Rimborsopoli, Le Iene smascherano i furbetti del Movimento 5 Stelle: ecco i nomi e le cifre

Dopo il servizio delle Iene sui rimborsi degli stipendi dei 5 Stelle, ecco tutti i parlamentari coinvolti oltre ai “pizzicati” Andrea Cecconi e Carlo Martelli.

Rimborsopoli, Le Iene smascherano i furbetti del Movimento 5 Stelle: ecco i nomi e le cifre

Dicono di avere la “coscienza pulita” ma per Andrea Cecconi e Carlo Martelli, rispettivamente deputato e senatore del Movimento 5 Stelle e candidati anche alle elezioni politiche del 4 marzo, difficilmente si apriranno nuovamente le porte del Parlamento.

Le Iene infatti hanno smascherato quelli che possono essere definiti i “furbetti del rimborso”: i due infatti non avevano versato parte del loro stipendio al fondo per il microcredito come invece dichiarato, annunciando adesso di aver restituito il dovuto e di rinunciare alla nuova elezione.

Nelle ultime ore la lista si è allungata fino a otto parlamentari al momento ufficialmente coinvolti, ma il numero potrebbe crescere visto che si parlerebbe di un ammanco di oltre 1 milione di euro.

Gli stipendi del Movimento 5 Stelle

Dopo quello firmato da Emanuele Dessì, il candidato con un canone di affitto da 7 euro al mese per la casa dell’Ater, il modulo di rinuncia a una eventuale elezione sarà sottoposto anche al deputato Andrea Cecconi e al senatore Carlo Martelli, candidati nei collegi Marche il primo e Piemonte il secondo.

Questa è la decisione del Movimento 5 Stelle dopo il polverone alzato da un servizio della trasmissione Le Iene che, partendo da una confidenza di un ex attivista, ha spiegato come alcuni parlamentari pentastellati eludessero il rimborso di parte del loro stipendio.

Come noto il taglio di una parte di quanto incassato è uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 Stelle. Una forma di autotassazione volontaria con la somma risparmiata che poi confluisce in un fondo per il microcredito a favore delle piccole e medie imprese.

In un recente articolo comparso nel Blog ufficiale si parla, da quando propri esponenti sono stati eletti in Parlamento o negli enti locali, di oltre 90 milioni di euro che negli anni sono stati “restituiti” dal Movimento.

Anche tra i 5 Stelle però non sono mancati i furbetti, con la trasmissione televisiva di Italia Uno che ha spiegato come l’obbligo interno di tagliarsi lo stipendio sia stato aggirato da alcuni parlamentari pentastellati.

Nell’apposito sito Tirendiconto.it vengono postate tutte le foto dei bonifici che mensilmente gli esponenti del Movimento versano nel fondo per il microcredito. A insospettire l’ex attivista che ha denunciato il caso è stato il fatto che però alcuni di questi versamenti alla fine materialmente non risultavano essere mai arrivati.

Con ogni probabilità quindi, dopo aver fatto il bonifico e il relativo screenshot, l’operazione veniva subito annullata rendendo così inesistente il pagamento. Sarebbero undici i bonifici mancanti di Andrea Cecconi per un totale di circa 20.000 euro, mentre per Carlo Martelli l’ammanco sarebbe di oltre 76.000 euro.

Soldi questi adesso restituiti dai due che hanno parlato di ritardi per cause di natura personale. Fatto sta che entrambi hanno annunciato un loro passo indietro in caso di elezione, visto che ormai non possono essere esclusi vista l’impossibilità di modificare adesso le liste dei candidati.

La lista si allunga

In periodo di campagna elettorale questa vicenda non poteva passare inosservata agli occhi degli avversari politici del Movimento 5 Stelle. In particolare il deputato del PD Matteo Richetti è stato abbastanza duro, parlando di una “profonda violazione del rapporto fiduciario in democrazia degli ultimi tempi, una vera e propria ferita nel rapporto tra cittadini e istituzioni”.

Di una sorta di “presa in giro degli elettori” ha parlato anche Luigi Di Maio intervistato durante il servizio delle Iene, con il candidato premier pentastellato visibilmente indispettito da quanto è emerso.

Delle isolate mele marce quindi che potrebbero porre degli interrogativi sull’effettivo taglio degli stipendi dei 5 Stelle. Soldi questi comunque reali e che sono stati restituiti, ma questa vicenda fa sorgere alcune domande.

La prima è su quanti siano gli effettivi furbetti. Nella sua denuncia televisiva l’ex attivista parlava di un corposo ammanco, quindi c’è il sospetto che questa pratica possa essere più diffusa di quanto finora sia trapelato.

Visto che adesso si parla di un buco da oltre 1 milione di euro, i vertici del Movimento 5 Stelle stanno setacciando tutti i versamenti dei loro parlamentari per capire chi possa avere fatto il furbo. La lista quindi è destinata ad allungarsi.

Luigi Di Maio con una diretta Facebook ha letto l’elenco degli otto parlamentari, con relativa somma trattenuta, che finora sono stati individuati.

  • Ivan Della Valle - 270.000 euro
  • Girolamo Pisano - 200.000 euro
  • Maurizio Buccarella - 137.000 euro
  • Carlo Martelli - 81.000 euro
  • Elisa Bulgarelli - 43.000 euro
  • Andrea Cecconi - 28.000 euro
  • Silvia Benedetti -23.000 euro
  • Emanuele Cozzolino - 13.000 euro

La seconda domanda è sulla mancanza dei reali controlli sui versamenti: Cecconi e Martelli sono stati “beccati” grazie al servizio televisivo, se non fosse andato in onda con ogni probabilità nessuno se ne sarebbe accorto e i due il prossimo 4 marzo sarebbero stati di nuovo eletti in Parlamento.

La speranza quindi è che il Movimento possa fare piena chiarezza su questa vicenda andando fino in fondo. Per un partito che ha sempre fatto della massima trasparenza il suo principio fondante è necessario chiarire ogni dubbio a riguardo, altrimenti non si è poi così diversi da quella vecchia politica che tanto si vuole combattere.

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