Sondaggi politici, dai dati di questa settimana emerge uno scenario molto interessante.
Dopo una settimana di stop dovuta alla Pasqua, riprende l’appuntamento con i sondaggi politico elettorali realizzati da Swg per il Tg La 7, utile per capire qual è l’andamento delle principali forze politiche. Un dato sempre più importante se consideriamo che manca poco più di un anno alle prossime elezioni politiche (visto che dovrebbe ormai essere scongiurato il rischio di un ritorno anticipato alle urne).
A tal proposito, i dati di questa settimana ci mostrano uno scenario interessante da analizzare, ossia una generalizzata perdita di fiducia - seppur minima - nei confronti dei grandi partiti.
Guardando alla prima schermata, infatti, nessun partito guadagna consensi rispetto agli ultimi sondaggi politici, per quanto vada detto che si tratta di oscillazioni davvero minime e politicamente irrilevanti (se consideriamo anche il margine di errore che i sondaggi possono avere, come dimostra il risultato del recente referendum).
A crescere sono quindi i partiti minori, compreso il nuovo Futuro Nazionale di Vannacci che rischia di essere il vero e proprio ago della bilancia alle prossime elezioni: un conto, infatti, è se sarà nella coalizione di Centrodestra (Salvini permettendo), un altro se invece resterà fuori con il rischio di togliere dei voti importanti all’attuale maggioranza aprendo la strada alla vittoria del campo largo.
Sondaggi politici, ecco le intenzioni di voto oggi
Guardando ai numeri dell’ultimo sondaggio Swg per Tg La7 emerge il dato già anticipato: nessuna delle principali forze politiche cresce.
Nel dettaglio, Fratelli d’Italia resta primo partito con il 29,3%, ma registra un lieve calo dello 0,2%. Subito dietro il Partito Democratico scende al 21,9% (-0,1), mentre il Movimento 5 Stelle si attesta al 12,2%, anch’esso in flessione. In calo anche Forza Italia, che perde due decimali e scende al 7,7%, così come la Lega che con il 6,3% segna la flessione più marcata tra i partiti maggiori. Stabile invece Alleanza Verdi e Sinistra al 6,6%.
Se quindi tra i “big” prevale una sostanziale stagnazione, è tra le forze minori che si registrano gli unici segnali di crescita. Azione sale al 3,5% (+0,1), mentre Italia Viva cresce al 2,4%. Ancora più evidente il dato di +Europa, che guadagna due decimali e arriva all’1,6%, così come quello di Noi Moderati all’1,2%.
In questo scenario si inserisce anche la crescita di Futuro Nazionale, che sale al 3,5%, e il dato delle “altre liste” che complessivamente arrivano al 3,8%. Numeri piccoli, ma non irrilevanti se letti in prospettiva elettorale, soprattutto in un sistema dove anche pochi punti percentuali possono incidere sugli equilibri tra le coalizioni.
A completare il quadro c’è poi il dato di chi non si esprime, che resta molto elevato al 28%. Un elemento che conferma come una parte consistente dell’elettorato sia ancora fluida e potenzialmente contendibile, rendendo di fatto ancora aperta la partita in vista delle prossime elezioni.
Verso le elezioni politiche
Se c’è un messaggio che risalta da questi ultimi sondaggi è che il quadro politico resta sostanzialmente stabile, ma allo stesso tempo più fragile di quanto possa sembrare Perché se da una parte è vero che il centrodestra continua a mantenere un vantaggio complessivo, dall’altra il calo, seppur minimo, di tutte le principali forze che lo compongono segnala una fase di rallentamento che potrebbe pesare nel medio periodo.
Allo stesso tempo, anche il campo largo non mostra segnali di reale avanzata, con il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle che restano fermi, senza riuscire a intercettare il consenso in uscita dagli avversari.
È qui che si inserisce il vero elemento di novità: la crescita, lenta ma costante, delle forze minori e l’ampia quota di elettori indecisi. Due fattori che, combinati, rendono il risultato delle prossime elezioni tutt’altro che scontato.
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