Calcolo del reddito familiare per il RdC: formula e istruzioni per l’importo

Simone Micocci

04/03/2019

06/03/2019 - 14:53

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Saper calcolare il reddito familiare è il primo passo per capire quanto spetta di reddito di cittadinanza: qui trovate la formula e le istruzioni per applicarla.

Capire il concetto di reddito familiare è molto importante: questo nuovo concetto fiscale - introdotto solo ai fini del RdC - ha un ruolo fondamentale nel processo che porta al calcolo del reddito di cittadinanza.

Di reddito familiare se ne parla già nei requisiti del reddito di cittadinanza, dove si legge che questo non deve essere superiore ai 6.000€ per le persone sole; il limite va ricalcolato per i nuclei familiari numerosi, moltiplicandolo per il parametro di scala di equivalenza di riferimento.

Quindi, reddito familiare e ISEE - a differenza di quanto si potrebbe pensare ad una prima letture - sono quindi due concetti differenti tra di loro.

A tal proposito è nel comma 7 dell’articolo 2 del decreto che viene spiegata nel dettaglio la formula per calcolare il reddito del nucleo familiare ai fini del riconoscimento del reddito di cittadinanza.

Prima di vedere come si calcola il reddito familiare (solamente ai fini del RdC), però, dobbiamo capire perché questo concetto è così importante per il riconoscimento del reddito di cittadinanza.

Come si calcola la soglia massima del reddito familiare

Tra i requisiti del reddito di cittadinanza si legge che il valore dell’Indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) del nucleo familiare (indipendentemente dal numero dei componenti) non deve essere superiore a 9.360€.

Rispettare questa condizione, però, non è sufficiente: parimenti, infatti, non bisogna avere un reddito familiare pari o superiore alla soglia dei 6.000€ moltiplicata per il corrispondente parametro di scala di equivalenza. Questa soglia aumenta a 9.360,00€ per i nuclei familiari che vivono in affitto.

Nel dettaglio, per il primo componente del nucleo familiare si ha un parametro pari ad 1, mentre si aggiunge uno 0,4 per ogni componente maggiorenne successivo e uno 0,2 in caso di minorenne.

La formula per il calcolo della soglia di reddito familiare da non superare per avere diritto al reddito di cittadinanza, quindi, è la seguente:

6.000 * [1+(0,4*componenti maggiorenni)+(0,2*componenti minorenni)]

per chi vive in affitto invece è:

9.360 * [1+(0,4*componenti maggiorenni)+(0,2*componenti minorenni)]

Ci sono poi altri requisiti da soddisfare per avere diritto al reddito di cittadinanza, come ad esempio il patrimonio mobiliare e quello immobiliare che non possono superare una certa soglia, che vi consigliamo di approfondire nella nostra guida dedicata.

Formula per il calcolo del reddito familiare

Quindi, per capire se vi spetta il reddito di cittadinanza dovete calcolare il vostro reddito familiare e sperare che questo non superi la soglia prevista in base parametro di equivalenza del nucleo familiare.

Ma come si calcola il reddito familiare?

La formula è indicata nell’articolo 2 - 6° comma - del decreto del RdC, dove si legge che questo:

e’ determinato ai sensi dell’articolo 4, comma 2, del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri n. 159 del 2013 al netto dei trattamenti assistenziali in esso contenuti e inclusivo del valore annuo dei trattamenti assistenziali in corso di godimento da parte dei componenti del nucleo familiare, fatta eccezione per le prestazioni non sottoposte alla prova dei mezzi”.

Si legge poi che nella voce “trattamenti assistenziali” non si tiene conto delle:

erogazioni riferite al pagamento di arretrati, le riduzioni nella compartecipazione al costo dei servizi e le esenzioni e agevolazioni per il pagamento dei tributi, le erogazioni a fronte di rendicontazione di spese sostenute [bonus nido, ndr.], ovvero le erogazioni in forma di buoni servizio o altri titoli che svolgono la funzione di sostituzione di servizi”.

Inoltre, si legge nella parte successiva, non si considera tra i trattamenti assistenziali neppure il bonus bebè.

Volendo riassumere tutto con una formula, il calcolo del reddito familiare dovrebbe essere così effettuato:

[somma di tutti i redditi - (trattamenti assistenziali inclusi nell’ISEE)]+ trattamenti assistenziali in corso di godimento

Applicazione della formula

Quindi, nel quantificare il reddito familiare si deve per prima cosa sommare tutti i seguenti redditi (indicati nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 159/2013, all’articolo 4, II comma):

  • a) reddito complessivo ai fini IRPEF;
  • b) redditi soggetti a imposta sostitutiva o a ritenuta a titolo d’imposta;
  • c) ogni altra componente reddituale esente da imposta, nonché’ i redditi da lavoro dipendente prestato all’estero tassati esclusivamente nello stato estero in base alle vigenti convenzioni contro le doppie imposizioni;
  • d) i proventi derivanti da attività agricole, svolte anche in forma associata, per le quali sussiste l’obbligo alla presentazione della dichiarazione IVA. A tal fine va assunta la base imponibile determinata ai fini dell’IRAP, al netto dei costi del personale a qualunque titolo utilizzato;
  • e) assegni per il mantenimento di figli effettivamente percepiti;
  • f) trattamenti assistenziali, previdenziali e indennitari, incluse carte di debito, a qualunque titolo percepiti da amministrazioni pubbliche, laddove non siano gia’ inclusi nel reddito complessivo di cui alla lettera a);
  • g) redditi fondiari relativi ai beni non locati soggetti alla disciplina dell’IMU, di cui all’articolo 13 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, nonché’ agli articoli 8 e 9 del decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23, se compatibili con la predetta disciplina, non indicati nel reddito complessivo di cui alla lettera a), comma 1, del presente articolo. A tal fine i redditi dei fabbricati si assumono rivalutando la rendita catastale del 5 per cento e i redditi dei terreni si assumono rivalutando il reddito dominicale e il reddito agrario, rispettivamente, dell’80 per cento e del 70 per cento. Nell’importo devono essere considerati i redditi relativi agli immobili all’estero non locati soggetti alla disciplina dell’imposta sul valore degli immobili situati all’estero di cui al comma 15 dell’articolo 19 del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 dicembre 2011, n. 214, non indicati nel reddito complessivo di cui alla lettera a), comma 1, del presente articolo, assumendo la base imponibile determinata ai sensi dell’articolo 70, comma 2, del testo unico delle imposte sui redditi, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917;
  • h) il reddito figurativo delle attività’ finanziarie, determinato applicando al patrimonio mobiliare complessivo del nucleo familiare, individuato secondo quanto indicato all’articolo 5 con la sola esclusione dei depositi e conti correnti bancari e postali, di cui al medesimo articolo 5, comma 4, lettera a), il tasso di rendimento medio annuo dei titoli decennali del Tesoro ovvero, ove inferiore, il tasso di interesse legale vigente al 1° gennaio maggiorato di un punto percentuale;
  • i) il reddito lordo dichiarato ai fini fiscali nel paese di residenza da parte degli appartenenti al nucleo, ai sensi dell’articolo 3, comma 2, iscritti nelle anagrafi dei cittadini italiani residenti all’estero (AIRE), convertito in euro al cambio vigente al 31 dicembre dell’anno di riferimento del reddito.

Dopo aver fatto la somma di tutti questi redditi bisogna sottrarre i trattamenti assistenziali inclusi nell’ISEE. Dopodiché si aggiunge il valore annuo di quei trattamenti assistenziali percepiti al momento in cui si presenta la domanda per il reddito di cittadinanza.

Reddito familiare: perché è importante nel calcolo del RdC

Una volta calcolato il reddito familiare potete capire se avete diritto o meno al reddito di cittadinanza.

Allo stesso tempo avrete chiaro l’importo del reddito che vi spetterà. Dovete sapere, infatti, che l’importo del RdC dipende direttamente dal reddito familiare poiché consiste in un’integrazione di quest’ultimo. L’obiettivo della misura, infatti, è quello di aumentare il reddito familiare fino al raggiungimento della soglia reddituale prevista.

Per capire quanto vi spetta di reddito familiare, quindi, dovrete sottrarre il vostro reddito familiare dalla soglia di reddito familiare da non superare (6.000*parametro di scala di equivalenza) per avere diritto al beneficio. Il risultato, diviso per dodici mensilità, equivale all’importo mensile che vi verrà caricato sull’apposita carta elettronica. A questo si aggiunge il rimborso per le spese dell’affitto, per un massimo di 3.360€ l’anno.

Esempi pratici

Per capire meglio vediamo alcuni esempi.

Una famiglia composta da 4 persone - di cui due minorenni - ha un reddito familiare di 5.000€ annui.

Questi hanno diritto al reddito di cittadinanza poiché utilizzando la prima formula sappiamo che la soglia di reddito familiare da non superare, nel loro caso specifico, è di 10.800€. Da questa soglia quindi si sottraggono i 5.000€ del reddito familiare e ne risulta che con il reddito di cittadinanza si ha diritto ad un’integrazione pari a 483,33€ ogni mese.

Una famiglia con due soli componenti (entrambi maggiorenni) con reddito di 6.000€, invece, avrebbe comunque diritto al RdC (visto che il reddito familiare non può essere superiore agli 8.400€) ma in tal caso l’importo dell’integrazione sarebbe di appena 200€ al mese.

Ricordiamo però che il RdC vi rimborsa anche delle spese dell’affitto, ma per un massimo di 3.360€ l’anno, ed eventualmente del mutuo sulla prima casa (limite di 1.800€). A seconda dei casi, quindi, oltre all’integrazione del reddito familiare potrete beneficiare anche di un’indennità a titolo di rimborso spese fino ad un massimo di 280€ al mese.

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