Nuovo Dpcm: Regioni possono truccare i dati? Il mistero dei ricoveri scomparsi in Calabria

L’allarme dell’esperto: le Regioni potrebbero aggiustare i dati per non finire nella zona rossa e non chiudere. Intanto Guccione (PD) chiede chiarezza sul mistero dei ricoverati nelle terapie intensive in Calabria, passati da 26 a 10 in poche ore.

Nuovo Dpcm: Regioni possono truccare i dati? Il mistero dei ricoveri scomparsi in Calabria

“Se tenere aperta o chiudere una Regione diventa un fatto politico, e un presidente pensa che il successo si dimostri non chiudendo, ci sono mille modi, non dico per truccare i dati, ma per aggiustarli, così stare sotto soglia. Ad esempio basta non ricoverare al momento giusto e mandare a casa persone che sono borderline”.

A parlare è Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia all’Università di Padova e direttore del Centro di genomica funzionale dell’Università di Perugia, nominato consulente tecnico della Regione Veneto per la gestione dell’epidemia di Covid-19.

All’indomani dell’annuncio del nuovo Dpcm che dal 5 novembre suddividerà l’Italia in 3 fasce corrispondenti ad altrettanti livelli di rischio, l’esperto lancia l’allarme sulla possibilità che le Regioni ritocchino in positivo i bollettini per evitare di finire nella temuta zona rossa, quella in cui sono previste misure da lockdown.

Ricoverati spariti: il mistero delle terapie intensive in Calabria

I dubbi sollevati dal prof. Crisanti si starebbero già concretizzando. In Calabria, che stando alle anticipazioni sarà zona rossa (alto rischio), gli ultimi dati aggiornati dei ricoverati in rianimazione al 3 novembre stanno suscitando alcune perplessità in quanto non combaciano con quelli comunicati poche ore prima.

Secondo i dati diffusi dal dipartimento Tutela della Salute della Regione Calabria, i ricoverati in rianimazione sono diminuiti, passando da 26 a 10 in meno di 12 ore. Modifiche anche nel numero dei decessi nelle ultime 24 ore, che diventano 4 e non più 3.

Come è possibile? Sembrerebbe che il trucco della Regione per cambiare i numeri in rianimazione è far rientrare nel calcolo solo i pazienti intubati e non quelli sottoposti a ventilazione con il casco, che vengono conteggiati come ricoverati in malattie infettive e pneumologia.

Non è chiaro se questo ritocco dei dati sia guidato dalla volontà di fornire al Ministero della Salute bilanci meno gravi di quelli reali in modo da evitare gli interventi più restrittivi previsti per le zone rosse.

“Si intervenga al più presto: in un settore così delicato, come quello della sanità, non sono permessi errori, ritardi e poca trasparenza”, chiede Il consigliere regionale del Pd Carlo Guccione, che in una nota stampa scrive:

“È veramente indecoroso il balletto al quale stiamo assistendo da parte della Regione sui dati dei ricoveri in Calabria nelle terapie intensive e nei reparti. Un miracolo, guarigioni improvvise? Se non fosse una cosa tremendamente seria sembrerebbe di essere su Scherzi a Parte”.

Già in estate Guccione denunciava inerzie, ritardi e inefficienze della Regione Calabria sul Piano di riordino della rete ospedaliera in emergenza Covid-19. Il consigliere aveva fatto notare anche che, “a differenza delle altre Regioni che snocciolano numeri e affrontano la situazione con dati alla mano, in Calabria i cittadini continuano a non essere informati. Mancano anche i dati sulla riorganizzazione dei Pronto Soccorso per il percorso Covid, dei mezzi di soccorso e della diagnostica radiologica dedicata ai pazienti Covid-19”.

Perché la Calabria è ad alto rischio

La Calabria, grazie anche alla chiusura tempestiva dei confini e delle scuole decisa dalla presidente Iole Santelli, era riuscita a evitare la prima ondata. In queste settimane, però, i contagi sono aumentati facendo traballare il già debole e inefficiente sistema sanitario regionale.

La situazione è così critica che fino al 24 novembre sono sospese la maggior parte delle prestazioni mediche specialistiche e i ricoveri.

In Calabria secondo il bollettino del 3 novembre del dipartimento Tutela della Salute, sono stati fatti 283.075 tamponi, le persone risultate positive al virus sono 5.830 (+266 rispetto al giorno prima), quelle negative 274.246. Ci sono 199 ricoveri in malattie infettive e 3.430 persone in isolamento domiciliare.

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