Quali sono i cinque Paesi più pacifici e sicuri al mondo nel 2025? A rispondere alla domanda è la classifica stilata dall’Institute for Economics and Peace Ecco quali sono e perché sono così stabili.
Con l’aumento delle tensioni geopolitiche e l’aumento dei conflitti, nel 2025 la ricerca della pace potrebbe sembrare un’utopia.
Eppure, mentre Trump chiede ai Paesi NATO di aumentare dal 2% al 5% del PIL la spesa per la difesa, investendo in armi, alcuni Paesi sono riusciti a dare priorità alla pace e ai suoi negoziati.
Secondo il Global Peace Index (GPI) 2025, elaborato dall’Institute for Economics and Peace, il numero di conflitti tra Stati ha raggiunto livelli record dalla Seconda guerra mondiale. Questo indice prende in esame 23 indicatori che includono fattori quali, giusto per citare alcuni dei più importanti sono:
- conflitti interni;
- conflitti esterni;
- spese militari;
- criminalità;
- rischio terrorismo;
- livello di sicurezza percepito dai cittadini.
Nonostante un contesto internazionale cupo, alcuni Paesi si sono distinti per la loro stabilità e per politiche capaci di garantire sicurezza e coesione sociale. Ma quali sono questi Paesi? Scopriamo insieme la classifica degli Stati più sicuri al mondo nel 2025 e perché sono così stabili e “unici” nel contesto geopolitico attuale.
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I 5 Paesi più sicuri al mondo: la classifica
Al di là delle statistiche, ciò che colpisce della classifica del GPI stilata dall’Institute for Economics and Peace è come questi fattori di sicurezza si traducano nella vita quotidiana in valori per i cittadini: comunità solidali, fiducia reciproca e una costante attenzione al benessere collettivo rendono ancora più speciale la vita in questi Paesi. Scopriamo insieme la classifica dei Paesi più sicuri e pacifici al mondo.
1. Islanda
Al primo posto per il diciassettesimo anno consecutivo, l’Islanda è considerata la nazione più pacifica al mondo. Il Paese ottiene i punteggi più alti nelle tre aree principali del GPI:
- sicurezza interna;
- assenza di conflitti;
- bassissimo livello di militarizzazione.
La polizia non porta armi e la criminalità violenta è pressoché inesistente. Ciò che colpisce è l’impatto quotidiano di questa stabilità: gli abitanti vivono in un clima di fiducia reciproca, i bambini possono dormire all’aperto nei passeggini e le persone camminano tranquillamente di notte. Le politiche di parità di genere e i solidi sistemi di welfare contribuiscono a rafforzare il senso di sicurezza. Oltre alla pace sociale, la natura islandese e i suoi rituali comunitari, come il bagno nelle piscine geotermiche, alimentano un benessere diffuso. L’Islanda dimostra che la sicurezza non dipende solo da fattori militari, ma da un equilibrio profondo tra società e ambiente.
2. Irlanda
Al secondo posto, l’Irlanda rappresenta un caso esemplare di trasformazione: un Paese segnato da conflitti nel passato che oggi ha fatto della pace un pilastro identitario. Il GPI premia il Paese per la ridotta militarizzazione e per l’assenza di conflitti interni o esterni,
La neutralità militare rimane un caposaldo della sua politica estera: Dublino preferisce la diplomazia al confronto armato ed è uno dei pochi Stati europei a non far parte ufficialmente della NATO, spendendo solo lo 0,2% del Pil per la difesa
A livello interno, la sicurezza deriva da un forte senso di comunità e da solidi sistemi di welfare. La bassa percezione di criminalità rafforza questo clima di fiducia, tanto che gli abitanti descrivono il Paese come un luogo in cui “puoi sempre chiedere aiuto a uno sconosciuto”.
Oltre alla stabilità sociale, l’Irlanda custodisce la sua identità culturale e i paesaggi naturali, offrendo ai residenti e ai visitatori un’atmosfera autenticamente accogliente e rilassata.
3. Nuova Zelanda
La Nuova Zelanda conquista il terzo posto nel Global Peace Index 2025, grazie a miglioramenti significativi sul fronte della sicurezza interna e alla riduzione dell’impatto di proteste e atti terroristici. La sua posizione geografica isolata la protegge dai conflitti esterni, mentre leggi severe sulle armi garantiscono un basso livello di criminalità.
I neozelandesi vivono in una società caratterizzata da fiducia reciproca: i bambini vanno a scuola a piedi, le porte delle case restano spesso aperte e gli automobilisti non esitano ad aiutarsi. Una solida rete di welfare e l’accesso universale alla sanità rafforzano ulteriormente la coesione sociale.
La natura, elemento centrale dell’identità nazionale, contribuisce a questo senso di benessere. Dalle spiagge ai paesaggi alpini, il contatto costante con l’ambiente arricchisce la vita quotidiana e rafforza il legame comunitario. In Nuova Zelanda la sicurezza non è solo assenza di minacce, ma una vera e propria cultura della fiducia e dell’armonia.
4.Austria
Al quarto posto troviamo l’Austria, che conferma la sua posizione di Paese stabile e pacifico nonostante la leggera discesa rispetto all’anno precedente. La neutralità costituzionalmente sancita impedisce la partecipazione ad alleanze militari, permettendo di concentrare le risorse sul benessere interno.
La sicurezza in Austria è visibile nella vita quotidiana: le persone passeggiano di notte senza paura, le biciclette vengono lasciate senza catene e le case spesso restano aperte. Questa fiducia diffusa nasce da un sistema solido che combina welfare, sanità eccellente e istruzione di qualità.
Oltre alla stabilità sociale, la natura alpina e i ritmi di vita più lenti favoriscono un profondo senso di tranquillità. Chi visita l’Austria percepisce questa calma già dopo pochi giorni, trovando nella qualità della vita un’esperienza di sicurezza autentica.
5. Singapore
Quinto Paese più sicuro al mondo e unico asiatico nella top 10, Singapore dimostra come una città-Stato possa eccellere nella sicurezza nonostante l’elevata densità abitativa. Nel GPI si distingue per l’assenza di conflitti interni ed esterni e per il bassissimo livello di criminalità, grazie anche a leggi severe e a un forte controllo sociale.
Camminare di notte senza timore è la norma per i residenti, che godono di una fiducia diffusa nelle istituzioni e nei sistemi di sicurezza. Nonostante l’alto livello di spesa militare pro capite, la stabilità interna resta il tratto distintivo di Singapore.
Accanto a questa sicurezza tangibile, emergono segnali di progresso sociale, come la crescente visibilità della comunità LGBT+ attraverso eventi pubblici. Per visitatori e cittadini, vivere Singapore significa sperimentare libertà quotidiane rare in altre metropoli globali: passeggiare sul fiume a tarda notte, cenare nei mercati all’aperto e godersi la città senza ansie.
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