Mercati: ecco i quattro temi caldi della prossima settimana

Nuove indicazioni in arrivo dalla Fed, ennesima puntata della guerra commerciale (con la Cina indebolita), vertice Opec e Brexit. Anche quella che inizierà il prossimo 3 dicembre si preannuncia una settimana ricca di spunti.

Mercati: ecco i quattro temi caldi della prossima settimana

Stati Uniti: nuovo intervento di Powell

Uno dei market mover della settimana appena trascorsa è stato rappresentato dall’intervento con cui il n.1 della Federal Reserve Jerome Powell ha annunciato che potremmo essere vicini alla conclusione, almeno per quanto riguarda il ritmo, del processo di normalizzazione dei tassi.

Nella settimana che inizia il 3 dicembre è previsto un nuovo intervento del chairman, chiamato giovedì a testimoniare davanti alla commissione economica bicamerale. Si tratta di uno degli ultimi appuntamenti prima del meeting dell’istituto centrale del 12-13 dicembre (in cui con una probabilità di oltre 80 punti percentuali, stando al CME FedWatch Tool, il tasso sui Fed Funds sarà portato in quota 225-250 punti base).

Mercoledì la Fed diffonderà il Beige Book, il report con la copertina avana sullo stato di salute della prima economia, mentre venerdì sono in agenda i numeri relativi il mercato del lavoro. Con la prima economia in sostanziale piena occupazione, grande importanza sarà riservata all’andamento delle retribuzioni.

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Guerra Commerciale: Trump manterrà le promesse?

In vista del G20 di Buenos Aires, dalla Casa bianca è arrivato un nuovo monito presidenziale sul made in China, che potrebbe essere colpito da nuove sanzioni. Vedremo se l’incontro con il flemmatico Xi Jinping avrà riportato il sereno tra le prime due economie mondiali.

Le ultime indicazioni arrivate da Pechino, dove il PMI manifatturiero è sceso ai minimi da due anni, sembrerebbero destinate a rafforzare la posizione negoziale di “The Donald”. E sabato è in agenda l’aggiornamento relativo l’andamento della bilancia commerciale.

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Vertice Opec

Il 175° meeting del Cartello, diventato recentemente Opec Plus con l’aggiunta della Russia e di altri produttori, non potrebbe arrivare in un momento più cruciale per i prezzi. Novembre è stato il mese peggiore degli ultimi 10 anni e il mercato stima che nella riunione di Vienna sarà varato un nuovo taglio dell’output capace di frenare la crescita dell’offerta e mascherare la debolezza della domanda.

Nonostante nelle ultime ore la resistenza russa sembrerebbe sia stata superata, attenzione alle possibili interferenze di Trump, da sempre contrario a questo tipo di misure.

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Brexit

Gli studi elaborati dal governo e dalla banca centrale hanno finito per confermare quello che tutti, ormai da tempo, pensano: per il Regno Unito, la Brexit avrà conseguenze decisamente negative in caso di accordo con le autorità europee e disastrose nell’ipotesi di no-deal.

Anche se per il voto dell’accordo siglato da Theresa May sarà necessario attendere ancora, è previsto per l’11 dicembre, la prossima sarà una settimana cruciale per capire se la linea dell’esecutivo è destinata a prevalere. In caso di bocciatura dell’intesa UK-UE, tornerebbe d’attualità anche l’ipotesi di un nuovo referendum sulla permanenza della Perfida Albione nell’Unione.

In quest’ottica, prossimo 4 dicembre la Corte europea di giustizia si esprimerà sulla possibilità che il Regno Unito revochi la notifica di recesso dall’Ue senza l’accordo degli altri 27 Stati.

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