Sorpresa BCE: il QE finirà a dicembre, rialzo tassi nel 2019

La riunione BCE di giugno e la conferenza stampa di Mario Draghi sotto la lente: il Quantitative Easing ancora una volta protagonista, ma non sarà il solo.

Sorpresa BCE: il QE finirà a dicembre, rialzo tassi nel 2019

La riunione BCE di giugno e la conferenza stampa di Mario Draghi si sono ufficialmente concluse.

I tassi di interesse sono rimasti invariati, ma è stato il Quantitative Easing a rubare la scena oggi. Stando a quanto emerso dal comunicato delle 13:45, e stando ancora a quanto confermato in sede di conferenza stampa, il programma di acquisto proseguirà ad un ritmo di 15 miliardi di euro mensili dal 1° ottobre e fino a dicembre, momento in cui il QE terminerà.

Dopo le ultime interessanti decisioni della Federal Reserve, è insomma toccato alla Banca Centrale Europea rapire gli sguardi attenti del mercato.

Alle ore 13:45 l’istituto ha comunicato le proprie decisioni sui tassi e sul QE, mentre come di consueto alle ore 14:30 ha preso il via la conferenza stampa di Mario Draghi che Money.it ha seguito tramite aggiornamenti tradotti in italiano in tempo reale e disponibili nelle righe seguenti.

Riunione BCE e conferenza stampa in sintesi

  1. Tassi fermi almeno fino all’estate del 2019;
  2. Il QE proseguirà ad un ritmo di 30 miliardi fino a fine settembre; da ottobre scenderà a 15 miliardi e questo fino a dicembre, quando terminerà;
  3. Previsioni di crescita riviste al ribasso;
  4. Previsioni di inflazione riviste al rialzo;
  5. Timori sul crescente protezionismo e sulla guerra commerciale;
  6. Nessun allarme dall’incertezza italiana;
  7. L’euro è irreversibile, non si può uscire.

BCE: la conferenza stampa di Draghi, minuto dopo minuto

Di seguito le dichiarazioni più importanti, le domande e le precisazioni di Mario Draghi in sede di conferenza stampa.

15:36 - Fine della conferenza stampa

Si concludono così anche la riunione BCE di giugno e la conferenza stampa di Mario Draghi. Chi si era detto scettico in merito alle odierne rivelazioni del Board si è dovuto ricredere.

15:31 - Ancora tassi

Volete evitare di ripetere l’errore del 2011, quando i tassi sono stati alzati due volte con tutte le conseguenze (negative) del caso? Si chiede a Draghi. I tassi cambieranno a seconda dell’inflazione, tuona il presidente.

15:27 - Occhi sulla guerra commerciale

Si tratta di vedere cosa sta accadendo fra USA e resto del mondo, precisa la BCE. Le previsioni della banca centrale non hanno preso in considerazione misure commerciali che non sono state ancora implementate (ma soltanto annunciate). Per ora, però quelle implementate hanno fatto prevedere un impatto limitato. In caso di retaliation, ovviamente gli effetti saranno più evidenti.

15:26 - Euro ancora giù

EURUSD sta continuando a scambiare in forte ribasso (-0,96%).

15:23 - La Germania

D: “La Germania sembra sull’orlo di una crisi politica. La cosa la preoccupa? Potrebbe mettere in difficoltà il progetto di riforma dell’Eurozona? ”

R: “È troppo difficile per me rispondere. Ci vorrebbe una competenza politica che esula da quelle della BCE”.

15:21 - I pericoli del populismo

D: “I partiti populisti stanno riscuotendo molto successo, come in Italia. Cosa risponde a queste persone che dubitano dell’Eurozona? Perché se si può uscire dall’Unione europea non si dovrebbe uscire dall’Euro?”

R: “Fornisco una risposta sola a entrambe le domande: non abbiamo discusso di qualcosa che, come già detto, è irreversibile. Fine”.

15:20 - Domande “locali”

Si parla dell’economia lettone e delle sue condizioni.

15:16 - La deflazione

I rischi di deflazione sono ormai scomparsi. È per questo che la BCE ha lavorato nel corso degli anni.

15:13 - Ancora tassi

Draghi legge di nuovo la parte del comunicato inerente ai tassi di interesse che, come accennato ripetutamente, rimarranno ai livelli attuali almeno fino alla prossima estate. Tutti hanno tratto beneficio dal basso costo del denaro che è risultato dunque positivo.

15:10 - Euro irreversibile

Il 74% della popolazione supporta l’Eurozona, mentre altri Paesi vogliono entrare nel blocco. Tirate le vostre conclusioni, tuona Draghi. È un progetto irreversibile perché è forte.

15:06 - Rischi di contagio dall’Italia?

La BCE ha visto una crescita dei rendimenti sovrani derivante dall’incertezza politica (il riferimento è all’Italia), ma non ha osservato rischi di ridenominazione o di contagio. È stato un episodio locale. Non dobbiamo drammatizzare, per dirla con le parole di Draghi, i cambiamenti di policy in Eurozona. Siamo 19 Paesi, le elezioni ci sono ogni tanto.

Quel che importa è che le differenze siano discusse all’interno dei framework esistenti e che non distruggano i progressi raggiunti dopo innumerevoli sacrifici. Siamo solo all’inizio. Deve essere utilizzato un linguaggio che non metta in discussione i citati progressi.


(Un frammento della conferenza stampa di Mario Draghi)

15:03 - Occhi alla Lettonia

D: “Quanto le difficoltà del governatore lettone impatteranno sulla credibilità della Lettonia?”

R: “La BCE non vanta alcuna posizione in merito e le decisioni saranno prese dalle autorità competenti. Non commenterò ulteriormente dato il processo in corso.”

14:59 - Le 3 P di Mario Draghi

Pazienza prudenza e persistenza. Ancora una volta le tre P già citate dal presidente nei precedenti meeting.

14:58 - Politica di re-investimenti

Draghi e i suoi discuteranno delle politiche di re-investimento nelle prossime riunioni BCE.

14:55 - Esistono rischi al rialzo?

In quanto a crescita Draghi prevede sorprese positive dall’espansione fiscale negli USA prima e nell’Eurozona poi (nel medio termine). La BCE sottolinea comunque la presenza di crescenti rischi al ribasso sul fronte dell’incertezza politica globale.

14:51 - Il cambio euro dollaro perde quota

Viaggia in forte ribasso il cambio euro dollaro che, dopo aver atteso la conferenza stampa sopra 1,17 è tornato a scambiare sotto 1,169. Al momento della scrittura sta cercando di limitare le perdite e sta scambiando in ribasso dello 0,8%. A pesare sicuramente le dichiarazioni di Draghi sui rischi.

14:47 - Iniziano le domande

D: “Alzerà i tassi almeno una volta prima di lasciare la BCE? Potrebbe descrivere i rischi che circondano la situazione economica e politica italiana? Come potrebbero questi rischi impattare il vostro outlook?”

R: “Non abbiamo discusso di quando alzeremo i tassi ma abbiamo solo detto che bisognerà aspettare almeno l’estate 2019. Vediamo un aumento dell’incertezza, come ho già detto. La crescita economica trimestrale è risultata più moderata ma è comunque elevata. Parte della volatilità è diminuita”.

14:46 - La richiesta a fare di più

La lettura si conclude con il tradizionale monito di Mario Draghi alle economie dell’Eurozona a fare di più per rendere il sistema più resiliente.

14:46 - Inflazione al centro delle discussioni

Le odierne decisioni della BCE riflettono l’ampio grado di politica monetaria accomodante necessaria alla convergenza dell’inflazione verso il 2%.

14:42 - Previsioni su inflazione riviste al rialzo

L’outlook è stato rivisto al rialzo soprattutto a causa dei prezzi degli energetici, e con riferimento particolare al 2018 e al 2019. La crescita dell’inflazione sarà dell’1,7% nel 2018, nel 2019 e nel 2020 (dal precedente 1,4%).

14:40 - Rischi bilanciati ma occhio al protezionismo

I rischi rimangono bilanciati, ma l’incertezza relativa a fattori globali come il protezionismo crescente è diventata più evidente. Il rischio di un aumento della volatilità necessita monitoraggio.

14:39 - Previsioni di crescita al ribasso

L’outlook è stato rivisto al ribasso per il 2018 ed è rimasto invariato per gli altri due anni successivi. +2,1% nel 2018 (dal 2,4%), +1,9% nel 2019 e +1,7% in 2020.

14:38 - Occhio alla crescita globale

Fattori temporanei, shock dal lato dell’offerta, dispute commerciali e molto altro ancora sono tutti elementi che hanno pesato sulla crescita che comunque continua a mantenersi solida.

14:37 - La politica accomodante non è finita

Stimoli monetari sono ancora necessari al sostentamento dei prezzi e dell’inflazione. Il supporto continuerà ad essere sostenuto dal QE fino alla fine dell’anno, dalle attività di reinvestimento e dai tassi di interesse.

14:34 - Per i tassi occhio al 2019

I tassi di interesse rimarranno ai livelli attuali almeno fino all’estate 2019, e in ogni caso fin quando sarà necessario per assicurarsi che l’evoluzione dell’inflazione rimanga allineata alle attuali aspettative.

14:33 - Ecco come finirà il QE

Il consiglio ha deciso che il Quantitative Easing proseguirà ad un ritmo di 30 miliardi di euro al mese fino a fine settembre 2018.

Da ottobre, a patto che i dati si dimostreranno concordi con il target di inflazione di medio termine della BCE, il programma di acquisti andrà avanti ad un ritmo di 15 miliardi di euro fino alla fine di dicembre 2018, momento in cui il QE finirà.

14:32 - La lettura del comunicato

Mario Draghi inizia con la tradizionale lettura del comunicato già pubblicato alle ore 13:45. Il consiglio ha concluso che i progressi verso l’obiettivo di inflazione sono stati sostanziali.

La forza dell’economia, l’ampio grado di politica monetaria accomodante permettono ai funzionari BCE di essere ottimisti.

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Il contenuto seguente è stato redatto prima delle decisioni sui tassi di interesse e sul QE ed ha riguardato le maggiori previsioni degli esperti sull’odierna riunione BCE.

Tra i protagonisti dell’odierna riunione BCE e della successiva conferenza stampa di Draghi sicuramente il Quantitative Easing, che dovrebbe per ora continuare ad un ritmo di 30 miliardi di euro al mese fino alla fine di settembre prossimo e anche oltre se necessario.

Negli ultimi meeting l’istituto centrale ha preferito non scrivere la parola fine sul programma di acquisti, scegliendo di lasciare aperta la porta a possibili prolungamenti dell’alleggerimento quantitativo. Per questo l’odierna riunione BCE sarà così attentamente monitorata da tutti coloro che tenteranno di scovare indizi non tanto sui tassi di interesse quanto sul futuro del citato QE. Non tutti, comunque, sono convinti che la banca centrale fornirà oggi un preciso calendario di riferimento. Bisognerà aspettare il prossimo meeting?

Riunione BCE e conferenza stampa Draghi: le previsioni

La settimana che sta per giungere al termine è stata particolarmente impegnativa dal punto di vista della politica monetaria. Prima il meeting del FOMC, poi ancora la riunione della BCE e infine, nella giornata di domani, anche la riunione della Bank of Japan.

Dopo le indicazioni della Federal Reserve, che si è mostrata particolarmente hawkish nel suo comunicato e persino durante la conferenza stampa di Powell, il mercato ha rivolto lo sguardo al Vecchio Continente. La riunione BCE è tornata a fare da protagonista soprattutto in virtù delle incertezze e dei dubbi sul futuro del QE.

Il rallentamento economico e i deludenti dati macro osservati nelle ultime settimane hanno portato alcuni a teorizzare addirittura un’estensione del Quantitative Easing oltre il 2018.

Quel che è certo, comunque, è che l’odierna riunione BCE e la successiva conferenza stampa di Mario Draghi non annunceranno la fine del QE a settembre 2018. Il programma che ha per anni sostenuto le economie dell’Eurozona sarà probabilmente esteso fino a dicembre con un tapering che potrebbe portare gli acquisti da 30 a 15 miliardi di euro già a partire da ottobre.

Tra le previsioni più accreditate quelle secondo cui il QE scenderà da 30 a 15 miliardi a ottobre, poi ancora a 10 miliardi a novembre e a 5 miliardi a dicembre. Altri, invece, hanno teorizzato una discesa progressiva del Quantitative Easing in tre tranche da 10 miliardi ciascuna.

Tutto rimandato a luglio?

Come già anticipato, non tutti sono convinti che saranno l’odierna riunione BCE e la successiva conferenza stampa a fornire tali indicazioni. Parte del mercato crede che bisognerà aspettare almeno il meeting di luglio, quando il Board avrà avuto tempo di digerire nuovi dati macro ma soprattutto la gravità del recente rallentamento economico, gli sviluppi sul fronte italiano e le dispute commerciali.

Attendere la riunione di luglio permetterebbe ai funzionari della banca centrale di guadagnare tempo e flessibilità per giungere alla migliore soluzione possibile per l’Eurozona. L’addio al QE non starà a significare completo abbandono delle misure espansive: il basso costo del denaro e l’equilibrio di bilancio continueranno a giocare un ruolo chiave.

Rallentamento economico, tassi di interesse (che dovrebbero rimanere ai livelli attuali almeno fino alla metà del 2019) fine del Quantitative Easing, inflazione, crescita, occupazione, dispute commerciali, difficoltà italiane. Saranno probabilmente questi i principali temi di discussione dell’odierna riunione BCE e della successiva conferenza stampa di Mario Draghi. Dalle 13.45 in poi, insomma, occhi puntati su Riga.

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