I sostegni economici per le famiglie in povertà: bonus e contributi statali

È allarme povertà in Italia: 1 milione e 778mila famiglie non hanno uno standard di vita minimamente accettabile. Ecco quali aiuti economici riconosce loro lo Stato.

I sostegni economici per le famiglie in povertà: bonus e contributi statali

Come rilevato dall’Istat 5 milioni e 58mila italiani vivono in povertà assoluta, per un totale di 1 milione e 778mila famiglie. Un dato allarmante, perché più alto di quello del 2005.

È anche per questo motivo e far fronte a questo problema che il Governo del cambiamento ha promesso l’introduzione del reddito e della pensione di cittadinanza, due misure per il contrasto alla povertà che potrebbero essere d’aiuto a tutte queste famiglie che versano in una situazione di difficoltà economica.

È importante ricordare che il reddito di cittadinanza non è stato ancora introdotto (e probabilmente non lo sarà prima del 2020 visto che non dovrebbe essere inserito nella prossima Legge di Bilancio) e che per questo non si può farne richiesta. Non per questo però le famiglie in povertà vengono lasciate sole; infatti ci sono diversi sostegni economici che lo Stato riconosce loro, così da aiutarle ad affrontare questo momento di difficoltà.

Quindi per tutte le famiglie che si trovano in una situazione di povertà - o anche per i disoccupati che hanno appena perso il lavoro - ci sono diversi strumenti che, così come il reddito di cittadinanza, danno un importante aiuto economico.

AIUTI STATALI FAMIGLIE POVERE

A tal proposito è comunque importante sapere quali sono gli strumenti a sostegno del reddito oggi in vigore e come fare per beneficiarne; tutte informazioni che vi daremo nel prosieguo dell’articolo.

Assegno sociale INPS

Uno degli strumenti che l’INPS riconosce alle persone in difficoltà economica e senza un lavoro è l’assegno sociale; si tratta di una prestazione economica rivolta sia ai cittadini italiani che a quelli stranieri (purché residenti in Italia da almeno 10 anni) che hanno un reddito inferiore alle seguenti soglie:

  • 5.824,91€ annui per le persone sole;
  • 11.649,82€ annui per le persone coniugate.

L’importo è di 448,07€ mensili, riconosciuti in misura intera ai soggetti non coniugati che non possiedono alcun reddito e in misura ridotta a quelli che non superano la suddetta soglia. Per i soggetti coniugati, invece, l’assegno sociale spetta in misura intera quando non si supera la soglia di reddito, parziale quando questo non supera i 23.299,64€.

L’assegno sociale - anche se di importo inferiore - è simile alla pensione di cittadinanza promessa dal Movimento 5 Stelle; questo, infatti, è un beneficio riservato solamente a coloro che hanno compiuto 65 anni e 7 mesi d’età e che appunto si trovano in uno stato di bisogno economico.

La domanda va presentata online all’INPS, oppure chiamando il numero verde 803 164; in alternativa potete rivolgervi agli enti di patronato e intermediari dell’istituto.

Reddito di inclusione

Il reddito di inclusione è la nuova misura per il sostegno del reddito in vigore dal 1° gennaio 2018 (ha sostituito la Social Card SIA). Così come il reddito di cittadinanza, anche quello di inclusione prevede:

  • un contributo economico riconosciuto mensilmente, ma di importo inferiore rispetto a quello previsto dal reddito di cittadinanza;
  • la partecipazione ad un progetto personalizzato di inclusione sociale e lavorativa per favorire l’inserimento nel mercato del lavoro. Chi non aderisce a questo progetto perde il diritto al REI.

Questo beneficio è riconosciuto a tutte le famiglie che si trovano in difficoltà economica (ISEE è inferiore a 6mila euro).

Inoltre, per richiedere il REI è necessario che il nucleo familiare non abbia un patrimonio immobiliare superiore ai 20mila euro, mentre quello mobiliare non deve superare i 10mila (per le famiglie numerose), 8mila (per la coppia) o 6mila euro (per la persona sola).

Il REI è riconosciuto sia ai cittadini italiani che a quelli stranieri, purché siano residenti in Italia da almeno 2 anni.

Gli importi variano a seconda del numero di componenti della famiglia: si va da un minimo di 187,50€ mensili (persona sola) ad un massimo di 534€ per le famiglie con almeno 5 componenti.

Nonostante il reddito di inclusione venga erogato dall’INPS, la richiesta va presentata al Comune di residenza presentando il modulo che trovate di seguito:

Reddito di inclusione REI 2018: nuovo modulo di domanda
Clicca qui per scaricare il nuovo modello - appena pubblicato dall’INPS - da compilare e presentare al Comune per la richiesta del reddito di inclusione, il contributo che dal 1° gennaio 2018 viene erogato tramite la Carta REI.


Per maggiori informazioni su come richiedere il REI 2018 e per tutti i chiarimenti su requisiti e importi potete consultare il nostro articolo di approfondimento sul reddito di inclusione.

Naspi

Per i dipendenti che perdono improvvisamente il lavoro invece c’è la possibilità di richiedere la Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego - la cosiddetta NASpI - un’indennità mensile di disoccupazione riconosciuta a chi soddisfa i seguenti requisiti:

  • stato di disoccupazione involontario: chi ha perso il lavoro per cause a lui non imputabili. La NASpI quindi si può richiedere in caso di licenziamento e di mancato rinnovo, ma anche per le dimissioni per giusta causa;
  • ha maturato almeno 13 settimane di contribuzione negli ultimi 4 anni precedenti l’inizio del periodo di disoccupazione;
  • ha lavorato per almeno 30 giorni effettivi nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

L’assegno viene riconosciuto mensilmente per un numero di settimane pari alla metà del periodo contributivo presente negli ultimi 4 anni; ad esempio, per chi vanta 12 mesi di contributi la NASpI verrà corrisposta per 6 mesi.

L’importo dell’assegno è variabile; questo, infatti, è pari al 75% della retribuzione media imponibile ai fini previdenziali degli ultimi 4 anni qualora questa non sia superiore ai 1.208,15€.

In caso contrario all’importo dell’assegno di aggiunge il 25% della differenza tra imponibile e la suddetta soglia. Comunque è bene ricordare che la NASpI non può superare i 1.314,30€ mensili.

Per farne domanda vale quanto detto per l’assegno sociale; quindi si può richiedere o tramite la modalità telematica disponibile sul sito INPS, o chiamando il numero verde INPS oppure rivolgendosi ad un patronato.

Iscriviti alla newsletter "Lavoro" per ricevere le news su Povertà

Condividi questo post:

Commenti:

Trading online
in
Demo

Fai Trading Online senza rischi con un conto demo gratuito: puoi operare su Forex, Borsa, Indici, Materie prime e Criptovalute.