Ftse Mib: si attendono novità su banche. Possibile nervosismo dopo il golpe in Turchia

Livio Spadaro

16 Luglio 2016 - 17:03

Forte rimbalzo settimanale per l’indice Ftse Mib in attesa di novità sulla situazione delle banche. Durerà ancora la pazienza degli investitori?

Ftse Mib: si attendono novità su banche. Possibile nervosismo dopo il golpe in Turchia

Il Ftse Mib ha proseguito anche questa settimana la fase di recupero dai minimi toccati post-referendum sul Brexit. Il listino milanese nelle ultime cinque sedute è riuscito a guadagnare un +4,25%, riportandosi così in orbita 16.800 punti.

A riportare la calma sull’indice azionario del Bel Paese sono state principalmente le indiscrezioni che circolano sulla risoluzione della delicata situazione di alcune banche, una su tutte Montepaschi, ed anche l’andamento di Wall Street. Gli indici americani, galvanizzati dall’ultima proiezione dei non-farm payrolls, continuano a segnare nuovi massimi storici in parte anche grazie alle trimestrali in uscita in questi giorni.

Colossi come Alcoa, JpMorgan, Citigroup e Wells Fargo, nonostante i rispettivi cali di utili e fatturato, non hanno deluso le attese degli analisti, rasserenando così anche il clima sul sistema bancario europeo. Migliora la situazione anche in Giappone, con il Nikkei che ha segnato una delle migliori performance settimanali degli ultimi anni grazie all’arrivo di un nuovo, ingente, pacchetto di stimoli monetari da parte della BoJ.

Infine, sono arrivate buone notizie anche dalla Cina, con i dati macroeconomici del gigante asiatico in apparente miglioramento. Per la prossima settimana, occhi puntati al meeting della BCE del 21 luglio, sempre guardando a possibili novità sul comparto bancario, e alle reazioni del fallito Golpe in Turchia.

Ftse Mib: nuovo forte rialzo su attese per accordo su banche italiane

Il Ftse Mib rialza la testa anche nella settimana borsistica appena conclusasi, portandosi in guadagno del +4,25% a ridosso dell’area di 16.800 punti. Il listino milanese ha beneficiato del rialzo dei titoli del comparto bancario, causato dalla ricopertura delle robuste posizioni short, in seguito alle dichiarazioni di esponenti politici e manager bancari.

La Commissione Europea ed il Governo italiano sono in stretto contatto per trovare una soluzione alla delicata situazione del comparto bancario ed un primo segnale di distensione si è avuto con l’apparente concessione di garanzie statali per €150 miliardi.

Il governo del Bel Paese, dal canto suo, vorrebbe cercare di trovare una soluzione di mercato per liberare i €10 miliardi di sofferenze di Montepaschi come richiesto dalla BCE.

Ftse Mib: pochi investitori per Atlante 2?

Si è ipotizzato alla ricapitalizzazione del fondo Atlante, che al momento ha in cassa circa €1,75 miliardi (di cui la metà comunque dovrebbero rimanere a disposizione del fondo per ristrutturare Veneto Banca e Popolare di Vicenza). La cifra è molto esigua e da sola non aiuterebbe poi molto MPS, per cui si sta studiando anche l’ipotesi di un fondo Atlante 2.

Su questa seconda possibilità, al momento non sembra esserci un grande interesse degli investitori privati che hanno partecipato al primo fondo. Intesa SanPaolo e Ubi Banca hanno fatto sapere, tramite le dichiarazioni dei rispettivi dirigenti, che non intendono partecipare alla creazione di un nuovo fondo Atlante.

Ennio Doris, di banca Mediolanum, ha reso noto di voler conoscere i dettagli del nuovo fondo prima di procedere ad un eventuale investimento. Si cerca perciò di coinvolgere casse previdenziali e fondi pensione, dopo l’ok di Cassa Depositi e Prestiti e Sga, anche se pure questa strada sembra al momento difficilmente percorribile.

Montepaschi, indipendentemente dagli sforzi del governo, starebbe comunque pensando ad un piano risolutivo anche se comunque, secondo le stime di Mediobanca, serviranno €3-4 miliardi di aumento di capitale dopo lo smaltimento eventuali dei NPL.

Da valutare anche la posizione della Commissione Europea, la quale per il momento sembra attendere i risultati degli stress test del 29 luglio viste le affermazioni di Jeroen Dijsselbloem e del ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schauble.

Ftse Mib, Unicredit: Vita apre a ipotesi aumento di capitale dopo cessioni

In più, resta sempre alta l’attenzione su Unicredit dopo la cessione del 10% di Fineco Bank e Banca Pekao (con in programma altre possibili dismissioni) e le dichiarazioni del presidente Giuseppe Vita.

Il dirigente, ha rilasciato una dichiarazione in cui ha reso noto che i vertici della banca stanno studiando possibili aumenti di capitale, ma ha anche ribadito di dare tempo al nuovo CEO, Jean Pierre Mustier, di revisionare il piano industriale (lo stesso ad ha fatto sapere che le modifiche a quest’ultimo dovrebbero essere pronte per il quarto trimestre).

Ftse Mib: Wall Street ai massimi storici, poche conferme da dati macro

Ad aiutare la ripresa del Ftse Mib è anche l’andamento di Wall Street che in questa settimana ha continuano la corsa rialzista segnando nuovi massimi storici. I listini statunitensi sono stati galvanizzati dalle proiezioni positive dei non-farm payrolls anche se altri indicatori macroeconomici, vista la pesante revisione a ribasso delle stime di maggio sulle vendite al dettaglio, il crollo del NY Empire manifacturing index, la discesa ai minimi di 2 anni della fiducia dei consumatori e la decrescita dei salari orari medi, non sembrano dare conferme sulla buona tenuta dell’economia USA.

Questa settimana sono state pubblicate le trimestrali di alcune importanti società statunitensi come Alcoa, BlackRock, JpMorgan, Citigroup e Wells Fargo che hanno mostrato un declino di fatturato e utili anche se meno delle aspettative.

Ftse Mib: sorprende il PIL cinese ma restano fattori di rischio

Rimanendo in tema macroeconomico, in Cina il PIL trimestrale ha superato le attesecon un +6,7% su base annuale, così come le vendite al dettaglio, la produzione industriale ed i nuovi mutui. I

In risalita anche l’inflazione su base annuale, anche se su base mensile, nonostante un miglioramento, persiste la fase deflativa. Deludono invece i dati sugli investimenti in fixed assets e sull’indice dei prezzi di produzione che risulta ancora in forte territorio negativo.

Sembra quindi che al momento le politiche monetarie della PBoC, mirate ad una forte svalutazione dello Yuan, stiano funzionando. Preoccupa comunque ancora l’andamento di import ed export, la quantità di NPL in circolazione nel sistema bancario cinese e la bolla del sistema immobiliare.

Ftse Mib: ipotesi Helicopter Money in Giappone?

Infine, in Giappone si è potuto assistere ad uno dei più forti rialzi del Nikkei degli ultimi anni. L’indice nipponico ha guadagnato oltre il 9% questa settimana, trascinato dai rumors riguardo a nuovi stimoli monetari in arrivo dalla Bank of Japan.

L’ex-governatore della Federal Reserve, Ben Bernanke, è stato ricevuto dal premier Shinzo Abe con il quale si mantengono colloqui serrati. Era circolata la possibilità dell’arrivo dell’Helicopter Money in Giappone, notizia poi smentita dallo stesso governo nazionale.

Ftse Mib: Turchia potrebbe agitare i mercati, giù il lusso dopo Nizza

In Europa invece continua ad esserci aria di instabilità e paura. L’attentato di Nizza ha rimesso nel focus la questione terrorismo ed ha causato in Borsa perdite sui titoli del settore del lusso che generalmente viene colpito dopo atti terroristici. Inoltre, il Golpe tentato dall’Esercito in Turchia rischia di essere un fattore destabilizzante a livello politico per il Vecchio Continente.

Il premier turco, Recep Erdogan, sembra che abbia ripreso il controllo del Paese anche se la sua immagine appare piuttosto indebolita dopo quanto accaduto. La Turchia è solo l’ennesimo Paese che finisce nel caos politico, dopo che l’Austria ha deciso di indire nuove elezioni (dato che le ultime sono risultate irregolari) mentre la Spagna ancora fatica a trovare una stabilità politica.

Il caos turco potrebbe far riesplodere il caso migranti, con la Polonia che ha già fatto sapere che non è intenzionata di accettare altri immigrati e l’Ungheria in procinto di indire un referendum sul merito il 2 ottobre.

Resta quindi alta la guardia in Europa, con l’aumentare delle tensioni politiche tra UE, Spagna e Portogallo in seguito al richiamo delle autorità europee verso questi Paesi per rientrare nei parametri di deficit/PIL (con il rischio di incorrere in pesanti sanzioni).

Ftse Mib: BoE ferma a sorpresa, ora si guarda a meeting BCE

Infine nel Regno Unito, a sorpresa, la Bank of England ha deciso di non tagliare i tassi di interesse pur lasciando comunque aperta una possibilità per il mese di agosto.

La BCE invece si riunirà questa settimana ed il presidente Mario Draghi terrà la consueta conferenza stampa a margine del meeting. Non ci si aspettano grandi novità dall’istituto centrale europeo, il quale con ogni probabilità ribadirà la volontà di agire in caso di necessità e richiamerà i Paesi europei a fare di più con le riforme strutturali.

Da valutare invece possibili dichiarazioni del presidente riguardo la delicata situazione del comparto bancario europeo visto che non preoccupa solo l’Italia ma anche Germania (con la Landesbank di Brema in procinto di default, oltre che i noti problemi di Deutsche Bank) e Svizzera (Credit Suisse è stata indicata come tra i maggiori fattori di rischio sistemico da parte del FMI).

Ftse Mib: analisi tecnica su base giornaliera

Insomma, resta tesa la situazione nonostante l’apparente calma degli indici borsistici internazionali. Cosa aspettarsi quindi la prossima settimana dal Ftse Mib? Dall’analisi grafica, su base daily, è possibile notare come il mercato si sia calmato in seguito alle indiscrezioni riguardo alla situazione delle banche del Bel Paese.

L’indice milanese ha recuperato circa 1.800 punti dai minimi toccati in seguito alla Brexit, portandosi ora a ridosso di un’importante area di resistenza. Ciò a cui guardano gli operatori sono ulteriori novità riguardo al sistema bancario, novità che tardano comunque ad arrivare.

E’ da valutare quindi la “pazienza” degli investitori nell’attendere notizie risolutive che comunque arriveranno con ogni probabilità in seguito ai risultati degli stress test della BCE.

Attualmente il Ftse Mib sembra essere in una fase di consolidamento che potrebbe dare l’energia giusta per tentare uno sprint verso la successiva area di resistenza, di colore viola, in area 17.200 punti circa. Il RSI segnala una fase laterale, confermata dalle bande di Bollinger, visto il movimento poco al di sopra della soglia di neutralità quindi per il momento sembra improbabile una rottura dell’attuale resistenza statica, vista in colore blu, a quota 16.800 punti.

Nel caso dovesse tornare a farsi sentire l’impazienza degli investitori, potremmo assistere ad un ripiegamento sull’area di 16.200 punti, la cui tenuta diventerebbe cruciale per non incappare in una ridiscesa verso 15.800 punti prima e 15.400 punti poi.