Lettere d’intento: Dal 2015 trasmissione telematica a cura dell’esportatore abituale

Federico Migliorini

10 Luglio 2014 - 09:37

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Il D.Lgs contenente le semplificazioni fiscali effettua un ribaltamento di oneri per le dichiarazioni d’intento: dal 1°gennaio 2015 sarà a carico dell’esportatore abituale la trasmissione telematica delle dichiarazioni d’intento all’Agenzia delle Entrate, con consegna successiva al fornitore, chiamato a verificare via web l’invio della comunicazione.

Il D.Lgs semplificazioni fiscali, approvato dal Consiglio dei Ministri, contiene un’importante novità per tutti gli esportatori abituali, che a partire dal 1° gennaio 2015 saranno chiamati ad una nuova disciplina. Infatti, per le operazioni senza applicazione dell’IVA effettuate a decorrere dal 2015 sarà cura dell’esportatore abituale effettuare la trasmissione telematica delle dichiarazioni all’agenzia delle Entrate, con successiva consegna del modello di invio e ricevuta di presentazione al fornitore o prestatore ovvero in dogana.

Con l’entrata in vigore della nuova normativa il fornitore non sarà più tenuto ad effettuare l’invio all’Agenzia della comunicazione con i dati delle dichiarazioni d’intento ricevute. Tuttavia il fornitore potrà incorrere in sanzione se, in forza dell’articolo 7, comma 4-bis, del Dlgs 471/1997, effettua cessioni o prestazioni in regime di non imponibilità Iva prima di aver ricevuto da parte del cessionario o committente la dichiarazione di intento e di aver riscontrato telematicamente l’avvenuta presentazione all’agenzia delle Entrate.

Per quanto riguarda i profili sanzionatori il Governo riscrive l’articolo 7, comma 4-bis, del D.Lgs 471/1997, che prevede una sanzione, per l’esportatore abituale (non più il fornitore), che non effettua la comunicazione delle lettere d’intento o che la invia con dati incompleti o inesatti. Le sanzioni applicabili in capo all’esportatore abituale possono essere così riepilogate:

  • Sanzione dal 100% al 200% dell’imposta non applicata dall’operatore nel caso di omesso invio o di invio con dati incompleti o inesatti;
  • Responsabilità solidale con l’esportatore abituale per l’imposta evasa, nel caso di dichiarazione d’intento infedele.

Tuttavia, queste diposizioni devono essere conciliate con quanto già chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la circolare n. 10/E 2005 secondo la quale nell’ipotesi di omessa, incompleta o inesatta comunicazione delle dichiarazioni d’intento e contemporanea assenza di operazioni senza addebito d’imposta, non si applica la sanzione proporzionale, di cui all’articolo 7, comma 4-bis, del D.Lgs 471/1997, bensì quella fissa prevista dall’articolo 11, c.1, lett. a), D.Lgs. 471/97, da euro 258 a euro 2065, per la violazione formale di una comunicazione prescritta dalla legge tributaria.

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