Sondaggi Forza Italia, elezioni politiche 2018: Berlusconi oltre il 16%

I sondaggi riguardanti Forza Italia per queste elezioni politiche: centrodestra sempre in testa mentre Berlusconi allunga su Salvini.

Sondaggi Forza Italia, elezioni politiche 2018: Berlusconi oltre il 16%

Rallenta Forza Italia secondo gli ultimi sondaggi relativi alle elezioni politiche del 4 marzo. Il partito di Silvio Berlusconi infatti perde qualcosa dopo che nelle ultime settimane aveva effettuato una notevole rimonta trascinando il centrodestra davanti a tutte le altre forze in campo.

Il centrodestra è comunque sempre saldamente in testa, ma all’interno della coalizione la crescita della Lega avvicina di molto il partito di Matteo Salvini agli azzurri che comunque vengono dati sempre davanti al carroccio.

I sondaggi per Forza Italia

Saranno quattro i principali blocchi politici a presentarsi a queste elezioni. Nel grande susseguirsi dei sondaggi abbiamo deciso di prendere come punto riferimento quello che viene realizzato con cadenza settimanale da EMG Acqua per contro del Tg La7.

Questo è il responso per quanto riguarda le preferenze nei vari partiti nel sondaggio reso noto lo scorso 12 febbraio.

  • Movimento 5 Stelle - 27,3% (+0,1%)
  • Partito Democratico - 22,8% (-0,2%)
  • Forza Italia - 16,1% (+0,3%)
  • Lega Nord - 13,9% (-0,4%)
  • Liberi e Uguali - 5,2% (-0,2%)
  • Fratelli d’Italia - 4,6% (/)
  • Noi con l’Italia - 2,8% (/)
  • Più Europa - 2,1% (+0,2%)
  • Lista Insieme - 1,6% (/)
  • Civica Popolare - 1% (/)
  • Potere al Popolo - 0,8% (/)
  • CasaPound - 0,6% (/)
  • SVP - 0,4% (/)
  • 10 Volte Meglio - 0,3% (/)
  • Altri - 0,5% (-1,5%)
  • Astenuti - 31,8% (-0,8%)
  • Indecisi - 12,6% (-0,1%)
  • Bianca - 2% (-0,1%)

Alla luce di queste percentuali, ecco come sarebbe la situazione considerando le coalizioni che dovrebbero presentarsi alle urne.

  • Centrodestra - 37,4% (-0,1%)
  • Centrosinistra - 27,9% (/)
  • Movimento 5 Stelle - 27,3% (+0,1%)
  • Liberi e Uguali - 5,2% (-0,2%)

Secondo il sondaggio Forza Italia sarebbe in crescita mentre il centrodestra risulterebbe in leggero calo in virtù del calo della Lega di Matteo Salvini. Al momento comunque la coalizione non avrebbe i numeri per governare se stessero così le cose.

Stando ad alcuni calcoli infatti, per poter ottenere una maggioranza sia alla Camera che al Senato, una coalizione o una lista deve prendere almeno il 40% nella parte proporzionale e vincere nel 70% dei collegi uninominali del maggioritario.

Clicca qui per rispondere al sondaggio sulle elezioni 2018

Le elezioni

In tutte le elezioni politiche di questi venti e passa anni della Seconda Repubblica, Silvio Berlusconi è stata l’unica costante. Cambiano gli avversari e gli alleati, con Matteo Salvini e Giorgia Meloni che hanno preso il posto rispettivamente di Umberto Bossi e Gianfranco Fini, ma al centro della coalizione del centrodestra c’è sempre lui.

Oltre a Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia, l’alleanza sarà completata anche dalla cosiddetta “quarta gamba” rappresentata da Noi con l’Italia, una lista centrista formata dall’UdC più altri partiti e movimenti di ispirazione centrista e liberale.

Per quanto riguarda il candidato premier, la nuova legge elettorale non obbliga le coalizioni a doverne indicare uno. Tra le altre cose, al momento Silvio Berlusconi non può candidarsi visto che il verdetto della Corte di Strasburgo arriverà solo in estate.

Tra Forza Italia e la Lega Nord quindi vige questo patto tacito: il partito che alle urne risulterà essere il più votato, sarà quello che poi andrà a indicare il Presidente del Consiglio in caso di una vittoria elettorale.

Se quindi la Lega Nord dovesse finire davanti a Forza Italia, sarebbe Matteo Salvini a salire a Palazzo Chigi. In caso contrario, toccherebbe invece a Silvio Berlusconi indicare l’eventuale premier.

Il 4 marzo oltre che per le politiche si voterà anche per le elezioni regionali in Lombardia e Lazio. Dopo il passo indietro di Roberto Maroni, per il Pirellone ci sarà il leghista Attilio Fontana mentre nel Lazio ancora deve essere fatta la scelta.

Il sistema elettorale

In autunno il Parlamento ha approvato in maniera definitiva quella che sarà la legge elettorale con la quale gli italiani saranno chiamati a esprimersi alle prossime elezioni politiche. Vediamo allora come funziona questo sistema elettorale denominato Rosatellum-bis.

La nuova legge elettorale prevede il 61% dei parlamentari eletti con il sistema proporzionale, pescando nei listini plurinominali, mentre il restante 37% con quello maggioritario, attraverso 231 collegi uninominali. Il restante 2% dei seggi è riservato alla circoscrizione estero.

La soglia di sbarramento è del 3% per quanto riguarda le singole liste e del 10% per le coalizioni. Non sarà possibile il voto disgiunto: la preferenza espressa a un partito varrà per il proporzionale e andrà direttamente al candidato nel collegio, i voti poi espressi solo al candidato saranno ripartiti in maniera proporzionale tra i vari partiti che appoggiano quel candidato.

Non è previsto un premio di maggioranza così come non c’è l’obbligo per le coalizioni di indicare l’eventuale premier. Ogni “capo” di ciascuna forza politica però dovrà essere indicato.

Clicca qui per una infografica riassuntiva del nuovo sistema di voto.

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