Sondaggi politici, nel 2026 si vota per il referendum sulla giustizia che può ribaltare gli equilibri. Ecco come si presentano i principali partiti italiani a questo importante appuntamento.
Nel 2026 si torna al voto: non per le politiche, attese solamente nel 2027, quanto per alcuni importanti appuntamenti elettorali come ad esempio il referendum sulla giustizia che potrebbe capovolgere gli equilibri o le amministrative in alcuni importanti Comuni (come Venezia e Reggio Calabria).
Ma come ci si presenterà a questi appuntamenti? Secondo le prime rilevazioni del 2026, effettuate dall’istituto BiDiMedia, il Centrodestra guarda con fiducia non solo a quest’anno ma anche al prossimo, quando si voterà per la nuova legislatura. Il vantaggio accumulato, infatti, è ampio e laddove non dovessero esserci stravolgimenti allora anche l’esito delle prossime politiche appare scontato. Se non fosse però che c’è il referendum costituzionale sulla giustizia per cui si dovrà votare - al momento non c’è ancora una data - e già in passato appuntamenti di questo genere hanno dimostrato di poter ribaltare le sorti di un partito o di un leader politico.
Al momento comunque la situazione appare alquanto stabile, con Fratelli d’Italia che mantiene il consenso accumulato negli ultimi anni grazie a una crescita costante favorita dall’ampia fiducia che gli elettori nutrono nella figura di Giorgia Meloni. È gran merito della presidente del Consiglio, infatti, se oggi la coalizione di Centrodestra può essere ottimista per i prossimi appuntamenti elettorali, mentre nella coalizione di Centrosinistra la speranza di recuperare sembra essere affidata soprattutto al Movimento 5 stelle, il quale negli ultimi mesi ha registrato una crescita significativa.
La situazione, quindi, è in divenire: ecco come parte il 2026, in attesa di capire come finirà.
Sondaggi politici, i primi dati del 2026
Nell’attesa che l’istituto Swg torni a pubblicare i dati dei sondaggi politici per il Tg La7 (dovremo attendere fino a lunedì prossimo), possiamo guardare ai rilevamenti fatti dall’Istituto BiDiMedia che di fatto sono i primi del 2026.
Non che sia cambiato molto rispetto alla fine del 2025: come anticipato, infatti, resta massima la fiducia nei confronti di Giorgia Meloni, con Fratelli d’Italia che inizia l’anno stabile tra il 29% e il 30%, una percentuale persino superiore a quella ottenuta alle elezioni politiche del 2022. Dimostrazione di come il consenso nei confronti del governo goda di un momento positivo, tanto da portare l’intera coalizione di Centrodestra intorno al 46%-48% di consensi. Va detto però che qui bisogna anche attenzionare alla posizione di Lega e Forza Italia, indispensabili per raggiungere la vittoria alle prossime elezioni politiche vista anche - come anticipato - la netta crescita del Movimento 5 stelle di cui sta beneficiando il campo largo.
Le altre due forze di Centrodestra, infatti, oscillano tra l’8% e il 9% e iniziano a doversi guardare dalla crescita di un’altro partito della coalizione di Centrosinistra, quell’Alleanza Verdi Sinistra (Avs) che è tra il 6% e il 7%.
Tra Lega e Forza Italia sembra esserci quasi un dualismo che al momento fatica ad avere un vincitore: da una parte c’è un leader forte - Matteo Salvini - che tuttavia sembra ormai abbia perso quello slancio di un tempo, dall’altra invece il bisogno di “nuovi volti” (come auspicato da Piersilvio Berlusconi) visto che a oggi su Forza Italia aleggia ancora l’immagine dell’ex Cavaliere.
Tutto il 2025 ci ha detto quindi che Lega e Forza Italia faticano a tenere il passo di Giorgia Meloni e di Fratelli d’Italia: un loro calo quest’anno potrebbe essere determinante ai fini delle sorti delle prossime elezioni politiche, alle quali il Centrosinistra si presenterà con un Partito Democratico tra il 22% e il 23% e un Movimento 5 stelle che, per merito della crescita già anticipata, è stato capace di stabilizzarsi intorno al 13-14%.
A oggi, aggiungendo anche i voti di Avs, la coalizione di Centrosinistra non riesce a superare il 44%, ma la distanza è tutto fuorché incolmabile. Quanto può succedere nel 2026 - specialmente sul fronte referendum - potrebbe essere determinante in vista di un 2027 in cui ci sarà l’appuntamento più importante, quel referendum sulla giustizia il cui esito è ancora tutto da scrivere.
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