Nonostante la bassa approvazione in Congresso, i Democratici potrebbero sorprendere alle elezioni di medio termine 2026, sfidando Trump e il controllo del GOP.
Può un partito, la cui rappresentanza politica in Congresso è al minimo storico nella considerazione della gente (secondo il recente sondaggio della Quinnipiac University), essere al tempo stesso il partito favorito per le elezioni di medio termine del prossimo novembre? Certo che sì, anche se può sembrare un’assurdità.
Se si votasse oggi, il 47% degli elettori dice che vorrebbe vedere vincente alla Camera, nel novembre del 2026, il partito Democratico, contro il 43% che preferirebbe che il partito Repubblicano mantenesse il controllo.
Eppure, solo il 18% dei votanti dice che approva il lavoro fatto dai DEM in Congresso, mentre il 73% lo boccia. È dal 2009 che si tiene la rilevazione Quinnipiac, e questo dato, il peggiore di sempre, supera il precedente basso record di promozione del luglio scorso, quando era al 19% la quota dei favorevoli, contro il 72% di bocciature. Tra i soli Democratici, l’approvazione per il lavoro fatto dal proprio partito sale al 42%, ma coloro che non sono affatto contenti sono il 48%, il 6% in più. Tre anni fa, ottobre del 2022 - e lo citiamo per dare una prospettiva - l’approvazione dei Democratici per come deputati e senatori del partito lavoravano in Congresso era pari al 58%, con solo il 36% che bocciava il loro operato. [...]
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