Dazi USA-UE: le conseguenze per l’Italia

Italia: le conseguenze dei dazi USA-UE, dai settori più colpiti agli aumenti di prezzo più evidenti. Quanto ci costerà la mossa di Trump?

Dazi USA-UE: le conseguenze per l'Italia

I nuovi dazi di Donald Trump potrebbero avere conseguenze imponenti sul nostro Made in Italy.

Qualche giorno fa, il presidente degli Stati Uniti ha minacciato una nuova ondata di tariffe contro l’Unione europea dal valore complessivo di 3,1 miliardi di dollari. Dichiarazioni, queste, alle quali ha fatto seguito la pubblicazione di una lista nella quale sono stati messi nero su bianco i prodotti interessati dall’aumento prezzi).

Immediato l’ointervento di Coldiretti, che ha tentato di stimare le conseguenze dei dazi di Trump sull’Italia e sui singoli prodotti del Made in Italy. Stando a quanto emerso, le tariffe potrebbero andare a colpire i due terzi del valore dell’export agroalimentare nostrano.

Dazi Trump: le conseguenze su Italia e Made in Italy

Come ormai noto, tra gli Stati Uniti e l’Unione europea è esplosa una vera e propria guerra sugli aiuti di Stato ad Airbus e Boeing.

Qualche tempo fa L’organizzazione Mondiale del Commercio ha autorizzato gli USA a imporre sanzioni contro il Vecchio Continente per un massimo di 7,5 miliardi di euro. A breve la stessa WTO potrebbe pronunciarsi nuovamente dando però ragione a Bruxelles.

In questo contesto si sono inserite le nuove minacce sui prodotti UE, che hanno portato a immaginare pesanti conseguenze anche per l’Italia. Nella giornata odierna il Dipartimento del commercio USA inizierà la procedura pubblica di consultazione per rivedere i dazi da applicare e la lista dei singoli prodotti da colpire.

Cosa potrebbe accadere? Trump potrebbe scegliere di aumentare le tariffe fino al 100% e di estenderle ad altri prodotti chiave del Made in Italy.

Già ad ottobre scorso la prima ondata di dazi (al 25%) decisa da Donald Trump ha purtroppo colpito mezzo miliardo di beni italiani noti in tutto il mondo. Tra questi:

  • Parmigiano Reggiano
  • Grana Padano
  • Gorgonzola
  • Asiago
  • Fontina
  • Provolone
  • salami
  • mortadelle
  • crostacei
  • molluschi
  • agrumi
  • succhi
  • amari
  • limoncello

Le conseguenze dei dazi di Trump sull’Italia potrebbero essere molteplici visto che nel 2019 l’export agroalimentare del Belpaese negli Stati Uniti è risultato pari a 4,7 miliardi. Nel primo quadrimestre del 2020, tra l’altro, nonostante l’emergenza coronavirus, il dato è aumentato del 10%.

“Il vino con un valore delle esportazioni di oltre 1,5 miliardi di euro, è il prodotto agroalimentare italiano più venduto negli States mentre le esportazioni di olio di oliva sono state pari a 420 milioni ma a rischio è anche la pasta con 349 milioni di valore delle esportazioni.”

E proprio i vini italiani come Prosecco, Pinot grigio, Lambrusco e Chianti, erano scampati alla BlackList dello scorso autunno (come l’olio di oliva), ma potrebbero essere travolti dalle nuove tariffe minacciate. Dazi del 100% farebbero schizzare il prezzo di una bottiglia di Prosecco negli USA da 10 a 15 dollari ad esempio. La perdita di competitività sarebbe evidente.

Situazione paradossale

Sulle conseguenze dei dazi di Trump si è espresso anche il presidente della Coldiretti Ettore Prandini, che ha ricordato come l’Italia abbia appoggiato gli USA in occasione delle sanzioni contro la Russia. Una scelta, questa, costata 1,2 miliardi in sei anni al Made in Italy a causa dell’embargo poi introdotto dal Cremlino.

“È ora paradossale che l’Italia si ritrovi nel mirino proprio dello storico alleato, con pesanti ipoteche sul nostro export negli USA. Al danno peraltro si aggiunge la beffa poiché il nostro Paese si ritrova ad essere punito dai dazi UAS nonostante la disputa tra Boeing e Airbus, causa scatenante della guerra commerciale, sia essenzialmente un progetto francotedesco al quale si sono aggiunti Spagna ed Gran Bretagna”.

Le conseguenze dei dazi di Trump, insomma, stanno continuando a far tremare l’intera Italia.

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1 commento

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Cabrio • Ottobre 2019

Che diamine!! prima l’Italia tradisce gli USA facendo accordi con la Cina con la cosiddetta «via della seta», poi l’Italia si meraviglia se gli USA mettono i dazi. C’è qualcosa che non torna.

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