Affitto in nero: chi ha denunciato cosa rischia dopo la decisione della Consulta?

Valentina Brazioli

22 Marzo 2014 - 18:38

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Affitto in nero, cosa succede adesso a chi ha denunciato al fisco il padrone di casa? Dopo la decisione della Corte Costituzionale sull’illegittimità della norma anti evasione, a esprimersi è stato anche il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ecco che cosa ha detto.

Affitto in nero, chi ha denunciato adesso rischia di vedersi chiedere tutti gli arretrati della differenza tra il canone stipulato con il padrone di casa (seppur con contratto non registrato) e quello ottenuto dopo la denuncia al Fisco italiano. Una situazione a dir poco paradossale, che al momento riguarderebbe ben 500 mila contratti andati in fumo dopo il parere della Consulta.

La decisione della Corte Costituzionale

Il nodo della vicenda riguarda le norme sulla cedolare secca (dlgs 23/2011 articolo 3 commi 8 e 9) le quali stabilivano la possibilità, per l’affittuario che avesse denunciato all’Agenzia delle Entrate la mancata registrazione del contratto di locazione, di risiedere nell’abitazione per un periodo di 4 anni con un canone ridotto del 70-80 per cento. Un incentivo pensato appositamente per premiare gli inquilini che avessero aiutato lo Stato a far emergere l’evasione fiscale, ma che si è scontrato contro il muro della Corte Costituzionale. Il rischio risarcimenti per i padroni di casa, infatti, è legato proprio alla decisione della Consulta la quale, lo scorso 14 marzo, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale per eccesso di delega delle norme sopra citate, cancellandole con effetto retroattivo.

500 mila contratti coinvolti: la denuncia di Sel

Ileana Piazzoni, parlamentare di Sinistra Ecologia e Libertà, ieri ha illustrato la sua interpellanza urgente sul tema alla Camera dei Deputati, chiedendo al Governo di dare conto del numero ufficiale dei soggetti coinvolti e se intenda trovare una soluzione alla vicenda. Il sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti Umberto De Caro nella sua risposta non ha fornito dati precisi sul conteggio degli interessati, rimandando ogni calcolo in merito a non prima del 15 aprile.

Rischio richieste risarcimento da parte dei proprietari di casa

Delle parole pronunciate in Aula dal sottosegretario, però, è soprattutto importante sottolineare la conferma giunta sull’effettivo rischio che gli affittuari, a questo punto, possano essere costretti a pagare ai padroni di casa tutta la parte di canone che hanno finora risparmiato, con tanto di interessi. Chi ha denunciato l’evasione fiscale, insomma, si ritroverebbe in condizione di dover risarcire chi ha tentato l’evasione fiscale.

Nessun Fondo a sostegno degli inquilini

Oltre a questo, finché il Ministero non riuscirà a fornire dati precisi sui soggetti coinvolti, è esclusa ogni possibilità di istituire un Fondo finalizzato a sostenere gli inquilini dagli oneri economici derivanti dalla decisione della Consulta.

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