Deutsche Bank come Lehman Brothers: ecco perché il mondo trema

Flavia Provenzani

15 Luglio 2016 - 17:36

Il mercato trema guardando alla Deutsche Bank, è forte il paragone con la Lehman Brothers. Ecco perché il mondo ha paura.

Deutsche Bank come Lehman Brothers: ecco perché il mondo trema

Le similitudini tra la Deutsche Bank e Lehman Brothers, la banca statunitense che ha inaugurato l’ultima crisi finanziaria mondiale del 2008, si moltiplicano.
Aumenta la paura dei mercati nei confronti della Deutsche Bank.

Cosa sta succedendo all’interno della banca tedesca e perché gli investitori hanno tanta paura?
Deutsche Bank è davvero la nuova Lehman Brothers d’Europa?

Il settore bancario europeo è uno dei comparti più colpiti dal referendum sulla Brexit con la vittoria del sì all’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea. Molte banche hanno visto il prezzo delle azioni crollare, ma la paura del mercato e degli investitori verso la Deutsche Bank, la banca numero uno in Germania, è iniziata assai prima del referendum inglese.

Deutsche Bank: ecco perché fa paura

Le azioni Deutsche Bank sono in calo di circa il 43% dall’inizio dell’anno e del 20% dal risultato del referendum Brexit, annunciato lo scorso 24 giugno. L’investitore miliardario noto in tutto il mondo, George Soros, aveva scommesso 111 milioni di dollari che il titolo della Deutsche Bank sarebbe crollato nel post-referendum.

Il calo del prezzo delle azioni di Deutsche Bank non è molto diverso dal crollo delle altre banche europee - sembra anche invidiabile dalle banche italiane in crisi (MPS nell’anno sta perdendo oltre il 75%). Tuttavia, la banca tedesca si trova ancora una volta ad essere paragonata alla storica Lehman Brothers.

Deutsche Bank: il paragone con Lehman Brothers

A questo si aggiunge il calo della valutazione di mercato, attualmente ancora ferma a $18 miliardi. Gli investitori sono sempre più preoccupati ma la Deutsche Bank non sta facendo nulla per assicurare i clienti e i mercati.

Il costo d’assicurazione per l’esposizione al debito di Deutsche Bank è aumentato vertiginosamente, spingendo il mercato a guardare alla banca tedesca come un asset rischio e ad alimentare il confronto con la Lehman Brothers.

I credit default swap (CDS) a 5 anni sono a circa 230 punti base al momento, il livello più alto tra tutte le banche di investimento, in rialzo dai 95 punti base di inizio anno. Il rischio derivati di Deutsche Bank è di circa $75 mila miliardi, 20 volte più grande del PIL tedesco.
Tuttavia, fonti vicine alla banca riferiscono che Deutsche Bank può contare su una forte base di depositi dei clienti che la mette in una posizione nettamente migliore rispetto alla Lehman Brothers ai tempi pre-crisi.

Deutsche vanta un valore di vendite al dettaglio a livello internazionale di 220 miliardi di dollari ed ha sede a Francoforte, il che la differenzia dalle banche inglesi impegnate a trovare una soluzione per uscire dal Regno Unito dopo il risultato del referendum.

La banca inoltre è tutt’oggi protagonista di un ampio progetto di ristrutturazione, che ha visto un taglio dell’80 per cento degli asset di rischio nel 2012. Ma le preoccupazioni attorno la Deutsche Bank sono dure a morire.

Deutsche Bank: la banca più pericolosa al mondo per il FMI

Negli ultimi mesi, la sua filiale statunitense ha fallito lo test di stress della Federal Reserve. Le azioni della banca hanno toccato nuovi minimi dopo che il Fondo Monetario Internazionale ha definito la Deutsche Bank una delle banche più rischiose a livello mondiale. Comprendendo la Deutsche Bank nell’elenco delle «istituzioni finanziarie di importanza sistemica a livello globale», il report vede la banca come il contributore più importante sul fronte dei rischi sistemici, seguita da HSBC e da Credit Suisse.

«L’importanza relativa di Deutsche Bank sottolinea l’importanza della gestione del rischio, dell’intensificazione dei controlli [sulle banche sistemiche con importanza a livello mondiale] e dell’attento monitoraggio delle loro esposizioni transfrontaliere, così come della capacità di un rapido e nuovo regime di risoluzione»,

ha scritto il FMI nella sua nota di accompagnamento.

Il rimpasto ai vertici di Deutsche Bank non basterà

I detrattori di Deutsche Bank individuano nel rimpasto del management e dei dipendenti come uno dei motivi del scarso rendimento della banca. L’anno scorso la Deutsche ha visto cambiare il senior management team dopo le dimissioni di Anshu Jain e Jurgen Fitschen, lasciando il posto da nuovo CEO a John Cryan, ex capo di UBS.

La nomina è stata seguita da una serie di abbandoni di figure d’alto profilo, tra cui Zar Amrolia, che era a capo del settore valute e reddito fissi, Colin Fan, co-direttore della banca d’investimento e Michele Faissola, a capo dell’asset e wealth management.

Il nuovo CEO, che fa parte del consiglio di sorveglianza di Deutsche Bank dal 2013, ha apportato delle modifiche alla strategia complessiva della banca, ma gli investitori continuano a temere una ripetizione del settembre 2008, quando la Lehman ha presentato istanza di fallimento.

I problemi della Deutsche Bank continuano e gli analisti sono ancora assai incerti guardando al futuro della banca. Il capo economista di Deutsche Bank è comunque ottimista: recentemente, in un’intervista al Welt am Sonntag, David Folkerts-Landau ha riferito di aver acquistato 10.000 azioni della banca poiché ottimista sul futuro della banca.

Meno ottimismo, invece, circa il futuro del settore bancario in generale. Nella stessa intervista, Folkerts-Laundau ha detto che l’Europa ha urgente bisogno di un fondo di salvataggio di 150 miliardi di euro per ricapitalizzare le banche in difficoltà, in particolare quelle italiane.

Fonte: CNBC

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