Berlusconi pronto a votare lo scostamento di bilancio: è la fine del centrodestra?

Alessandro Cipolla

24 Novembre 2020 - 16:05

24 Novembre 2020 - 16:14

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Silvio Berlusconi detta le condizioni per un voto favorevole di Forza Italia allo scostamento di bilancio: contrari Matteo Salvini e Giorgia Meloni, con il centrodestra che potrebbe spaccarsi dopo la svolta collaborazionista degli azzurri.

Berlusconi pronto a votare lo scostamento di bilancio: è la fine del centrodestra?

Il centrodestra per come siamo abituati a considerarlo negli ultimi anni avrebbe le ore contate. Tutte le attenzioni sono ora puntate su cosa succederà in Aula nel momento in cui si dovrà votare il nuovo scostamento di bilancio da 8 miliardi.

L’unica cosa che appare certa è che Lega e Fratelli d’Italia voteranno contro, con Matteo Salvini e Giorgia Meloni che così appaiono intenzionati a continuare lungo la linea dell’opposizione dura nonostante l’emergenza sanitaria legata alla seconda ondata del Covid.

Resta da capire cosa farà Forza Italia. Sul Giornale Berlusconi ha fatto sapere che i suoi sarebbero “ pronti a votare lo scostamento di bilancio a condizione che si passi dalla consultazione formale dell’opposizione, come avvenuto finora, ad un’autentica condivisione di alcuni obiettivi dei quali il Paese ha davvero bisogno”.

Un eventuale voto differente potrebbe aggravare la crisi nel centrodestra, con Salvini che ha proposto una sorta di federazione dopo l’avvicinamento di Berlusconi alla maggioranza e l’ex premier che ha declinato la proposta.

Berlusconi e Salvini: strappo vicino

Ho sentito Berlusconi anche ieri sera – ha affermato invece Matteo Salvini al Gazzettino - non voglio pensare che ci siano pezzi di Forza Italia pronti a fare da stampella al governo”.

Le immancabili voci di corridoio però parlano di una componente alla Camera di Forza Italia pronta a votare lo scostamento di bilancio, mentre quella al Senato (dove i numeri dei giallorossi sono molto ballerini) sarebbe contraria proprio per evitare una rottura con Salvini.

Il voto però dovrà essere unico e molto dipenderà da quanto sarà disposto a concedere il governo in merito alle richieste degli azzurri, che propongono una moratoria fiscale per il 2020 e misure a sostegno degli autonomi.

Se ci dovesse essere un soccorso da parte degli azzurri, con la collaborazione poi estesa anche alla legge di Bilancio, ecco che la frattura potrebbe diventare insanabile: soprattutto in ottica di una prossima legge elettorale proporzionale, sarebbe un liberi tutti anticipato.

Per Silvio Berlusconi la mossa però potrebbe avere un doppio significato: cercare di tutelare al massimo le sue aziende e provare a farsi eleggere Presidente della Repubblica nel 2022, il suo pallino fisso da sempre questo anche se per riuscirci dovrà ottenere il via libera da parte del Movimento 5 Stelle, eventualità praticamente impossibile ma nella politica non si può mai dare nulla per scontato.

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