Seconda ondata: piano dell’Esercito per l’Italia. Di cosa si tratta?

La seconda ondata dell’epidemia sembra finora scongiurata in Italia. Tuttavia restano dubbi su cosa realmente accadrà in autunno, visti i picchi di positivi in Europa. Per questo, c’è un piano di intervento dell’Esercito italiano: di cosa si tratta?

Seconda ondata: piano dell'Esercito per l'Italia. Di cosa si tratta?

Seconda ondata: c’è molta incertezza su cosa accadrà in autunno. L’Italia, pur nella massima prudenza, sembra finora fuori pericolo, diversamente da quanto sta accadendo in altri Paesi europei vicini.

Tuttavia farsi trovare pronti a un eventuale aumento repentino di positivi nei prossimi mesi è fondamentale, proprio per scongiurare nuove e pericolose emergenze sanitarie e ospedaliere.

Come fare? L’Esercito italiano ha già avviato un piano per intervenire con efficienza e prontezza in autunno. Ecco cosa prevede il programma dei militari in caso di seconda ondata.

Italia e seconda ondata: il piano dell’Esercito

Gli esperti non hanno una visione unanime su cosa succederà nei prossimi mesi.

Tutti, però, concordano sul non abbassare la guardia in vista dell’autunno, quando le scuole saranno di nuovo aperte, il virus influenzale comincerà a diffondersi gli spostamenti di persone si moltiplicheranno.

Il pericolo seconda ondata, in questa cornice, resta reale. Sarà dunque cruciale saper intervenire in tempo e con efficacia, tenendo ben presente cosa è accaduto in primavera.

Secondo quanto riporta Il Messaggero, i militari italiani, i cui sanitari sono stati attivi già in primavera, stanno lavorando per evitare brutte sorprese da settembre in poi.

Nello specifico, il comando logistico dell’Esercito ha innanzitutto predisposto il rifornimento in appositi magazzini di: 310.000 mascherine nei modelli Fp2 e Fp3 e ben 3 milioni di quelle chirurgiche, 6.000 tute, 4.000 occhiali protettivi, migliaia di calzari e guanti, 100.000 test sierologici.

Un equipaggiamento da emergenza sanitaria che può servire per almeno 3 mesi nell’evenienza di picchi improvvisi di contagiati.

Non solo, sono state preparate 4 nuove ambulanze per il biocontenimento da consegnare a Roma e a Milano.

Infine, l’Esercito ha a disposizione il personale sanitario e medico, pronto a mettersi in prima linea in caso di bisogno. Si tratta di almeno di 250 medici e di 400 infermieri.

Lo scopo di questa preparazione è di tamponare in tempi brevissimi eventuali carenze sanitarie in Asl, ospedali, Rsa se i contagi cominciano a risalire. Si tratta di piccoli gruppi di truppe non armate come di consueto: gli strumenti di battaglia sono mascherine, camici, dispositivi sanitari.

Perché un programma militare anti-COVID?

Se davvero l’Italia ha la situazione epidemiologica ormai sotto controllo, tanto che Conte ha promesso che non ci saranno lockdown, perché allertare l’Esercito nazionale?

La misura è precauzionale, visto che a oggi il quadro europeo è poco confortante. In Belgio si è parlato di seconda ondata ufficiale; la Francia non ha sotto controllo l’epidemia; la Germania ha visto aumentare i focolai; i Paesi dell’Est sono in piena emergenza.

L’Italia è quasi accerchiata e non può stare tranquilla. Come ribadito dall’esperto Pregliasco:

“Con il peggioramento della situazione pandemica nel nostro continente, oltre che in Asia e in America, oggi il rischio di una seconda ondata di COVID-19 in Italia diventa più pesante e concreto”

Tradotto: meglio prevenire, anche con un piano militare di intervento sanitario.

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