Terrorismo, cosa rischia chi organizza attentati

Il reato di terrorismo è punito molto duramente dal Codice penale sia in caso di attentato per finalità terroristiche sia per eversione dell’ordine democratico. Ecco cosa prevede la legge.

Terrorismo, cosa rischia chi organizza attentati

Nel nostro ordinamento il reato di terrorismo ha una accezione molto ampia, infatti vi rientrano sia i comportamenti e le azioni dirette a spargere il terrore tra la popolazione sia i comportamenti che mirano a sovvertire l’ordine costituzionale.

A livello giuridico, le due ipotesi - pur distinte - sono contenute nello stesso articolo: il 280 del Codice penale che persegue lo scopo di tutelare la vita e la sicurezza dei cittadini e la personalità dello Stato.

La disciplina del contrasto al terrorismo, così come la conosciamo oggi, è stata introdotta nel 1980, per dare una risposta forte agli eventi terroristici avvenuti in Italia negli anni ‘70. Con essa il legislatore penale vuole proteggere le istituzioni democratiche e l’incolumità delle persone, vietando anche l’associazionismo di stampo terroristico.

Terrorismo, cosa dice la legge

Per comprendere meglio la disciplina del reato di terrorismo, ecco cosa prevede l’articolo 280 del Codice penale che, come abbiamo visto, è diviso in due:

  • il delitto di attentato per finalità terroristiche;
  • il delitto di eversione dell’ordine democratico.

Entrambi sono stati introdotti negli anni ‘80, in risposta agli attentati terroristici che avevano caratterizzato il decennio precedente, quando gli episodi terroristici erano di ben altra natura rispetto a quelli di oggi, di matrice prevalentemente islamica.

Al primo comma dell’articolo 280 del Codice Penale prevede che:

“Chiunque, per finalità di terrorismo o di eversione dell’ordine democratico, attenta alla vita od alla incolumità di una persona, è punito, nel primo caso, con la reclusione non inferiore ad anni venti e, nel secondo caso, con la reclusione non inferiore ad anni sei.”

Il Codice penale prevede anche delle circostanze aggravanti, cioè delle ipotesi più severamente:

  • se l’attentato provoca una lesione grave o gravissima;
  • se l’attentato provoca la morte della vittima (con una pena differente a seconda che l’evento morte derivi da una condotta finalizzata a ferire o ad uccidere);
  • se l’attentato è rivolto contro persone che esercitano funzioni giudiziarie, penitenziarie, di sicurezza pubblica o che lavorano nell’esercizio, in ragione delle loro funzioni.

La legge richiede per entrambe le ipotesi di reato il dolo specifico - come elemento psicologico - ovvero la coscienza e la volontà di compiere l’atto terroristico: quindi attentare alla vita o all’incolumità altrui per mettere in atto strategie o ideologie di stampo terroristico o eversivo dell’ordine costituito e dei valori dello Stato

Cosa rischiano i terroristi: pene e sanzioni

Passiamo ora all’aspetto sanzionatorio. Le pene previste per i delitti di attentato per finalità terroristiche e di eversione dell’ordine democratico subiscono delle variazioni a seconda delle concrete modalità in cui vengono commessi. Riepilogando, la pena è:

  • carcere non inferiore a 20 anni per la finalità di terrorismo e non inferiore a 6 anni per la finalità di eversione (quando ci sono le circostanze aggravanti che abbiamo visto poc’anzi);
  • reclusione non inferiore a 18 anni, se dall’attentato deriva una lesione gravissima e non inferiore a 12 anni se deriva una lesione grave;
  • l’ergastolo se dall’ipotesi di attentato per finalità terroristiche deriva la morte della persona;
  • la reclusione pari a 30 anni, se, invece, la morte deriva dalla condotta di eversione.

La pena è aumentata fino ad un terzo se gli atti terroristico sono rivolti contro persone che svolgono funzioni giudiziarie o penitenziarie e di pubblica sicurezza (Carabinieri, Polizia, Guardia di Finanza, Esercito).

Come sono punite le “associazioni di stampo terroristico”

Nel nostro ordinamento anche l’associazionismo di stampo terroristico, sia nazionale che internazionale, è punito severamente. Il delitto di associazione con finalità di terrorismo è contenuto nell’articolo 270-bis del Codice penale, dove si prevedono due condotte distinte: chi promuove, costituisce, organizza, dirige o finanzia associazioni con finalità di terrorismo o di eversione, è punito con la reclusione da 7 a 15 anni; mentre chi partecipa a tali associazioni può subire la reclusione da un minimo di 5 ad un massimo di 10 anni.

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Reato

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