Pensione di cittadinanza, quali differenze con il reddito? Cosa cambia per calcolo dell’importo, rinnovo e modalità di pagamento.
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Pensione e reddito di cittadinanza non sono la stessa cosa.
O meglio, si tratta dello stesso strumento - introdotto dal decreto legge n. 4 del 2019, poi convertito dalla legge n. 26 del 2019 - di sostegno al reddito delle famiglie che si trovano in una condizione di povertà, ma tra reddito e pensione di cittadinanza ci sono delle differenze molto importanti per quanto riguarda i requisiti, il calcolo dell’importo e le modalità di erogazione del beneficio.
Ad esempio, mentre per il reddito di cittadinanza la soglia del reddito familiare da non superare è di 6.000 euro (per la persona sola) nel caso della pensione di cittadinanza questo limite si alza a 7.560 euro. Inoltre, per ovvi motivi, ai beneficiari della pensione di cittadinanza non viene chiesto di sottoscrivere il Patto per il lavoro con il centro per l’impiego (in realtà questo non è più obbligatorio già al compimento dei 65 anni).
Ci sono differenze anche per il rinnovo dopo la scadenza delle diciotto mensilità, poiché chi percepisce la pensione di cittadinanza non deve osservare il mese di sospensione. E dal 2021 è stata introdotta anche una modalità di erogazione differente per la pensione di cittadinanza, con la possibilità per i titolari di pensione di ricevere la singola quota direttamente nel cedolino mensile.
Ecco perché è bene fare chiarezza su come la pensione di cittadinanza si differenzia dal reddito di cittadinanza. Lo faremo in questa guida dedicata a una misura che lo scorso aprile ha celebrato i tre anni di attività, con 98.845 nuclei familiari che attualmente la percepiscono.
Guida alla pensione di cittadinanza
Cos’è la pensione di cittadinanza?
L’articolo 1 del decreto 4/2019 ha introdotto una nuova misura assistenziale: il reddito di cittadinanza, uno strumento di contrasto alla povertà rivolto ai nuclei familiari che versano in una condizione di difficoltà economica.
Il comma 2 dello stesso articolo aggiunge che per i nuclei familiari composti esclusivamente da uno o più componenti di età pari a 67 anni, oppure da un Over 67 e da altre persone con grave disabilità, la misura acquista il nome di pensione di cittadinanza, quale strumento di contrasto alla povertà per le persone anziane e disabili. Nel dettaglio, queste persone hanno diritto a un’integrazione del reddito familiare, fino al raggiungimento di una determinata soglia.
Reddito e pensione di cittadinanza, quindi, sono molto simili, tuttavia per quest’ultima ci sono delle regole leggermente differenti che andremo ad approfondire in questa guida dedicata.
Requisiti
Partiamo con l’analizzare i requisiti della pensione di cittadinanza. In primis, come anticipato, è necessario che il nucleo familiare per il quale se ne fa richiesta sia composto esclusivamente da persone che hanno compiuto i 67 anni di età, oppure dal richiedente Over 67 e da altre persone con grave disabilità (indipendentemente dalla loro età).
Gli altri requisiti sono:
- essere cittadini italiani, o in alternativa di uno Stato membro UE. La pensione di cittadinanza spetta anche agli stranieri, purché in possesso del regolare permesso di soggiorno;
- aver risieduto in Italia per almeno 10 anni di cui gli ultimi 2 anni in maniera continuativa;
- Isee inferiore a 9.360€;
- patrimonio immobiliare (nel quale non è compresa la casa d’abitazione) inferiore a 30.000€;
- patrimonio mobiliare inferiore a 6.000€. Questo limite è innalzato di 2.000€ per ogni componente successivo al primo, fino a un massimo di 10.000€. Inoltre, questo limite aumenta di altri 5.000€ in caso di presenza di una persona con disabilità nel nucleo familiare;
- reddito familiare non superiore a 7.560€. Questa soglia è aumentata a 9.360€ qualora il nucleo familiare sia in affitto.
Pensione di cittadinanza: cosa spetta?
Ai nuclei familiari che soddisfano i suddetti requisiti spetta un beneficio economico che - come descritto dall’articolo 3 del decreto - si compone di due parti:
- integrazione del reddito familiare fino al raggiungimento della soglia annua di 7.560€;
- integrazione pari all’ammontare annuo del canone di locazione (per i nuclei familiari che vivono in affitto) fino a un massimo di 1.800€.
Complessivamente potrebbe spettare un’integrazione del reddito fino al raggiungimento di 9.360€; mensilmente, quindi, l’interessato ha diritto a un massimo di 780€. In ogni caso, l’integrazione non può essere inferiore ai 480€ annui.
L’importo dell’integrazione, però, viene aumentato per i nuclei familiari numerosi; nel dettaglio, per ogni persona maggiorenne successiva alla prima si applica un parametro della scala di equivalenza pari a 0,4. Quindi, nel caso di una coppia di Over 67, l’importo massimo dell’integrazione è di 1.092€ al mese, 13.104€ l’anno.
È bene sottolineare, comunque, che il parametro di scala di equivalenza complessivo non può essere superiore a 2,1, o a 2,2 qualora nel nucleo familiare ci sia almeno un disabile grave. Quindi, in caso di nuclei familiari numerosi - purché composti esclusivamente da Over 67 o da disabili gravi - l’importo massimo della misura è di 1.716€ al mese, 20.592€ l’anno.
Durata e decorrenza
Per quanto riguarda la durata della pensione di cittadinanza, questa viene riconosciuta per tutto il periodo in cui il beneficiario soddisfa i suddetti requisiti, per un massimo di 18 mesi. Scaduto questo termine si può chiedere il rinnovo del beneficio.
Il contributo è riconosciuto per dodici mensilità l’anno ed è accreditato sulla carta RdC rilasciata da Poste Italiane nei primi giorni del secondo mese successivo a quello in cui è stata presentata la richiesta. Ad esempio, per chi presenta la domanda per la pensione di cittadinanza entro il 31 marzo, la prima mensilità sarà accreditata nei primi giorni di maggio.
Nei mesi successivi, invece, la ricarica viene effettuata intorno al 27 del mese.
Quando la pensione di cittadinanza aumenta la pensione
Con la legge di Bilancio 2021 sono cambiate le modalità di erogazione della pensione di cittadinanza. Nel dettaglio, viene stabilito che coloro che risultano titolari di altra prestazione pensionistica sempre erogata dall’Inps, possono chiedere di ricevere sullo stesso cedolino la parte di pensione di cittadinanza che gli spetta.
A tal proposito, ricordiamo che la pensione di cittadinanza viene suddivisa in parti uguali tra tutti i componenti del nucleo familiare.
Dunque, se Tizio e Caia risultano entrambi titolari di pensione e nel mentre percepiscono una pensione di cittadinanza dell’importo di 300 euro, possono chiedere che 150 euro ciascuno siano accreditati sui relativi trattamenti previdenziali.
In questo caso sì che la pensione di cittadinanza aumenta la pensione percepita. Inoltre c’è il vantaggio che quanto pagato non è soggetto ai controlli sulla spesa, né tantomeno ai limiti per il prelievo in contanti.
Richiesta pensione di cittadinanza
Concludiamo facendo chiarezza su come fare domanda per la pensione di cittadinanza. La richiesta - come si legge nell’articolo 5 del decreto - deve essere presentata utilizzando il modello di domanda messo a disposizione dall’Inps, ossia quello identificato con il codice SR180 (che potete scaricare di seguito). Prima di fare la domanda, però, è necessario aver presentato la DSU ai fini dell’aggiornamento dell’Isee.
La domanda può essere presentata utilizzando la modalità telematica a disposizione sul sito del RdC oppure rivolgendosi ai centri di assistenza fiscale convenzionati dall’Inps. In alternativa si può fare la richiesta rivolgendosi agli uffici di Poste Italiane.
In ogni caso il modello cartaceo può essere presentato a CAF o uffici postali a partire dal 6° giorno di ogni mese.
Una volta ricevuta la domanda, l’Inps ha cinque giorni di tempo per analizzarla: nel caso la richiesta venga accolta, la pensione di cittadinanza verrà erogata nei primi giorni del mese successivo a quello in cui è stata fatta la domanda sulla carta elettronica.
Questa carta può essere utilizzata per gli acquisiti (ma non per qualsiasi tipo di attività che abbia a che fare con il gioco d’azzardo, né tantomeno per gli acquisti online); inoltre, si può prelevare contante ma fino a un massimo di 100€ al mese per la persona sola (da moltiplicare per il parametro di scala di equivalenza di riferimento).
Prima di concludere ricordiamo che qualora uno degli Over 67 al momento della presentazione della domanda per il reddito di cittadinanza abbia già avviato un’attività lavorativa (sia come subordinato che da autonomo) ma questa non sia indicata nell’ISEE, bisogna presentare un modulo integrativo alla richiesta: il Com-Ridotto (SR182).
Per comunicare attività lavorative avviate in corso di fruizione della pensione di cittadinanza, nonché altre variazioni del nucleo familiare (come ad esempio il fatto che uno dei componenti sia stato ricoverato in un istituto di cura di lunga degenza), invece va consegnato al CAF il modulo SR181 (entro il 30° giorno dalla variazione).
Commenti
15se mia mamma vive con me e non ho 67 anni puo’ richiedere la pensione di cittadinanza ?
Per richiedere la pensione di cittadinanza è necessario che tutti i componenti del nucleo familiare siano Over 67 oppure che ci siano persone con grave disabilità.
Salve, chi ha la pensione estera deve inserirla nell’isee, se non si supera la soglia può fare la domanda della pensione di cittadinanza?grazie
Ho ricevuto la pensione di cittadinanza e ringrazio comunque questo Governo. Però né alle Poste che me l’hanno consegnata, né presso il CAF che me l’ha fatta ottenere, né specialmente all’INPS (Via giulio Romano a Roma) hanno saputo darmi spiegazioni! Sull’utilizzo dell’importo in contanti nessuno sa nulla ma specialmente sulle spese ammissibili: non c’è un elenco ma solo notizie per sentito dire. Per esempio, la possibilità di pagare parte dell’affitto: ma come si fa a pagare l’affitto di un privato col bancomat?? Voi spiegate con chiarezza ma purtroppo non corrisponde a verità! Schef ha ragione
Ho letto in un vostro articolo che chi ha il RDC può prelevare in contanti massimo 100 euro, mentre chi ha la PDC non ha questa limitazione e può disporre di tutta la cifra concessa in contanti. Io ho la PDC e ho fatto una verifica e non è vero quello da voi affermato. Mi risulta che anche per chi ha la PDC vi è il limite di prelievo in contanti di 100 euro, infatti se dopo aver ritirato 100 euro fai una nuova richiesta, il postamat ti risponde che non è concesso un altro prelievo. C’è qualcosa che non ho capito? Grazie.
salve, io sono residente in brasile, vivo sotto la soglia della povertá con 300 euri di monetine che trovo nelle spiagge col mio metal detector, non riesco a credere che a 70 anni quando torneró nella mia amata Italia, mia patria, dovó morire di fame, non avendo i 10 anni di residenza in italia. é una vergogna gli italiani son trattati peggio o alla pari degli estracomunitari a quanto ho capito.......
Salve,
i miei vivono da soli , Lui 80 e Lei 74, Lui ha una Sociale di 395 e Lei una Minima di 665.
Pagano un Affitto di 500 Mensili. A quanto avrebbero Diritto Esattamente?
Sono un invalido civile,,,,ho una pensione di invalidità e ho 30 anni.
Mi spetta la pensione o il reddito di cittadinanza? Grazie mille
salve mia sorella è invalida al 80% ma ha 24 anni se fa la domanda dopo il 6 marzo cosa le spetta? vive con noi...
Salve,il mio nucleo familiare è composto da due unità io e mia moglie,io sono nato
il 16/07/51 e mia moglie il 27/05/1957,percepisco un assegno sociale di € 455,00,e da novembre percepisco pure il REI per un importo di € 276,00 mentre mia moglie non ha nessun reddito.Quindi le chiedo,cortesemente se posso accedere all’integrazione della pensione di cittadinanza,abbiamo una casa di proprietà,ed eventualmente in breve cosa bisogna fare visto che il mio nucleo familiare ha il REI. Cordiali saluti Carmelo 51
Rei e pensione di cittadinanza sono incompatibili. Tra l’altro il vostro nucleo familiare non può fare richiesta per la PdC visto che sua moglie ha meno di 67 anni. Potete piuttosto rinunciare al REI e chiedere il riconoscimento del reddito di cittadinanza.
Qui trova tutte le informazioni di cui ha bisogno -> https://www.money.it/reddito-cittadinanza-2019
Riferimento pensione di cittadinanza 2019
Mia madre di 83 anni unica componente familiare, percepisce pensione minima di euro 513 e pensione reversibilita’ di euro 570
Fermo restando altri requisiti tipo reddito le spettera’ l’integrazione a euro 780 su entrambe ?
La pensione di cittadinanza non consiste in un’integrazione della pensione, bensì del reddito. Quindi solo se il reddito familiare di sua madre è sotto alla soglia di 7.560€ (per gli Over 67) ha diritto all’integrazione. Quindi, anche qualora fosse (ma dubito visto l’entrata di oltre 1.000€ mensili), l’integrazione sarebbe solamente sul reddito familiare complessivo e non su entrambe le pensioni.
Salve, volevo sapere se può usufruire della pensione di cittadinanza una persona over 65 con i requisiti summenzionati che però percepisce due pensioni, una come artigiano, minima e l’altra di invalidità. La pensione di cittadinanza riguarda entrambe le pensioni cumulativamente considerate o verte solo su di una aumentando l’importo fino ad € 780 senza tener conto dell’altra. Entrambe cumulativamente comportanto una pensione di poco inferiore agli € 780. Grazie mille
Salve, può usufruirne, ma solo se il reddito familiare è sotto la soglia indicata. In tal caso nessuno dei due trattamenti previdenziali percepiti verrà aumentato, bensì riceverà un’integrazione erogata tramite una carta acquisti. Ogni mese, quindi, riceverebbe le due pensioni, più un’altra integrazione fino ad arrivare alla soglia di reddito prevista.