Sondaggi politici, così Futuro Nazionale di Vannacci può decidere le prossime elezioni politiche. Il Generale ha già - politicamente - vinto.
Da qualche settimana sosteniamo che la posizione di Vannacci e del suo movimento, Futuro Nazionale, possa rivelarsi determinante per l’esito delle prossime elezioni. I sondaggi politici, del resto, confermano come la distanza tra centrodestra e campo largo si sia sensibilmente ridotta: in uno scenario così equilibrato, i voti raccolti dal generale potrebbero rappresentare l’ago della bilancia, incidendo in modo decisivo sulla formazione dei futuri equilibri politici.
Gli ultimi sondaggi SWG lo dimostrano chiaramente: per il centrodestra presentarsi alle elezioni in coalizione con Futuro Nazionale sarebbe una cosa, farlo senza sarebbe tutt’altro scenario. Ed è proprio questa seconda ipotesi che, al momento, sembra prendere forma. I segnali delle ultime settimane, infatti, raccontano di un Vannacci più incline allo scontro con alcune forze del centrodestra - in particolare Lega e Forza Italia - che con le opposizioni. Una dinamica che rischia di pesare molto sugli equilibri futuri, soprattutto in una fase in cui la distanza tra centrodestra e campo largo appare sempre più ridotta.
Per questo, se il centrodestra vuole davvero conservare delle possibilità di vittoria alle prossime elezioni, lo “strappo” con il Generale andrà necessariamente ricucito. Come emerso anche dagli scenari illustrati nell’ultima edizione del Tg La7, la presenza di Futuro Nazionale, peraltro accreditato di una crescita significativa, potrebbe spostare molti voti e incidere in modo decisivo sull’esito della competizione.
Vediamo quindi perché Futuro Nazionale potrebbe già oggi essere determinante per la vittoria del centrodestra alle elezioni - il che, va detto, rappresenta già una prima vittoria politica per Vannacci - e quali sono le intenzioni di voto rilevate dagli ultimi sondaggi.
Sondaggi politici, come stanno i singoli partiti
Gli ultimi sondaggi svelati nell’edizione del Tg La7 di lunedì 8 giugno, su rilevamenti effettuati da Swg, ci mostrano una nuova crescita, dopo quella della scorsa settimana, di Fratelli d’Italia, in leggera ripresa dopo settimane complicate. Il partito di Giorgia Meloni guadagna infatti un altro 0,1% e sale al 28,3%, confermandosi nettamente la prima forza politica del Paese. Alle sue spalle resta il Partito democratico, che però perde terreno: il Pd scende dal 22,3% al 22,0%, lasciando quindi sul campo tre decimi in una sola settimana.
In crescita, invece, il Movimento 5 Stelle, che passa dal 13,0% al 13,1%, a cui si aggiunge il 6,5% di Verdi e Sinistra, che però perde lo 0,2% rispetto alla settimana precedente.
Nel centrodestra, invece, pesa il calo delle due forze alleate di Fratelli d’Italia. Forza Italia scende al 7,0%, perdendo lo 0,2%, mentre la Lega arretra al 5,6%, anch’essa in calo dello 0,2%.
C’è poi il dato degli altri partiti, utile per capire quanto sia frammentato oggi il quadro politico. Futuro Nazionale viene stimato da SWG al 4,8%, in crescita dello 0,2% rispetto alla settimana precedente. Subito dietro troviamo Azione, anch’essa in crescita dello 0,2%, che passa dal 3,4% al 3,6%. Resta invece ferma Italia Viva, stabile al 2,4%, mentre +Europa guadagna un decimale e sale all’1,5%.
Tra le forze minori dell’area di centrodestra, Noi Moderati resta stabile all’1,2%, senza variazioni rispetto alla rilevazione precedente. Cresce invece Ora!, che passa dallo 0,9% all’1,0%, mentre le altre liste nel complesso vengono accreditate del 3,0%, anche in questo caso con un lieve aumento dello 0,1%.
Rimane infine invariata la quota di chi non si esprime, pari al 28%, un dato tutt’altro che secondario, perché conferma come ci sia ancora una parte consistente di elettorato mobile o incerto, potenzialmente decisiva soprattutto in uno scenario in cui la distanza tra gli schieramenti appare sempre più contenuta.
Perché Vannacci sarà decisivo per il risultato delle prossime elezioni
C’è quindi oggi un equilibrio molto marcato tra centrodestra e campo largo, anche considerando che quest’ultimo, nello schema più probabile, non dovrebbe prevedere la presenza di Azione. È proprio in questo contesto che la posizione di Roberto Vannacci e di Futuro Nazionale assume un peso politico decisivo.
A dimostrarlo sono le simulazioni Swg illustrate da La7, che misurano gli equilibri tra le coalizioni in due scenari diversi: con Futuro Nazionale dentro il centrodestra e con il movimento del Generale fuori dalla coalizione.
Nel primo caso, quindi con una coalizione composta da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia, Noi Moderati e Futuro Nazionale, il centrodestra arriverebbe al 47,1%, superando il campo largo fermo al 45,1%. Un vantaggio di circa due punti percentuali che, in una competizione così ravvicinata, potrebbe fare tutta la differenza, specialmente in previsione di un premio di maggioranza con la nuova legge elettorale.
Lo scenario cambia però radicalmente nel caso in cui Futuro Nazionale dovesse correre da solo. In questa seconda simulazione, infatti, il centrodestra scenderebbe al 42,6%, mentre il campo largo salirebbe al primo posto con il 45,0%. Futuro Nazionale, da solo, raccoglierebbe invece il 5,2% dei consensi, abbastanza per entrare comunque in Parlamento.
Quindi, se davvero alle prossime elezioni dovesse essere previsto un premio di maggioranza per la prima coalizione capace di superare il 40%, la collocazione di Futuro Nazionale diventerebbe determinante già prima del voto. In uno schema del genere, infatti, non basterebbe un eventuale appoggio successivo in Parlamento, poiché ciò che conterebbe sarebbe arrivare alle urne dentro la stessa coalizione.
Da questo punto di vista, Vannacci ha già ottenuto un primo risultato politico: essere diventato un interlocutore necessario, mentre per Giorgia Meloni e per gli alleati ricucire lo strappo rappresenta oggi una condizione potenzialmente decisiva per conservare reali possibilità di vittoria. E conviene farlo subito, perché più Futuro Nazionale crescerà nei sondaggi, più il margine di trattativa di Vannacci sarà destinato ad aumentare.
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