Tasse, per le partite IVA è solo l’inizio: tutte le scadenze da luglio a settembre 2020

Il 20 luglio 2020 riparte il Fisco, con la scadenza di saldo e acconto delle imposte sui redditi. Solo il primo di una serie di pesanti appuntamenti per le partite IVA: tra dichiarazioni e versamenti, si attendono mesi di fuoco.

Tasse, per le partite IVA è solo l'inizio: tutte le scadenze da luglio a settembre 2020

La scadenza del 20 luglio 2020 è solo la prima tra tante che, da qui a settembre, caratterizzeranno la routine delle partite IVA.

Saldo ed acconto delle imposte sui redditi 2020 inaugurano la ripartenza del Fisco, ma da qui a fine anno bisognerà fare i conti con un numero considerevole di adempimenti e versamenti.

Sarà settembre il mese più difficile, con la ripartenza dei versamenti sospesi.

Dal 16 settembre si iniziano a versare IVA, ritenute e contributi prorogati prima dal Decreto Cura Italia e poi dal Decreto Rilancio.

Agli adempimenti straordinari si affiancano quelli ordinari: bisognerà tenere a mente anche l’appuntamento con il secondo acconto di novembre, e a dicembre è tempo di IMU.

Tasse, per le partite IVA è solo l’inizio: tutte le scadenze da luglio a settembre 2020

La contestata data del 20 luglio 2020 segna la ripresa del rapporto difficile tra contribuenti e Fisco. Una scadenza caratterizzata dal duro scontro tra Governo e partite IVA e dall’annuncio del possibile sciopero dei commercialisti.

Tra Irpef, Ires, cedolare secca ed imposte sostitutive, la scadenza del 20 luglio 2020 mobiliterà un totale di 8,4 miliardi di euro. Il versamento può essere effettuato entro il 20 agosto, previa maggiorazione dell’importo dovuto dello 0,40%.

Non è questa però l’unica scadenza del mese. Sempre il 20 luglio 2020 si paga l’imposta di bollo sulle fatture elettroniche.

A fine mese tornano le imposte sui redditi 2020 ma, questa volta, per dipendenti, pensionati, nonché partite IVA che non applicano gli ISA e che non hanno usufruito della proroga prevista dal DPCM del 27 giugno 2020.

Scadenza il 31 luglio 2020 anche per chi paga il canone Rai con modello F24 e dovrà versare la seconda rata.

Un antipasto di quello che è un vero e proprio ingorgo fiscale che, salvo la sospensione di Ferragosto, non darà tregua alle partite IVA.

Caos fiscale post-vacanze: scadenza tasse e contributi dal 16 settembre 2020

Luglio è un mese di prova. Il ritorno definitivo alla normalità vi sarà a settembre, mese a partire dal quale le partite IVA dovranno effettuare i versamenti di IVA, ritenute e contributi sospesi fino al mese di maggio 2020.

La scadenza è il 16 settembre 2020, data entro la quale bisognerà effettuare i versamenti di:

  • ritenute sui redditi di lavoro dipendente, trattenute relative all’addizionale regionale e comunale, nonché dell’IVA sospesi per i mesi di aprile e maggio 2020;
  • ritenute derivanti dal mancato assoggettamento sui ricavi e compensi percepiti nel periodo tra il 17 marzo ed il 31 maggio dai soggetti con ricavi o compensi non superiori a 400.000 euro;
  • ritenute sospese dal 2 marzo al 30 aprile nonché l’IVA in scadenza nel mese di marzo 2020 a favore degli soggetti che operano nei settori indicati dall’art. 61 del decreto Cura Italia;
  • versamenti sospesi per i soggetti con ricavi o compensi fino a 2 milioni e per i soggetti delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi, Piacenza.

Il mese di settembre è inoltre quello della scadenza del modello 730/2020, appuntamento che interessa lavoratori dipendenti, pensionati, ma anche professionisti impiegati nella predisposizione delle dichiarazioni dei redditi.

Tasse, dal secondo acconto al saldo IMU 2020: ingorgo di scadenze fiscali fino a fine anno

Allo straordinario si aggiungono gli adempimenti ordinari: a novembre è fissata la scadenza del secondo acconto delle imposte sui redditi 2020, a dicembre torna l’appuntamento con l’IMU.

A dicembre bisogna poi pagare le rate della pace fiscale del 2020, rinviate al giorno 10 dal decreto Rilancio.

Dopo la quiete del periodo di sospensione, arriva la tempesta: una marea di scadenze fiscali attendono al varco titolari di partita IVA e non, alle prese con le conseguenze economiche dell’emergenza Covid-19.

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