L’Italia è allo sbando e fuori dal G20 del benessere: ecco la fotografia impietosa sul nostro paese del Prosperity Index 2014

Alessandro Iacopini

5 Novembre 2014 - 13:50

5 Novembre 2014 - 17:07

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Salvano la società italiana solo la salute, la famiglia e la piccola imprenditoria. Bocciato di fatto il governo Renzi, incapace di invertire la spirale discendente del paese.

Salute, famiglia e piccola imprenditoria. Senza questi tre elementi il benessere italiano sarebbe sostanzialmente un ricordo. A dirlo è il Prosperity Index 2014, l’indice che misura la prosperità di 142 Stati del mondo.

Senza questi tre fattori fondati, la società italiana, che soffre sempre di più per effetto della crisi economica, del degrado della politica, delle libertà personali e dell’educazione, sarebbe addirittura fuori dal G20.

Il rapporto boccia di fatto anche il governo Renzi, inserito tra quelli impopolari poiché continua a mettere le mani nelle tasche dei cittadini alzando le tasse. Secondo il rapporto:

“l’Italia ha avuto particolari problemi negli ultimi tre governi. L’esecutivo più recente, quello di Matteo Renzi, continua ad avere difficoltà per realizzare riforme chiave sia nella politica che nell’economia”.

Ma non solo, perché:

“Il livello di corruzione percepita in Italia è fra i più alti del mondo (89,8%) e sempre meno persone esprimono liberamente la loro visione politica o denunciano questioni pubbliche. I governi percepiti come corrotti hanno più difficoltà ad imporre ai cittadini politiche di revisione della spesa ed altre impopolari scelte necessarie a curare i malesseri economici. Il basso consenso popolare del governo, in ultima analisi, rende estremamente difficili in questi Paesi le azioni necessarie a rivitalizzare le loro economie in declino”.

I dati del rapporto
Il rapporto descrive un’Italia allo sbando che in solo 5 anni ha perso 11 posizioni nella classifica mondiale della prosperità. Ben 5 posizioni sono state perse solo nel 2014. L’Italia è ora 37esima, dietro a Costa Rica, Slovacchia e Kuwait.

I primi posti della classifica sono occupati da Norvegia, Svizzera e Nuova Zelanda. Tra gli altri paesi OCSE l’Italia precede solo Israele, su cui però incide forte il peso dell’instabilità geopolitica.

Ad incidere sulla prosperità globale incide soprattutto la situazione economica, che ha reso gli italiani tra i popoli più pessimisti al mondo, 134esimo posto su 142. Sull’andamento del nostro paese incidono ovviamente anche le difficoltà nella ricerca di un posto di lavoro:

“solo il 3,1% degli italiani pensa che l’Italia sia un buon posto per trovare lavoro. Questo si riflette in un malcontento generale con la percentuale delle persone soddisfatte del proprio stile di vita che è diminuito del 12 per cento”.

Pochi, ma tutto sommato importati, gli aspetti positivi: secondo l’indagine gli italiani sono il popolo più longevo d’Europa, quello più riposato e quello con minor problemi di salute.

In ambito economico resiste alla crisi solo la piccola imprenditoria, vero motore del paese.

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