Risultati elezioni Irlanda: boom dei nazionalisti di sinistra Sinn Féin. Cosa succede ora?

Risultati elezioni Irlanda: traguardo storico per i nazionalisti di sinistra del Sinn Féin. Solo uno o due seggi li separano da Fianna Fàil e Fine Gael. Cosa accadrà ora per formare il Governo?

Risultati elezioni Irlanda: boom dei nazionalisti di sinistra Sinn Féin. Cosa succede ora?

I risultati per le elezioni in Irlanda di sabato 8 febbraio sono storici. Il partito dei nazionalisti di sinistra Sinn Féin ha raggiunto un traguardo epocale, diventando il vero protagonista della consultazione elettorale.

Dopo il conteggio di tutti i voti, la prospettiva per formare un Governo è molto incerta. I tre principali partiti, infatti, si distaccano di soli uno o due seggi. L’equilibrio appare molto precario e il quadro dei risultati impone la formazione di una coalizione.

Intanto, però, il Sinn Féin festeggia un traguardo significativo, conquistando 37 seggi, ben 14 in più rispetto alle elezioni nel 2016.

Il Paese è ora sotto i riflettori in un momento storico particolare, segnato da Brexit e venti unionisti a questo punto più marcati.

Il voto è arrivato con un anno di anticipo rispetto alla fine del mandato governativo, con il Taoiseach Leo Varadkar del partito di centrodestra Fine Gael che ha fatto un passo indietro dopo polemiche su scandali sanitari e una diminuzione generale della popolarità del suo operato.

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Risultati elezioni Irlanda, ripartizione seggi: chi ha vinto

Con i risultati definitivi delle elezioni in Irlanda, le attenzioni sono rivolte sui tre principali candidati dei partiti che ora si contendono la formazione di una maggioranza e, quindi, del Governo.

Nel dettaglio, il Fianna Fàil ha ottenuto 38 seggi, seguito dal Sinn Féin con 37 e Fine Gael con 35. Interessante è il balzo in vanti dei Verdi, che con 12 seggi hanno raggiunto un risultato importante.

Risultati elezioni Repubblica d’Irlanda 2020. Numero di seggi per ogni partito

Creare un esecutivo sarà un compito non facile, considerando il numero dei seggi che le principali formazioni politiche hanno conquistato. Grazie anche all’applicazione del sistema elettorale vigente in Irlanda, una maggioranza netta non c’è.

Nello specifico, per scegliere i rappresentanti si utilizza una tipologia di proporzionale. Il sistema consiste nella formula del cosiddetto voto singolo trasferibile in circoscrizioni plurinominali.L’elettore esprime un voto di preferenza numerando i candidati in una lista preferenziale senza limiti imposti né per la scelta del partito né per la quantità di indicazioni di preferenza.

Voto Irlanda: la posizione dei candidati dopo i risultati

L’ex capo del Governo Leo Varadkar, leader del partito Fine Gael, esce dall’esperienza dell’esecutivo in modo controverso. Si è imposto alle precedenti elezioni - instaurando un Governo di minoranza - come il più giovane Taoiseach e il primo gay politico a guidare il Paese. Durante il suo mandato l’economia irlandese ha ottenuto importanti progressi, con il PIL in crescita a tassi maggiori rispetto ad altri Stati UE e la disoccupazione al di sotto del 5%.

Molto apprezzata è stata anche la sua determinazione nel negoziare con Boris Johnson contro la soluzione del no-deal per la gestione delle frontiere.

Eppure, il consenso nei confronti della sua politica e della linea del partito è visibilmente calato, con la perdita di ben 15 seggi. Ci sono almeno tre fattori che hanno pesato sul sentimento di insoddisfazione nazionale: la riforma delle pensioni, gli scandali sulla gestione sanitaria, l’aumento degli affitti.

Ad avvantaggiarsi è stato l’altro partito più tradizionale della politica irlandese, il Fianna Fàil che ha conquistato 38 seggi e piazzandosi al primo posto. Il suo leader, Micheál Martin, incarna la visione centrista dell’elettorato, puntando, per esempio, ad un processo di riunificazione dell’isola ma più graduale rispetto alla proposta della sinistra.

La vera novità di queste elezioni irlandesi è rappresentata dall’avanzata del partito dei nazionalisti-unionisti di sinistra Sinn Féin. Si guarda con molto interesse alla leader Mary Lou McDonald, che aveva già raggiunto un gradimento pari al 41% della popolazione.

L’aumento del consenso di questa formazione politica può essere considerato storica. Il Sinn Féin, infatti, era il braccio dell’Irish Republican Army (IRA) negli anni più drammatici dell’Irlanda. Ora, il partito sembra piacere soprattutto ai giovani, che non hanno vissuto quel periodo così teso della storia nazionale, e che sono piuttosto desiderosi di politiche meno austere.

La strategia vincente del Sinn Féin poggia su almeno 3 pilastri: la riforma delle pensioni, con ritorno alla soglia di età dei 65 anni, le sovvenzioni per alleviare il caro affitti e aiutare l’edilizia abitativa e, soprattutto, la promessa di un referendum per la riunificazione entro il 2025.

Risultati voto nella Repubblica d’Irlanda: cosa accadrà?

Il punto critico per questi risultati del voto in Irlanda è la quasi parità tra i tre partiti principali. Stando al numero dei seggi, non si riuscirà a formare un Governo chiaro da subito. Piuttosto, saranno necessarie alleanze tra i diversi partiti.

Fianna Fàil e Fine Gael, piuttosto vicini a livello ideologico e entrambi posizionati nell’area del centrodestra, non hanno mostrato negli anni grande volontà di collaborazione, restando di fatto partiti nemici. L’instabilità potrebbe dominare anche a causa della chiusura già annunciata da parte degli schieramenti di centrodestra ad eventuali parternship con la sinistra.

Sinn Féin, dalla sua parte, vorrebbe tentare il colpaccio, galvanizzata dal desiderio popolare di riunificazione accentuato con la Brexit e dalla forza del partito gemello in Irlanda del Nord.

Anche per Mary Lou McDonald, però, esistono delle condizioni per scendere a patti governativi: primo tra tutti programmare sin da subito la strada referendaria per la riunificazione dell’isola.

Verdi e Partito laburista potrebbero giocare il ruolo di ago della bilancia. L’unica certezza, in queste elezioni in Irlanda, sembra essere il protagonismo del Sinn Féin, che difficilmente potrà essere ignorato.

Al momento, però, i tre principali protagonisti ancora non si sono consultati, manifestando una certa riluttanza a scendere a compromessi. L’evidenza, però, è che un Governo non si formerà dopo queste elezioni in Irlanda senza un accordo.

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