Servizi segreti: vertici prorogati per quattro anni con il decreto sullo stato d’emergenza

Piovono polemiche sul Governo Conte per le modifiche attuate con il decreto che proroga lo stato d’emergenza: il Presidente del Consiglio, da solo, potrà prorogare l’incarico dei vertici dei servizi segreti per altri quattro anni.

Servizi segreti: vertici prorogati per quattro anni con il decreto sullo stato d'emergenza

COVID-19: dopo la proroga dello stato di emergenza - esteso fino al prossimo 15 ottobre - ecco un’altra decisione destinata a scatenare polemiche. Nel dettaglio, nello stesso provvedimento con cui lo stato di emergenza è stato prorogato per altri tre mesi e mezzo, il Governo ha anche previsto la possibilità che i vertici dei servizi segreti italiani possano restare in carica per altri quattro anni.

Una decisione raccontata da Il Corriere della Sera, il quale ci spiega che la proroga di quattro anni dei vertici dei servizi segreti sta facendo discutere non solo perché il Governo in questo modo ha bypassato le estenuanti trattative con i partiti della maggioranza, ma anche perché molti erano all’oscuro di tutto ciò.

Una delle cariche sulle quali si stava maggiormente discutendo all’interno della maggioranza era quella del Dipartimento delle informazioni per la sicurezza, il DIS, dove oggi al vertice siede Gennaro Vecchione. Il suo incarico è in scadenza, ma paradossalmente potrebbe essere lui stesso a sedere su quella poltrona per i prossimi quattro anni.

Un provvedimento spuntato a sorpresa e senza alcuna giustificazione: tant’è che il Corriere, come pure noi stessi, si chiede il motivo per cui i vertici dei servizi segreti potrebbero essere blindati per altri quattro anni, attendendo una risposta che al momento dal Governo tarda ad arrivare.

Riforma dei servizi segreti con il provvedimento che proroga lo stato d’emergenza

Nel decreto che estende lo stato d’emergenza fino al 15 ottobre causa COVID-19 vi è anche una norma che attribuisce al Presidente del Consiglio la possibilità di prorogare - con successivi provvedimenti e per la durata di massimo 4 anni - i vertici dei servizi segreti italiani.

In questo modo viene superato quanto stabilito dalla riforma del 2007, dove si legge che:

La direzione generale del Dis è affidata a un dirigente di prima fascia o equiparato dell’amministrazione dello Stato, la cui nomina e revoca spettano in via esclusiva al presidente del Consiglio dei ministri, sentito il Cisr. L’incarico ha comunque la durata massima di quattro anni ed è rinnovabile per una sola volta.

Questa disposizione stabilica che - anche in caso di rinnovo (che può essere uno solo) - l’incarico al vertice del DIS, il quale si occupa del coordinamento delle attività operative di AISE e AISI (Agenzie informazioni e sicurezza esterna e interna) non può comunque superare i quattro anni. E questo si applica anche per i direttori dell’AISE e dell’AISI.

Ma il decreto approvato la scorsa settimana cambia le carte in tavola. Il Presidente del Consiglio, da solo, potrà decidere di prorogare per ulteriori quattro anni gli incarichi in scadenza, come appunto quello di Gennaro Vecchione (in scadenza a dicembre 2020 e in carica dal 2018) e di Mario Parente (direttore dell’AISI con incarico in scadenza il 16 giugno 2021, dopo che questo è stato prorogato per un anno causa pandemia). Una decisione che il Presidente del Consiglio potrà prendere senza passare per il CISR (Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica) dove siedono ben sei ministri della Repubblica: Esteri, Difesa, Giustizia, Interno, Economia e Sviluppo economico.

Nel dettaglio, la disposizione incriminata stabilisce che:

Al fine di garantire, anche nell’ambito dell’attuale stato di emergenza epidemiologica dal Covid-19, la piena continuità nella gestione operativa del Sistema di informazione per la sicurezza della Repubblica, alla legge 3 agosto 2007, n. 124, sono apportate le seguenti modificazioni: le parole “per una sola volta” sono sostituite dalle seguenti: “con successivi provvedimenti per una durata complessiva massima di ulteriori quattro anni”.

In questo modo questi potranno ottenere un secondo, e un terzo, rinnovo dell’incarico pur non superando un periodo di ulteriori quattro anni.

Servizi segreti, vertici prorogati per altri quattro anni: perché?

Ciò che fa discutere è il fatto che questa riforma sia stata attuata nel massimo silenzio. Lo stesso Corriere sottolinea che mai in questi giorni era stata paventata la possibilità di una riforma così strutturata.

Perché allora una tale decisione? Al momento non è dato sapere, ma sono diversi gli organi che sono pronti a chiedere spiegazioni al Governo. Tra questi c’è il COPASIR, Comitato di controllo sui servizi, guidato da Raffaele Volpi (Lega). Ma non è escluso che anche membri della maggioranza possano chiedere delucidazioni, con l’iter di conversione in legge del decreto che proroga lo stato d’emergenza che si preannuncia particolarmente complicato.

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