Congresso PD, Matteo Richetti si candida: ecco chi è lo sfidante di Nicola Zingaretti

Matteo Richetti ha ufficializzato la sua candidatura alla guida del Partito Democratico: vediamo il profilo di quello che al momento è l’unico sfidante di Nicola Zingaretti.

Congresso PD, Matteo Richetti si candida: ecco chi è lo sfidante di Nicola Zingaretti

Nicola Zingaretti ha il suo primo sfidante per le primarie del Partito Democratico: Matteo Richetti infatti in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ha annunciato la sua intenzione di correre per la carica di segretario.

Tra i fondatori dei “rottamatori” ed ex braccio destro di Matteo Renzi, con il quale ora i rapporti sono molto più freddi, scopriamo meglio chi è Matteo Richetti che con la sua corrente Harambee punta al Congresso del partito.

La biografia di Matteo Richetti

Classe 1974, sposato e padre di tre bambini, Matteo Richetti nasce a Sassuolo per poi frequentare il liceo scientifico nella vicina Modena. Dopo aver preso il diploma, inizia a collaborare con diversi quotidiani e periodici tanto da diventare giornalista pubblicista.

I primi approcci ufficiali con la politica arrivano nel 2003, anno in cui arriva a dirigere la sezione modenese della Margherita, ricoprendo tale incarico fino al 2005 quando viene eletto al Consiglio Regionale dell’Emilia Romagna.

Cinque anni più tardi nel 2010 viene eletto nuovamente in Assemblea, diventando anche il presidente del Consiglio Regionale. Nel 2012 però rassegna le proprie dimissioni per partecipare alle primarie parlamentarie del Partito Democratico, dove nel frattempo è confluito, risultando il più votato nella provincia di Modena.

Alle elezioni del 2013 viene quindi eletto alla Camera e nel maggio 2017 viene nominato portavoce del Partito Democratico, mantenendo l’incarico fino al luglio scorso. A seguito del voto del marzo 2018 viene eletto questa volta al Senato nella circoscrizione Emilia Romagna.

Il rapporto con Matteo Renzi

Anche se non è toscano come l’ex premier, Matteo Richetti è stato considerato a lungo il braccio destro di Matteo Renzi. Insieme a Pippo Civati e Davide Faraone, hanno infatti dato vita a quel movimento interno al Partito Democratico chiamato dei “rottamatori”.

Una sinergia questa tra i due Matteo che però ha iniziato a inclinarsi a inizio 2016, quando Richetti ha indirizzayo critiche neanche troppo velate verso quello che all’epoca era il Presidente del Consiglio.

In vista del Referendum Costituzionale del 4 dicembre 2016, il rapporto tra i due però torna a consolidarsi con Richetti che non si è risparmiato anche in televisione nel fare campagna elettorale in favore del Sì.

Nell’ultimo anno però il rapporto tra i due è tornato a essere molto freddo, con Ricchetti che nell’aprile 2018 ha così fondato la sua corrente Harambee, tornando ad attaccare Renzi specie su come è stato gestito il post voto del 4 marzo nel PD.

Candidato alla guida del PD

Senza dubbio il Partito Democratico non sta vivendo il suo periodo migliore. Dato in costante calo nei sondaggi, quella che fino a un anno fa era la prima forza politica del paese sta pagando ora il fatto di non avere più una leadership riconosciuta dopo le dimissioni di Matteo Renzi.

L’attuale reggente Maurizio Martina di recente ha parlato di primarie per la scelta del nuovo segretario a fine gennaio 2019. Da tempo chi ha annunciato di voler partecipare è Nicola Zingaretti, governatore del Lazio appoggiato dalla minoranza dem.

Da qui la decisione di Matteo Richetti di candidarsi anche lui, per una scelta “che abbiamo fatto dopo mesi di lavoro sul territorio, con un movimento di idee e di persone che attorno ad Harambee”.

Delle proposte per un rinnovamento programmatico del Partito Democratico sono state già avanzate da parte del senatore modenese: il riconoscimento economico a tutti i tipi di formazione, siano essi stage, tirocini o praticantati, e la partecipazione dei lavoratori agli utili di impresa.

La candidatura di Richetti al momento non può essere considerata come quella della parte renziana del partito, ma soltanto in rappresentanza della corrente Harambee. Renzi da tempo ha annunciato la sua volontà di non presentarsi, ma non è da escludere la candidatura di qualche suo fedelissimo.

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