Agenzia delle Entrate: bonus agli ispettori? Ecco cosa si cela dietro la diligenza...

Valentina Pennacchio

31 Luglio 2014 - 10:30

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Gli ispettori dell’Agenzia delle Entrate percepiscono un bonus in ragione delle contestazioni? Pare proprio di si, ecco la situazione denunciata in questi giorni.

Negli ultimi tempi la lotta all’evasione fiscale è diventata la priorità di ogni governo: controlli, verifiche, ispezioni sono all’ordine del giorno grazie ai molteplici strumenti creati ad hoc, come gli ormai noti spesometro e redditometro.

I contribuenti sono sempre più nel mirino del Fisco, che di «amico» ha davvero poco. E’ vero, dai dati una contestazione su due viene vinta dal contribuente, ma dietro la diligenza degli ispettori dell’Agenzia delle Entrate potrebbe celarsi un’altra ragione.

E’ quanto viene dichiarato da Raffaele Cantone e Vincenzo Visco, ricevendo il plauso di M5S, «la riscossione fiscale pubblica non può essere gestita con logiche da azienda privata», e Scelta Civica.

Cantone e Visco sono critici rispetto a quella che viene definita come una vera e propria aggressione fiscale: la concessione di un bonus agli ispettori più cattivi, quelli più solerti nei controlli, i quali non dovrebbero avere alcun incentivo nel fare semplicemente il loro dovere, per cui, tra l’altro, ricevono adeguata retribuzione.

Il disappunto viene accolto e condiviso da Enrico Zanetti di Scelta Civica, che spiega come questa pratica vada avanti da tempo:

«da circa 15 anni tutti i governi che si sono succeduti hanno lasciato impostata (la convenzione tra Mef e Agenzia delle Entrate, ndr) in modo tale da attribuire incentivi economici ai dirigenti parametrati al gettito prodotto con la loro attività di accertamento».

Dati aggiornati sul bonus non ci sono e l’Agenzia tace, ma le parole di Visco al neodirettore dell’Agenzia delle Entrate Rossella Orlandi non lasciano margini di dubbio:

«Spero che cambi linea rispetto al passato: pagare gli ispettori in base ai risultati più portare ad atteggiamenti molto aggressivi. Si costringono sotto ricatto gli imprenditori a fare adesioni in base a violazioni che in parte non c’erano o non c’erano per niente».

Non solo l’erogazione del bonus sarebbe una violazione, sia formale che sostanziale, gli ispettori sono già pagati per il loro lavoro e l’esistenza di un bonus per i «cattivi» potrebbe provocare pesanti degenerazioni, ma sarebbe molto onerosa.

Gli ultimi dati certi sono quelli del 2011 e rivelano un dato alquanto discutibile: la parte fissa dello stipendio dei dirigenti di II fascia ha comportato una spesa di 30 milioni di euro, a fronte di 25 milioni di premi variabili. O gli straordinari sono ben pagati o, come dice Renzi, c’è proprio da cambiare verso.

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