Cartelle Equitalia: niente blocco per chi ha crediti con Pa. Si pensa alla compensazione

Marta Panicucci

11 Febbraio 2014 - 11:50

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La camera fa un passo indietro sul blocco delle cartelle esattoriali per gli imprenditori che vantano crediti nei confronti della Pa. Si tenta la strada della compensazione

E’ saltato il blocco delle cartelle di Equitalia per gli imprenditori che vantano crediti nei confronti della pubblica amministrazione. Questa è il triste esito della seduta di ieri pomeriggio alla camera. In aula infatti è stato approvato un emendamento che di fatto depotenzia gli effetti positivi del decreto «destinazione Italia». Tale decreto prevedeva il blocco delle riscossioni delle cartelle di Equitalia per il 2014 a favore delle aziende che hanno dei crediti nei confronti della Pa.

Ragioneria di Stato
Il primo stop al decreto per il blocco delle cartelle era arrivato dalla ragioneria dello Stato. Bocciando apertamente l’iniziativa del governo aveva affermato che "la sospensione avrebbe comportato «minori entrate per il 2014 non quantificate e prive di copertura finanziaria», tali da non far avere alla disposizione «ulteriore corso».

La camera quindi ha dovuto fare un passo indietro sul blocco delle cartelle di Equitalia approvato lo scorso 7 febbraio. Ma si è interpellato il Ministero dell’Economia affinché si trovi una soluzione per gli imprenditori che oltre ad essere stritolati dalla crisi hanno dei debiti nei confronti dello Stato, forse creati a causa dei mancati pagamenti dello Stato stesso. E’ per sopperire a tale assurdità che si è tentata la strada della compensazione.

La riformulazione
Il parlamento nonostante la bocciatura da parte della ragioneria dello Stato, ha cercato una via di uscita per aiutare gli imprenditori in difficoltà. Il governo ha quindi proposto una riformulazione dell’emendamento presentato all’interno del decreto «destinazione Itallia».

Al posto del blocco della cartelle di Equitalia si propone una formula di compensazione tra i debiti delle imprese e gli imprenditori e i crediti da loro vantati nei confronti della pubblica amministrazione.

L’emendamento approvato ieri alla Camera infatti recita: «Con decreto del ministro dell’economia e delle finanze, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto (il Destinazione Italia), sono stabilite, nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, le modalità per la compensazione, nell’anno 2014, delle cartelle esattoriali a favore delle imprese titolari di crediti non prescritti, certi, liquidi ed esigibili, per somministrazione, fornitura, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della pubblica amministrazione e certificati secondo le modalità previste dai decreti del Ministro dell’economia e delle finanze (...) qualora la somma iscritta a ruolo sia inferiore o pari al credito vantato».

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