Affitto con cedolare secca: vantaggi e svantaggi per il 2014

La cosiddetta imposta piatta in materia di immobili diventa sempre più conveniente complici l’abbassamento dell’aliquota, una tassazione ordinaria più gravosa e l’incremento delle tasse locali

Sembra chiaro l’intento dell’esecutivo di puntare forte sulla cedolare secca, la cosiddetta “tassa piatta” in materia di locazione di immobili ad uso abitativo.

A giocare a favore della cedolare sono diversi punti, a partire da l’aumento della tassazione per l’imposizione ordinaria sugli affitti dall’1 gennaio 2013. Infatti, con l’abbattimento della deduzione forfettaria dal 15 al 5%, alla fine il proprietario di immobile che opta per tale tipo di affitto, vedrà ridursi l’importo netto dell’affitto percepito.

Altro punto a favore è quello riguardante l’aliquota di tassazione da applicare sull’importo di quanto percepito a titolo di locazione.

L’importo da assoggettare a prelievo impositivo è il 100% di quanto percepito (nel caso di tassazione ordinaria la base imponibile è il 95 di quanto incassato mentre in caso di canone concordato è il 66,5%) e l’aliquota da applicare è già stata ridotta dal 19 al 15% per l’anno 2013.

Inoltre si prevede un ulteriore riduzione per il 2014 quando l’aliquota scenderà al 10 % (Dl 47/2013). Inoltre occorre anche considerare che la cedolare secca è un’imposta comprensiva di tutti i tributi visto che con il pagamento della stessa si ha la possibilità di omettere il pagamento di marche da bollo, addizionale regionale, comunale ed imposta di registro. Anche questo aspetto rappresenta un fattore importante per il contribuente per optare per la cedolare secca, visti gli incrementi di tassazione che si sono avuti a livello regionale e comunale.

Per scegliere l’imposta sostituiva occorre però rispettare alcuni requisiti, che sono:

  • Possono beneficiare del regime i titolari di diritti reali su immobili che sono persone fisiche non nell’esercizio di impresa, arti e professioni;
  • Sono ammesse al beneficio le locazioni di immobili ad uso abitativo locati per finalità abitative;

Il locatario non deve essere un soggetto che svolge attività di impresa o di lavoro autonomo.

Con il varo del Dl 47 del 2014 si ha la possibilità di optare per la cedolare secca anche nel caso in cui l’immobile sia locato a cooperative o enti senza scopo di lucro che abbiano sublocato a studenti universitari senza aggiornamento del canone di locazione.

Dopo aver elencato i vantaggi della cedolare secca vediamo ora quali sono i possibili svantaggi di tale imposta sostitutiva: innanzitutto l’applicazione della cedolare non permette l’aggiornamento del canone in base alle rivalutazioni istat. Inoltre, aspetto forse più significativo, optare per la cedolare significa applicare un’imposta sostitutiva senza la possibilità quindi, a meno che no si abbiano redditi ulteriori, di fruire di eventuali detrazioni di imposta o oneri deducibili.

Argomenti:

Cedolare secca

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