L’ex primo ministro Tony Blair, che è stato alla guida del Regno Unito dal 1997 al 2007, non ha mai abbandonato del tutto la sfera politica. Ha lanciato il suo duro attacco all’attuale traiettoria della politica britannica e occidentale in un saggio pubblicato dal Tony Blair Institute for Global Change. L’istituto conta tra i suoi consulenti strategici diversi nomi di rilievo, tra cui Matteo Renzi e Sanna Marin.
Transizione ecologica
Nel suo saggio di 5.700 parole, Blair affronta molteplici temi che, a suo avviso, stanno danneggiando profondamente l’attuale direzione intrapresa da gran parte del mondo occidentale. Al punto numero tre del suo piano in dieci punti, l’ex primo ministro britannico afferma:
Dobbiamo dare priorità all’energia a basso costo e all’elettrificazione rispetto al net zero e utilizzare ciò che resta delle nostre riserve di petrolio e gas del Mare del Nord. Questo è essenziale per la nostra competitività e per sfruttare le opportunità dell’intelligenza artificiale
Le critiche di Blair alla forte spinta verso la neutralità carbonica e alla lotta contro il cambiamento climatico hanno sorpreso una grande parte della politica britannica e sono un campanello d’allarme non solo per il Regno Unito, ma anche per tutta Europa. L’Unione Europea e il Regno Unito mantengono, allo stato, l’obiettivo di raggiungere le emissioni zero entro il 2050.
Gli Stati Uniti di Trump
Nel suo saggio, Blair ribadisce inoltre con forza il messaggio secondo cui un buon rapporto con gli Stati Uniti, indipendentemente da chi occupi la Casa Bianca, è essenziale per l’intero mondo occidentale.
Sostenendo un centrismo radicale, capace di reintrodurre innovazione ed energia nella politica tradizionale, Blair elogia l’approccio di alcuni leader solitamente considerati populisti, affermando che il modo di fare politica di Donald Trump e Javier Milei non è vincolato dal pensiero convenzionale ed è al tempo stesso caratterizzato da un alto rischio potenziale e da una significativa efficacia potenziale.
Le osservazioni di Blair riflettono una crescente difficoltà, in molti Paesi europei, a definire l’atteggiamento da adottare nei confronti di Trump e degli Stati Uniti. Se da un lato una distanza totale dall’America rischierebbe altamente di indebolire l’unità occidentale in un contesto di forte instabilità geopolitica, dall’altro molti sono consapevoli che l’Europa deve mantenere buone relazioni con l’altra sponda dell’Atlantico anche in vista del periodo post-Trump, il cui mandato finisce nel 2028.
Sostegno incondizionato alle imprese
Il primo dei dieci punti del piano di Blair è il sostegno incondizionato alle imprese e l’eliminazione degli ostacoli alla crescita economica. Egli sostiene che imprese e imprenditori debbano percepire di più il sostegno e il supporto del governo. Blair chiede che le imprese siano rispettate e sostenute.
Il saggio lascia pochi dubbi sulla posizione di Blair nei confronti del governo di Keir Starmer, che dalla vittoria elettorale del 2024 ha aumentato in modo significativo i contributi fiscali versati dalle imprese per ogni dipendente.
Le imprese europee si trovano sempre più a fronteggiare i costi dell’instabilità geopolitica e le pressioni regolatorie legate alla modernizzazione economica e alla transizione verde. Tutto ciò arriva in un momento in cui, in molte delle economie più consolidate d’Europa, la disoccupazione è in aumento. In Francia, Danimarca, Germania e Belgio, nell’anno fino a gennaio 2026, la disoccupazione è cresciuta: in Danimarca è passata dal 6,6% al 7,5%. Il messaggio di Blair a sostegno delle imprese potrebbe risultare rilevante per quei Paesi che faticano a stimolare crescita e occupazione.
Lezioni per il futuro
Senza dubbio, la posizione apertamente ostile di Blair nei confronti dell’attuale governo britannico ha suscitato forti reazioni nei corridoi del potere a Londra. Tuttavia, il saggio non rappresenta soltanto una lezione per il primo ministro Keir Starmer. Sebbene alcuni dei suoi punti siano senza dubbio destabilizzanti per le classi politiche di tutta Europa, vi sono anche osservazioni di rilievo che i leader del mondo sviluppato dovrebbero considerare, riflettendo sugli argomenti avanzati da una delle figure della politica moderna più influenti del Regno Unito.
Resta incerto se questo saggio provocatorio rappresenti un vero progetto per il rinnovamento politico o semplicemente una critica all’attuale consenso occidentale. Ciò che è chiaro, tuttavia, è che il suo intervento ha riaperto il dibattito su energia, crescita economica e futuro della democrazia occidentale in un momento di crescente instabilità politica in Europa e negli Stati Uniti, in un contesto in cui il consenso su temi come la transizione verde sembrava ormai consolidato.
Articolo pubblicato su Money.it edizione internazionale il 2024-10-09 20:41:23. Titolo originale: Tony Blair: ex UK prime minister launches attack on net-zero and urges for closer ties with Trump