Dazi USA-UE: le conseguenze per l’Italia

Italia: le conseguenze dei dazi USA-UE, dai settori più colpiti agli aumenti di prezzo più evidenti. Quanto ci costerà la mossa di Trump?

Dazi USA-UE: le conseguenze per l'Italia

Anche per l’Italia le conseguenze dei dazi di Donald Trump saranno piuttosto evidenti. Alcuni settori saranno più colpiti di altri e il conto per il Belpaese inizierà ad aumentare.

All’inizio di ottobre la WTO (World Trade Organization) ha confermato tutte le previsioni del mercato e dopo infinite giornate d’attesa ha dato agli USA la possibilità di introdurre i temuti dazi contro l’Unione europea.

La sentenza si è inserita in un contesto più ampio, quello della lotta tra Airbus e Boeing. Negli ultimi anni il Vecchio e il Nuovo Continente si sono accusati reciprocamente di aver fornito aiuti illeciti a discapito della controparte.

La WTO si è espressa a volte a favore dell’Unione europea e a volte a favore di Washington. In questo caso le decisioni dell’Organizzazione avranno conseguenze anche sull’Italia che risentirà in maniera decisa dei dazi USA contro l’UE. Le cose, però, potrebbero peggiorare ancora viste le ultime pronunce del Presidente.

Italia, conseguenze dazi USA-UE: i prodotti colpiti

La WTO ha riconosciuto le pretese di Trump e ha così accusato l’Europa di aver concesso aiuti illeciti al consorzio che produce Airbus, il tutto a discapito dell’americana Boeing.

Da qui la decisione di introdurre $7,5 miliardi di tariffe (poco meno di 7 miliardi di euro) volte a colpire nello specifico la componentistica aeronautica, i beni di lusso e i prodotti alcolici realizzati nelle quattro economie del citato consorzio:

  • Germania
  • Francia
  • Regno Unito
  • Spagna.

Parigi, secondo Coldiretti, sarà la più lesa, ma le conseguenze dei dazi USA-UE non mancheranno di riversarsi anche sull’Italia vista la forte esposizione del settore agroalimentare.

Tra i prodotti più colpiti, stando alla black list di Trump, come non annoverare il Parmigiano Reggiano, il Grana Padano, il Pecorino, e diversi altri elementi lattiero caseari. Sotto la lente anche agrumi, succhi di frutta, molluschi, crostacei, affettati e liquori. Esentati dai dazi USA invece l’olio extravergine di oliva, la pasta, il pomodoro e il vino.

Quanto aumenteranno i prezzi?

Ancora secondo i calcoli effettuati a ottobre da Coldiretti, le conseguenze dei dazi USA contro l’UE costeranno all’Italia diversi milioni di euro. Pur non colpito direttamente, il Belpaese dovrà fronteggiare aumenti dei prezzi che in alcuni casi si riveleranno piuttosto evidenti. Proprio l’incremento dei costi andrà a ridurre l’export di prodotti europei (e italiani) oltre Oceano.

Il mercato del nostro Parmigiano Reggiano potrebbe subire diversi danni. Ad oggi gli Stati Uniti sono il secondo (dopo la Francia) Paese esportatore e sempre nel Nuovo Continente il prezzo al kg è di circa 40 dollari. I dazi USA-UE (triplicati dal 15% al 40%) potrebbero far salire il costo a 60 dollari cosa che potrebbe determinare una perdita di quota di mercato del 90%.

Soltanto nel 2018 il Belpaese ha esportato negli Stati Uniti 436 milioni di euro di olio d’oliva e 305 milioni di euro di pasta. Ebbene, nel primo caso il prezzo negli USA potrebbe salire da 12,38 euro a 24,77 euro al litro mentre nel secondo da 2,75 a 3,75 euro al kg. Secondo quanto emerso nelle ultime ore questi due elementi dovrebbero essere comunque esentati dalle tariffe.

Il prezzo del prosecco potrebbe schizzare dai 10-15 euro attuali a circa 20-30 euro, mentre quello del Grana Padano potrebbe arrivare a 60 dollari al chilo, per una perdita di export dell’80% o anche 90%.

Per non parlare poi delle conseguenze sul prezzo del latte e della mozzarella di bufala campana doc. In quest’ultimo caso il valore dell’export negli Stati Uniti corrisponde al 7,5% del totale,

I dazi degli Stati Uniti contro l’Italia e l’UE sono entrati in vigore come previsto alle ore 06:00 dello scorso 18 ottobre.

Perché le cose potrebbero peggiorare

L’indagine appena citata ha fatto i conti sulla base dei dazi introdotti lo scorso ottobre. Da quel momento in poi però le cose sono peggiorate. Tutto è successo nelle ultime ore, quando Trump si è scagliato contro la Web Tax introdotta dalla Francia e in dirittura d’arrivo anche in Italia.

Per dissuadere gli Stati citati dall’utilizzo della misura fiscale, il Presidente USA ha minacciato di aumentare dal 25% al 100% le tariffe già ufficializzate due mesi fa. La mossa, ha tuonato Coldiretti, farebbe tremare mezzo miliardo di Made in Italy esportato negli Stati Uniti.

I prodotti citati (dal Parmigiano Reggiano fino ai salami, al limoncello e agli amari) diventerebbero così costosi da venir buttati fuori dal mercato a stelle e strisce. Il Grana Padano, solo per fare un esempio, potrebbe schizzare a 70 dollari al chilo.

Per non parlare di ciò che accadrebbe se le tariffe venissero estese anche al vino. In questo caso lo svantaggio tricolore verrebbe sfruttato dall’Australia e dal Cile.

Alla luce di quanto detto, le conseguenze dei dazi di Trump sull’Italia continueranno ad essere monitorate con attenzione.

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1 commento

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Cabrio • 4 mesi fa

Che diamine!! prima l’Italia tradisce gli USA facendo accordi con la Cina con la cosiddetta «via della seta», poi l’Italia si meraviglia se gli USA mettono i dazi. C’è qualcosa che non torna.

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