Deutsche Bank: piano da €150 mld per salvare se stessa (e le banche italiane) da crisi e bail in

Un fondo da €150 miliardi; l’idea di un capo economista Deutsche Bank per salvare la banca numero uno della Germania e le banche italiane contro lo schieramento della Merkel.

Ora anche la Deutsche Bank, la problematica super-banca tedesca attanagliata dai derivati, passa dalla parte di un fondo di salvataggio per salvare le banche europee (e se stessa) evitando il bail-in.

La notizia fa scalpore: la banca tedesca, per bocca di un suo capo economista, non vuole rimanere attaccata ciecamente alle normative europee, contrariamente all’invito che la Merkel ha fatto a Renzi in reazione alla proposta dell’Italia di utilizzare fondi pubblici per salvare le sue banche dalla crisi.

Le carte sono tutte scoperte e il primo ministro Matteo Renzi potrebbe finalmente trovare consenso dalla Germania sul salvataggio delle banche tramite fondi pubblici approfittando del suo tallone d’Achille: Deutsche Bank.

Tra gli effetti delle Brexit, la scorsa settimana l’attenzione dei mercati finanziari si è spostata sul comparto bancario dell’Italia, in disperato bisogno di un salvataggio dai 380 miliardi di euro in crediti deteriorati per evitare il collasso dell’interno settore. Il bail-in, che rispetterebbe le normative UE, è troppo pericoloso secondo le autorità italiane, lederebbe la fiducia e causerebbe una veloce corsa agli sportelli.

Questo ha spinto i prezzi delle azioni - e il rischio di insolvenza - delle banche italiane a livelli record. Finora le richieste di salvataggio dell’Italia sono per la maggior parte cadute nel vuoto, la Germania proprio non vuole accettare che l’Italia non rispetti le regole e utilizzi soldi pubblici per intervenire direttamente all’interno delle banche in crisi.

Tuttavia, il rischio principale per l’Europa non è solo il settore bancario italiano.
A preoccupare è la situazione della banca più grande di tutta Europa: Deutsche Bank.

Lo scorso giovedì, in una conferenza stampa con il primo ministro svedese Stefan Löfven, Matteo Renzi ha detto che altre banche europee hanno problemi molto più grandi rispetto alle banche italiane.

«Se il problema dei non performing loans vale uno, la questione dei derivati presso altre banche, grandi banche, vale cento. Questo è il rapporto: uno a cento»,

ha detto Renzi.
Renzi, certamente, si stava riferendo alle decine di migliaia di miliardi di derivati sui bilanci di Deutsche Bank.

E finalmente abbiamo la conferma definitiva che il cappio si sta stringendo, non solo per l’Italia, ma anche per la stessa Germania. David Folkerts-Landau, capo economista della Deutsche Bank, ha chiesto un piano di salvataggio di 150 miliardi per le banche europee.

In una dichiarazione al tedesco Welt am Sonntag, l’economista ha detto che le istituzioni europee dovrebbero raccogliere dei nuovi capitali in modo molto simile alla ricapitalizzazione avvenuta a seguito della scorsa crisi negli Stati Uniti.

Ma il piano di salvataggio degli Stati Uniti è avvenuto quasi un decennio fa, e nel frattempo il settore finanziario europeo sarebbe dovuto guarire per gentile concessione di una politica monetaria «prudente». Ma così non è stato.

Secondo Landau, come gli Stati Uniti hanno aiutato le proprie banche con un piano da $475 miliardi di dollari, così anche l’Europa ad oggi ha bisogno di un programma assai genere, in particolare per il salvataggio delle banche italiane.

«In Europa, il piano di salvataggio non dovrà essere così vasto. Un fondo da 150 miliardi dovrebbe essere sufficiente per aiutare le banche europee ricapitalizzarsi»,

ha dichiarato David Folkerts-Landau.

Il capo economista della Deutsche Bank ha aggiunto che il ribasso dei titoli bancari è solo il sintomo di un problema molto più grande, vale a dire una combinazione fatale di bassa crescita, alto debito e deflazione «pericolosa».

«L’Europa è gravemente malata e deve affrontare rapidamente i problemi esistenti, oppure affrontare un incidente»,

ha detto il capo economista della banca tedesca.

L’economista della Deutsche Bank si è detto particolarmente preoccupato per l’Italia e per la situazione delle sue banche. Il salvataggio delle banche è così urgente da dover consentire all’Europa di violare le regole sul salvataggio bancario presenti nella direttiva sul bail in.

L’economista infatti fa notare che il bail-in non è fattibile neanche a livello politico perché colpirebbe i risparmi della persone e potrebbe causare una corsa agli sportelli in Italia e non solo.

È davvero strano che questa attenzione alle persone nasca proprio ora e non in fase di creazione della direttiva. È andata bene a tutti quando i cittadini di «seconda classe» di Cipro e Grecia sono stati colpiti dal bail in. Ora che gli italiani e anche i tedeschi sono a rischio, improvvisamente «è il momento di cambiare le regole».

La conclusione dell’economista della Deutsche Bank è stata:

«Rimanere attaccati alle regole potrebbe causare un danno maggiore rispetto a che fossero sospese».

Il capo economista di Deutsche Bank sarà più preoccupato per il futuro delle banche italiane o per il suo datore di lavoro?

Sembra tutto pronto per un salvataggio bancario paneuropeo ora che la banca più grande della Germania spinge per un piano di salvataggio extra bail in.
Parola a Merkel e Schauble.

Fonte: ZeroHedge

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