Il valore della soia riportato nel grafico corrisponde al contratto future con scadenza più vicina negoziato al Chicago Board of Trade (CBOT), parte del gruppo CME, con simbolo ZS. La quotazione è espressa in centesimi di dollaro per bushel, che per la soia equivale a 60 libbre, cioè circa 27,2 chilogrammi. Ogni contratto riguarda 5.000 bushel; le scadenze cadono a gennaio, marzo, maggio, luglio, agosto, settembre e novembre.
Dove si produce la soia
Originaria dell’Asia orientale, la soia è oggi coltivata soprattutto nelle Americhe, che forniscono oltre l’80% della produzione mondiale. Il Brasile è il primo produttore e di gran lunga il primo esportatore, seguito da Stati Uniti e Argentina; quest’ultima è il principale esportatore di farina e olio di soia. La Cina è il maggiore importatore, con circa sei decimi del commercio mondiale di semi.
Farina, olio e fattori di prezzo
I semi vengono lavorati attraverso la frantumazione (crushing) per ottenere farina proteica, destinata ai mangimi, e olio, usato nell’alimentazione e sempre più nella produzione di biodiesel. Al CBOT si scambiano anche i future su farina e olio di soia, e il rapporto tra i tre prezzi indica la redditività della lavorazione.
Sul prezzo incidono il meteo nelle stagioni di crescita, che si alternano tra emisfero nord e sud, i rapporti WASDE del Dipartimento dell’Agricoltura statunitense, la domanda cinese, i rapporti commerciali tra Washington e Pechino, le politiche sui biocarburanti e il cambio del real brasiliano.