aumenti promessi e previsti dal Decreto del Governo, per questo l’INPS ha chiarito che l’aumento mensile verrà effettivamente assegnato.

Rivalutazione delle pensioni: il messaggio dell’INPS
In particolare l’INPS ha spiegato che la rivalutazione degli assegni pensionistici è avvenuta, in particolare per gli anni 2012 – 2013 e che, gli uffici della Previdenza hanno provveduto a ricostituire a livello centrale:

  • le pensioni AGO e le convenzioni internazionali dirette;
  • le pensioni AGO e le convenzioni internazionali ai superstiti indirette;
  • le pensioni AGO e le convenzioni internazionali di reversibilità con decorrenza fino a 12/2011 compreso;

Per quanto riguarda la ricostituzione centrale delle posizioni già trattate dalla procedura off line, la procedura preliminare ha consentito di calcolare le eventuali differenze a debito o a credito. La lavorazione è stata effettuata nei giorni dal 4 al 7 agosto 2015 e sono state elaborate sia le pensioni invariate, sia le pensioni con conguaglio a debito o credito.
Non sono stati previsti scarti per i conguagli a debito di importo inferiore a 12 euro, mentre sono state scartate le posizioni per le quali il conguaglio a debito o credito risultava: maggiore di 400 euro, per le posizioni già trattate dalla procedura off line;
maggiore di 800 euro per posizioni non trattate dalla procedura off line.
Nono sono state trattate o ricostitutite a livello centrale:

  • le pensioni spettanti ai titolari di assegno vitalizio per cariche elettive;
  • le pensioni dei fondi speciali;
  • le pensioni delle gestioni pubbliche;
  • le pensioni delle gestioni di spettacolo e sport;
  • le pensioni ai superstiti di pensionato AGO e Convenzioni internazionali con decorrenza successiva al 12/2011;

Per queste posizioni, sull’assegno di Settembre 2015, sarà inserito l’importo già calcolato dalla procedura off line.

Gli aumenti di Settembre per la rivalutazione delle pensioni
In definitiva, gli importi di Agosto degli assegni pensionistici interessati dalla rivalutazione erano molto più bassi rispetto agli annunci fatti dal Governo. Dal prossimo 1 Settembre, comunque, saranno previsti lievissimi aumenti degli assegni pensionistici interessati dal blocco, dal momento che il Decreto emanato dal Governo in proposito prevedere una mini rivalutazione degli assegni.
Si tratta però di aumenti irrisori: dai 3 e agli 8 euro al mese, previsti per gli assegni compresi tra le 3 e le 6 volte il trattamento minimo (previsto dall’INPS per il 2011) ovvero tra i 1405 euro e i 2810 euro lordi circa (tra i 1200 e i 2000 euro netti al mese). Ad un assegno di 1500 euro lordi al 2011 spetteranno, ad esempio, 6,90 euro in più al mese; ad un assegno di 1800 euro spetterà un incremento di poco superiore agli 8 euro. Poi, per importi superiori, l’aumento spettante tenda a diminuire, fino a diventare nullo per i trattamenti pensionistici superiori a 2800 euro.

Aumenti sulle pensioni: cosa cambia da Gennaio 2016
Dal prossimo 1 Gennaio, salvo sorprese, dovrebbe arrivare un’integrazione più corposa al trattamento pensionistico e saranno previsti le seguenti integrazioni:

  • ad un assegno di 1500 euro al 2011 spetteranno 17,40 euro in piu’ al mese;
  • ad un assegno di 1800 euro al 2011 spetteranno circa 21 euro in più al mese;

Gli assegni più bassi (tra le tre e le quattro volte il minimo INPS) andranno a ricevere un totale di 250 euro annui in più, mentre per i trattamenti superiori sono previste integrazioni minori: intorno ai 10 euro al mese per pensioni comprese tra 1900 e 2400 euro al mese (sempre lordi) e tra i 7 e gli 8 euro per gli assegni superiori a 2400 euro.
Restano esclusi dalle rivalutazioni:

  • i titolari nel 2011 o nel 2012 di assegni pensionistici di importi inferiori a 1.405 euro e 1.443 euro (sotto le tre volte il minimo): tali assegni non sono stati interessati dal blocco delle rivalutazioni e, quindi, non ricevono attualmente alcuna rivalutazione;
  • titolari di un assegno superiore ai 2.810 euro (2011) o i 2.886 euro (2012), ossia di un assegno superiore alle 6 volte il trattamento minimo INPS, che non hanno avuto alcun beneficio dal Decreto emanato dal Governo;
  • contribuenti che hanno avuto accesso alla pensione dal 1 gennaio 2013 in poi, i quali non hanno subito alcun blocco delle rivalutazioni e, quindi, hanno sempre ricevuto un assegno rivalutato, di anno in anno.

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