Sondaggi politici, ecco il bilancio di fine anno. Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle i partiti che hanno guadagnato più consensi.
Nell’edizione del Tg La7 di lunedì 22 dicembre sono stati svelati i sondaggi politici realizzati dall’istituto di statistica Swg. Gli ultimi del 2025 e per l’occasione abbiamo scelto di fare un confronto con i primi sondaggi di quest’anno, così da capire quanto davvero sono cresciuti i singoli partiti negli ultimi 12 mesi.
Da Fratelli d’Italia al Partito Democratico, fino agli equilibri interni al Centrodestra dove Lega e Forza Italia si alternano ancora come seconda forza della coalizione.
Va detto che si è trattato, almeno sul piano politico, di un anno piuttosto piatto, privo di scossoni significativi: in questa situazione, mossa più dagli eventi sul piano internazionale che su quello nazionale, quali tra le forze politiche sono riuscite ad accrescere il proprio consenso? Scopriamolo.
Sondaggi politici di inizio anno, come stavano i partiti?
Nel primo sondaggio del 2025 l’orientamento di voto degli italiani premiava, così come gli ultimi dell’anno, Fratelli d’Italia. Il partito di Giorgia Meloni ha iniziato l’anno con un netto vantaggio sulle altre forze politiche. Fratelli d’Italia, infatti, era al 29,1%, registrando uno dei picchi più alti - almeno fino a quel momento - per il partito guidato dalla presidente del Consiglio a dimostrazione di come i primi anni di governo non hanno scalfito la fiducia che gli italiani nutrivano nei suoi confronti.
Dietro il Partito Democratico con il 22,5%, mentre la terza forza, il Movimento 5 Stelle, era all’11,4%.
Il quadro nel Centrodestra era completato da Forza Italia come seconda forza, al 9,4%, mentre la Lega è all’8,6%.
Verdi e Sinistra, invece, erano al 6,5%, mentre tra i partiti minori la situazione vedeva Azione di Calenda al 3%, mentre Renzi con Italia Viva era al 2,4%. Male +Europa all’1,4%, come pure Noi Moderati all’1,1%.
Gli indecisi, o meglio coloro che preferivano non esprimersi, erano al 35%.
Sondaggi politici, gli ultimi del 2026 confermano gli equilibri
Guardando invece ai sondaggi politici di lunedì 22 dicembre notiamo che gli equilibri non sono cambiati più di tanto. L’ordine, infatti, resta più o meno lo stesso con solo un passaggio di voti tra una forza e l’altra.
Va sempre meglio infatti Fratelli d’Italia ormai stabile da mesi sopra la soglia del 30%. Negli ultimi rilevamenti dell’anno, infatti, registra un ottimo 31,3%, dimostrazione di come quest’anno sia stato molto positivo per Giorgia Meloni e il suo team di governo.
Dietro resta sempre il Partito Democratico, con il 22,1%, mentre il Movimento 5 Stelle deve “accontentarsi” di un 12,7%.
A differenza di inizio anno, invece, è la Lega il secondo partito della coalizione di Centrodestra, all’8,2% con Forza Italia appena dietro all’8,1%. Ma va detto che tutto il 2025 ha visto un’alternanza tra queste due forze, a dimostrazione di come manchi ancora una definizione chiara degli equilibri.
Dietro c’è sempre Verdi e Sinistra al 6,8%, mentre Azione è al 3,1%. Maggiore preoccupazione per Matteo Renzi visto che se si votasse oggi Italia Viva resterebbe fuori dal Parlamento visto un 2,2% di consensi. +Europa all’1,4%, Noi Moderati all’1% completano il quadro, mentre gli indecisi sono al 33%.
Sondaggi 2025, il bilancio definitivo
Il confronto tra i sondaggi di inizio e fine 2025 permette finalmente di andare oltre le sensazioni e misurare cosa è cambiato davvero. Fratelli d’Italia è il partito che cresce di più: dal 29,1% di gennaio al 31,3% di dicembre, con un aumento netto di 2,2 punti percentuali. Una progressione costante che nel corso dell’anno ha consolidato la posizione del partito guidato da Giorgia Meloni, rafforzandone la leadership senza scossoni politici particolari.
Molto diversa la dinamica del Partito Democratico, che passa dal 22,5% al 22,1%, perdendo 0,4 punti. Il dato fotografa una sostanziale immobilità: il Pd non crolla, vero, ma non riesce neppure ad ampliare il proprio consenso, restando inchiodato alle stesse percentuali di inizio anno. Più vivace, ma comunque contenuta, la crescita del Movimento 5 Stelle, che sale dall’11,4% al 12,7%, guadagnando 1,3 punti: un recupero comunque non tale da modificare i rapporti di forza con il principale partito di opposizione.
Nel Centrodestra il dato più interessante non è tanto la crescita quanto il riequilibrio interno. La Lega scende leggermente, dall’8,6% all’8,2% (-0,4%), mentre Forza Italia registra una flessione più marcata, passando dal 9,4% all’8,1%, con una perdita di 1,3 punti. È questo scarto a spiegare perché, a fine anno, la Lega torni davanti, pur in un quadro di generale debolezza di entrambe.
Tra le forze minori, Verdi e Sinistra crescono dal 6,5% al 6,8% (+0,3), mentre Azione resta sostanzialmente stabile, passando dal 3% al 3,1%.
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