Insegnanti e Ata in pensione nel 2019, guida MIUR: requisiti, scadenze e domanda

Simone Micocci

19 Novembre 2018 - 12:29

19 Novembre 2018 - 13:36

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Il Miur ha pubblicato la circolare contenente le informazioni sulle procedure per il pensionamento per l’a.s. 2019-2020 di insegnanti, Ata e dirigenti scolastici.

Insegnanti e Ata in pensione nel 2019, guida MIUR: requisiti, scadenze e domanda

Il Miur ha ufficializzato le scadenze per la presentazione della domanda di pensione per il personale docente ed educativo, amministrativo ed ausiliario della scuola, facendo chiarezza nel contempo sui requisiti necessari per andare in pensione al 1° settembre 2019.

Ovviamente tra la lista delle opzioni possibili per il pensionamento di insegnanti e ATA mancano Quota 100 e Opzione Donna dal momento che queste due misure anche se annunciate dal Governo non sono ancora ufficiali.

Nell’attesa che ciò avvenga è bene approfondire quanto stabilito dal Ministero dell’Istruzione nella nota n°50647 diffusa lo scorso 16 novembre, nella quale vengono elencate le scadenze per la presentazione delle dimissioni volontarie dal servizio e per la domanda di pensionamento.

Lo faremo di seguito, in questa guida dedicata ai pensionamenti nella scuola con tutte le istruzioni e le scadenze da rispettare per andare in pensione dal prossimo 1° settembre.

Personale della scuola: chi può andare in pensione dal 1° settembre 2019

Rispetto allo scorso anno bisogna aggiungere 5 mesi all’età pensionabile visto l’adeguamento con le speranze di vita che interverrà dal 1° gennaio 2019.

Di conseguenza, potranno fare domanda di cessazione volontaria dal servizio coloro che hanno compiuto i 67 anni di età e che nel frattempo hanno maturato i 20 anni di contributi (pensione di vecchiaia).

In alternativa, si può andare in pensione (anticipata) a prescindere dall’età anagrafica, con 43 anni e 3 mesi (uomini) e 42 anni e 3 mesi (donne) di contributi.

Come viene precisato dalla nota esplicativa del Miur, i suddetti requisiti possono essere raggiunti anche cumulando la “contribuzione coincidente temporalmente versata presso altre gestioni previdenziali”.

Si ricorda, inoltre, che dal 2014 per coloro che raggiungono i requisiti per la pensione di vecchiaia non è più consentito chiedere il trattenimento in servizio. Ciò significa che in alcuni casi al 1° settembre 2019 scatterà il pensionamento d’ufficio. Nel dettaglio, questo avviene per coloro che alla data del 31 agosto 2019 si trovano in una delle seguenti situazioni:

  • hanno compiuto i 65 anni di età e nel contempo hanno maturato i requisiti per la pensione anticipata;
  • hanno compiuto i 67 anni e hanno 20 anni di contributi.

Di conseguenza possono essere trattenuti in servizio coloro che pur avendo compiuto i 67 anni di età non hanno ancora raggiunto la contribuzione minima necessaria per andare in pensione (20 anni); tuttavia, questi potranno continuare a lavorare non oltre il compimento del 71° anno di età.

Inoltre, bisogna ricordare che il Miur, come stabilito dall’articolo 1 - comma V - del decreto legge 90/2014 si riserva della possibilità di collocare in pensione coloro che hanno raggiunto i requisiti previsti per la pensione anticipata ma non hanno compiuto ancora il 65° anno di età; ciò può avvenire in presenza di determinate situazioni, come l’esistenza di una situazione di esubero del posto, classe di concorso o profilo di appartenenza dell’interessato. In tal caso, comunque, bisogna darne comunicazione all’interessato con almeno 6 mesi di preavviso.

Tempistiche domanda di pensionamento

Fatta chiarezza su chi può andare in pensione vediamo quali sono le scadenze indicate dal Miur. Nel dettaglio, insegnanti, educatori e Ata devono presentare la domanda per il pensionamento entro il 12 dicembre 2019.

Per i dirigenti scolastici, invece, il termine per la presentazione delle istanze è il 28 febbraio.

A queste scadenze poi bisognerà aggiungere quelle previste per coloro che accederanno alla pensione ricorrendo a Quota 100 o alla nuova Opzione Donna, che verranno ufficializzate solamente una volta che i decreti di queste due misure saranno pronti. Anche per le dimissioni relative alla fruizione dell’Ape Sociale bisognerà attendere una specifica circolare poiché non è ancora chiaro se questa misura sarà confermata per il 2019.

Per la revoca delle dimissioni e della domanda di pensionamento le tempistiche sono le stesse: quindi mentre insegnanti, Ata ed educatori avranno tempo fino al 12 dicembre per tornare sui propri passi, i dirigenti scolastici potranno farlo entro il 28 febbraio.

Come fare domanda di pensionamento

Entro le suddette date bisogna presentare sia la domanda di cessazione dal servizio che quella per il pensionamento.

La prima va inviata utilizzando il portale Istanze Online, al quale la maggior parte del personale della scuola è ormai registrato (chi non lo è dovrà farlo).

La domanda di pensione, invece, va presentata direttamente all’Inps utilizzando la modalità telematica disponibile sul sito dell’Istituto (previa registrazione), o in alternativa chiamando il Contact Center Integrato al numero 803 164. È possibile anche rivolgersi all’assistenza gratuita di un patronato.

MIUR- Nota n°50647 del 16 novembre 2018
Clicca qui per scaricare la circolare esplicativa del Miur con tutte le informazioni su come andare in pensione il 1° settembre 2019.

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