Maxi tassa sigarette elettroniche: attesa oggi la decisione del Tar

Maxi tassa sigarette elettroniche: inizia il conto alla rovescia per la decisione del Tar del Lazio in merito. Dopo l’accoglimento del precedente ricorso del 21 gennaio, cosa potrebbe succedere adesso?

Maxi tassa sigarette elettroniche: si attende oggi la pronuncia del Tar in merito. Non una giornata qualunque, quindi, ma un appuntamento fondamentale al quale l’intero comparto delle e-cig guarda con giustificabile apprensione, coltivando però anche legittime speranze.

La storia della maxi tassa al 58,5%

Del problema ce ne siamo già occupati più volte: con l’entrata in vigore delle disposizioni previste dal decreto-legge n. 76/2013, convertito dalla Legge n. 99/2013, è scattata la tagliola della maxi tassa di consumo al 58,5 per cento, a partire dal primo gennaio 2014. Un’imposizione che ha scatenato le proteste di un settore già in crisi, ulteriormente fiaccato dal continuo dietrofront governativo sui divieti nei luoghi pubblici e in materia di pubblicità.

Il rinvio mancato del Milleproroghe

Dopo la battaglia parlamentare all’epoca della legge di Stabilità, che vide la presentazione di svariate proposte emendative, l’ultima notizia in merito alla tassazione sulle sigarette elettroniche risale al percorso del Milleproroghe nell’Aula del Senato. Fu proprio la commissione Affari Costituzionali di Palazzo Madama, infatti, a dare parere favorevole su un emendamento del senatore Stefano Candiani (Lega) che ipotizzava un aumento della tassazione sulle rendite finanziare spot (dal 20 al 27 per cento) allo scopo di garantire una copertura economica tale da far slittare la tenaglia impositiva a carico delle e-cig fino al primo giugno 2014. Anche in quest’ultimo caso, tuttavia, la questione si è risolta in un nulla di fatto, e la decisione del Tar laziale a molti esponenti del settore sembra ormai davvero l’ultima speranza.

La decisione del Tar: cos’è successo il 21 gennaio

Che il comparto delle e-cig stia incrociando le dita è quindi comprensibile, e i precedenti, effettivamente, fanno ben sperare. Risale solo a poche settimane fa l’accoglimento, sempre da parte del Tribunale amministrativo laziale, di un loro ricorso contro gli adempimenti burocratici richiesti per avere l’autorizzazione dei Monopoli di Stato. Una faccenda che non riguardava direttamente la maxi tassa, ma che per molti rappresenta la prima breccia in un muro che potrebbe crollare definitivamente già oggi stesso.

La crisi nel settore

La questione, quindi, è complessa. Parliamo, infatti, di un settore che ha dato – e continua a dare – lavoro a migliaia di persone: nel 2012 si contavano circa 6 mila negozi, dei quali oggi addirittura il 60 per cento ha già chiuso i battenti. La prima imputata è la crisi economica generale, ovviamente, ma è lecito pensare che anche il continuo balletto di tasse e divieti non abbia di certo aiutato.

Dunque, la pronuncia del Tar laziale si configura oggi come l’ultima speranza per un comparto che nel 2012 ha fatturato circa 350 milioni di euro ma che, anche a causa della maxi tassa, rischia concretamente una crisi senza alcuna via d’uscita.

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