Cda MPS tra aumento capitale, crediti deteriorati e risposta a BCE. Ecco cosa aspettarsi

Attesa per cda di MPS: ecco cosa aspettarsi realmente tra aumento di capitale, piano di gestione dei crediti deteriorati, risposta alla BCE e aiuti di Stato.

Oggi il cda straordinario di MPS. Ecco un resoconto su aspettative, previsioni e quali potrebbero essere le novità da Banca Monte dei Paschi di Siena, protagonista indiscussa del crollo delle banche italiane.

Voci di un aumento di capitale fino a 3 miliardi di euro, un confronto su come salvare l’istituto senese dal baratro, una risposta alla lettera della BCE, che spinge Monte Paschi ad accelerare sulla questione crediti deteriorati.
Intanto la Consob vieta la vendita allo scoperto fino al 5 ottobre 2016 e il titolo, in attesa del cda di MPS, scambia nervoso a -1.85% (ore 11:10).

Quali sono le novità in vista del cda di MPS? Quale sarà il piano che aiuterà l’istituto senese a smaltire i 47 miliardi di euro in crediti deteriorati?

Cda MPS, cosa aspettarsi? Aumento di capitale, arriva la smentita

Poco fa la smentita della voce per cui il cda di MPS avrebbe pronto l’annuncio di un aumento di capitale da 2 a 3 miliardi di euro.

Il mercato stava già scontando la notizia, inaugurando la sessione di oggi in rialzo per la azioni MPS. Ma, all’arrivo della smentita, il titolo è tornato in negativo continua ad oscillare rapidamente su e giù dalla soglia dello 0%.

L’istituto senese ha tenuto a specificare che il cda straordinario di oggi, di cui non si conosce l’orario esatto di inizio e conclusione, non si concluderà con la notizia di un aumento di capitale, come avevano riportato invece alcune fonti di stampa.
La nota divulgata da MPS, inoltre, definisce l’incontro del cda di oggi «ordinario» e non «straordinario».
Discesa brusca, dunque, per le aspettative di un aumento di capitale che avrebbe aiutato la gestione dello smaltimento degli alti livelli di crediti deteriorati detenuti da MPS.

Cda MPS, crediti deteriorati: attese per la risposta di Viola alla BCE

La notizia è certa. Oggi il cda di Monte Paschi sarà a lavoro per definire una risposta alla richiesta della BCE, che lunedì ha presentato un piano assai celere per lo smaltimento dei crediti deteriorati da parte dell’istituto senese.

Secondo fonti de Il Sole 24 Ore, il piano creato da MPS sui crediti deteriorati prevede uno smaltimento di 10 miliardi di euro di non performing loans. Non è chiaro, invece, in che modo l’ad Fabrizio Viola avrà intenzione di rispondere al fabbisogno di 3 miliardi di euro che l’operazione renderebbe necessario.

Cda MPS: verso gli aiuti di Stato?

Sul fronte di un possibile aiuto di Stato per salvare MPS, il cda di oggi potrebbe stabilirne i parametri principali.
È molto probabile che l’istituto specifichi che l’intervento diretto del governo nelle casse della banca avverrà solo in caso di estrema difficoltà e di alto rischio sistemico.

Leggi anche: MPS: il piano del Governo da 3 miliardi per salvare Monte dei Paschi di Siena

Intesa Sanpaolo: MPS non ci interessa

Alla vigilia del cda di MPS arriva la smentita di Intesa Sanpaolo che, per bocca del suo presidente Gian Maria Gros-Pietro fa sapere di non essere interessata a comprare Monte Paschi.
Le difficoltà, riporta Intesa, sarebbero troppo dure da affrontare.
In un’intervista ha dichiarato:

«Facendo un’altra acquisizione avremmo problemi di Antitrust e ridondanze di personale».

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