Legge anti-migranti: espulsioni immediate e non solo. La soluzione della Germania

Dalle espulsioni immediate per i rifugiati ai tagli ai fondi per gli stranieri, la nuova legge della Germania «anti-migranti» viene taciuta dai media europei.

Legge anti-migranti: espulsioni immediate e non solo. La soluzione della Germania

Da più di un mese la Germania ha varato una legge contro i migranti, ma molti hanno preferito tacere la notizia.

Dall’espulsione immediata di tutti i profughi che risultano irregolari al taglio dei fondi per il welfare dedicati agli stranieri, dalle nuove regole sul tema di detenzione preventiva per i rifugiati alla possibilità di eseguire le perquisizioni senza alcun mandato, la legge «anti-migranti» tedesca mostra chiaramente l’orientamento del Governo Merkel.

Opera del ministro degli interni tedesco, Horst Seehofer, la legge nota con il nome Migration-paket è stata approvata in via ufficiale dal Bundestag il 6 giugno.

Legge anti-migranti, la soluzione della Germania

La Germania ha approvato un pacchetto di leggi a dir poco controverso che porta grandi cambiamenti alla politica di asilo e d’immigrazione e acceso è stato il dibattito in Parlamento.

Tale legge comprende il cosiddetto Geordnete-Rückkehr-Gesetz - «Diritto di ritorno ordinato» - che facilita l’espulsione dei richiedenti asilo non regolamentati e espande i relativi poteri della polizia e delle autorità che vigilano sull’immigrazione.

È sempre più chiaro l’orientamento prescelto dal governo tedesco nei confronti della questione migranti. Da qui a fine anno la Germania si limiterà ad accogliere un massimo di 260.000 migranti, un numero limitato e utile a poter dare sostegno all’economia del Paese.

Lo scopo della nuova legge è quello di «aumentare significativamente» la proporzione delle espulsioni riuscite. Circa la metà delle 188.000 espulsioni pianificate dalla Germania dal 2015 è fallita o non è stata effettuata, secondo i dati del ministero dell’interno del Paese.

Tuttavia, all’interno del testo di legge si trovano anche delle misure per ottimizzare l’accesso al mercato del lavoro tedesco nei confronti degli immigrati qualificati. Ad esempio, i migranti senza status di asilo che sono arrivati prima dell’estate scorsa potranno rimanere (per ora) se possono vantare un lavoro e la conoscenza della lingua tedesca.

Inoltre, la suddetta legge annulla le regole precedenti che richiedevano ai datori di lavoro tedeschi di dimostrare di non aver trovato un cittadino tedesco o un altro cittadino dell’UE che potesse svolgere il lavoro prima di assumere un migrante specializzato proveniente da un Paese al di fuori dell’Unione Europea.

Legge anti-migranti tedesca, la polemica

Non sono mancate le polemiche, in particolare a causa della legislazione sulla espulsione, e ne è nato un forte dibattito in Parlamento, contesto che conferma fino a che punto il panorama politico della Germania rimanga diviso sulla questione migrazione.

Il ministro dell’Interno Horst Seehofer della Unione Cristiano-Sociale, il partito bavarese gemello della Democrazia Cristiana della Merkel (CDU), ha insistito sul fatto che la legislazione fosse necessaria per garantire che i richiedenti asilo respinti venissero espulsi dal Paese.

«Questo è un punto di svolta nella nostra politica migratoria», ha dichiarato Seehofer di fronte al Bundestag, aggiungendo che ai suoi occhi «questo pacchetto sulla migrazione crea una serie di regole che rispettano l’umanità e l’ordine», sottolineando anche l’importanza di garantire ai lavoratori qualificati stranieri un accesso al mercato del lavoro tedesco maggiormente facilitato.

Ulla Jelpke, membro del Die Linke, ha definito la nuova legge un «catalogo di atrocità», equivalente a «sostenere il favore dei razzisti». Jörg Schindler, segretario generale del Die Linke, ha riferito che tutto ciò è «incostituzionale».

Il Filiz Polat, dei Verdi, ha parlato di una «giornata oscura per la democrazia» e ha anche sollevato preoccupazioni sul fatto che alcuni aspetti della legge possano non essere compatibili con la Costituzione tedesca.

Sul fronte opposto, il partito di estrema destra Alternativa per la Germania, attraverso Gottfried Curio, ha affermato che se anche questo non dovesse funzionare e l’obiettivo di aumentare le espulsioni fallisse, «forse dovremmo proteggere i confini».

In un editoriale pubblicato su Handelsblatt venerdì, l’ex leader socialdemocratico tedesco (SPD) Sigmar Gabriel ha espresso il suo sostegno ad un «inasprimento della politica di asilo».

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