Corte dei Conti: “Sulla crisi non abbassare la guardia, famiglie ancora in difficoltà”

Monito del neo presidente della Corte dei Conti, Angelo Buscema in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario: famiglie faticano anche se conti pubblici migliorano.

Corte dei Conti: “Sulla crisi non abbassare la guardia, famiglie ancora in difficoltà”

Solo piccoli passi verso il superamento finale della crisi, quelli compiuti fino ad oggi. Perché se da una parte i risultati economici migliorano dall’altro le famiglie italiane fanno ancora fatica ad andare avanti.

Il peggio, dunque, non è del tutto passato e, come suggerito dal presidente della Corte dei Conti in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario, guai ad abbassare la guardia.

Anche i conti pubblici, avverte Angelo Buscema, sono ancora fragili.

Famiglie ancora in difficoltà

Il messaggio di Buscema può essere letto anche come un invito al nuovo Governo che uscirà dalle urne il prossimo 4 marzo. La ripresa c’è, dice in sintesi, ma bisogna ancora fare attenzione perché gli italiani non hanno ancora del tutto superato la crisi.

“Il miglioramento dei risultati economici e dei conti pubblici conseguito negli ultimi anni non consente di abbassare la guardia. L’uscita dalla recessione e la ripresa non pongono ancora termine alle difficoltà quotidiane di tante famiglie”

avverte il neo presidente della Corte dei Conti.

Gioire del trend positivo? Sì, ma guardando alla realtà di ogni giorno senza trascurare i problemi e le difficoltà che ancora affrontano milioni di persone in Italia.

“Gli andamenti in termini di crescita economica non consentono di annullare gli angusti spazi entro cui si deve muovere oggi la pubblica amministrazione”

ha aggiunto Buscema.

Deficit: osservato speciale

Il deficit pubblico resta dunque da monitorare e sarebbe improponibile una politica che porterebbe a un nuovo aumento su questo fronte. Buscema lo dice chiaramente:

“Il quadro attuale della finanza pubblica ci indica come non più praticabile il percorso che, per assicurare i necessari livelli di servizi alla collettività, faccia ricorso a un’ulteriore crescita del debito pubblico”.

Le parole del presidente della Corte dei Conti risuonano come un monito ai partiti e ai candidati alle prossime politiche: il Paese non può permettersi di perdere la stabilità sul fronte della spesa pubblica.

“Una via preclusa non tanto dagli obblighi che ci provengono dall’esterno, dagli accordi europei, quanto piuttosto dal rispetto di un maggior equilibrio intergenerazionale nella ripartizione degli oneri”

ha spiegato Buscema.

Corruzione come cancro

Nel suo intervento, Buscema dedica un passaggio anche al dilagante fenomeno della corruzione in Italia, la cui diffusione “è indiscutibile”.

Di fronte a uno scenario del genere, il presidente della Corte dei Conti sottolinea che denunciare questa forma di malcostume è importante ma allo stesso tempo è necessario intervenire per fermarlo. Come?

“Occorre affinare e intensificare le concrete strategie di contrasto, progressiva riduzione, strategica eliminazione”.

Buscema azzarda un paragone: la corruzione come un tumore, che si insinua in un corpo sano e prolifera:

“La demagogia è la prima alleata della corruzione là dove invece l’onesta favorisce l’individuazione delle cellule cancerogene, da annientare con la precisione e l’efficacia del bisturi”.

Sbaglia, però, chi fa di tutta l’erba un fascio e secondo Buscema

“anziché dare risalto ad improprie generalizzazioni e demonizzazione categoriali, sarebbe più opportuno valorizzare il patrimonio di rettitudine di tutti quegli operatori pubblici - amministratori e dipendenti - che con quotidiana abnegazione si dedicano al bene comune. Sono moltissimi, per fortuna ancora la maggioranza”.

Argomenti:

Italia Crisi economica

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