Riscossione, ecco come deve cambiare l’attività di recupero per Ruffini

Agenzia delle Entrate-Riscossione, ci sono 986,7 miliardi di crediti non incassati: secondo il direttore Ruffini serve maggiore pianificazione delle attività di recupero e un cambiamento nel meccanismo di inesigibilità. La riforma dell’AdeR andrebbe finanziata con i soldi del Recovery Fund: ecco i dettagli dell’audizione di Ruffini alla Camera del 14 settembre 2020.

Riscossione, ecco come deve cambiare l'attività di recupero per Ruffini

Riscossione, il direttore delle Entrate Ruffini durante l’audizione alla Camera ha parlato di come dovrebbe cambiare l’attività di recupero.

Il piano di Ruffini è quello di utilizzare una parte delle risorse del Recovery Fund per procedere con una riforma strutturale del Fisco, in modo da semplificarlo e allo stesso tempo rende più efficace ed efficiente l’attività di riscossione.

La riscossione infatti si confema la parte più debole del sistema tributario: ci sono 986,7 miliardi non incassati nel corso degli ultimi venti anni, di cui il 41% è difficilmente recuperabile.

Ruffini ha sottolineato che un eventuale provvedimento di cancellazione dei debiti più vecchi, o comunque che non possono essere riscossi, “comporterà un costo” per le casse dello Stato.

Riscossione, ecco come deve cambiare l’attività di recupero per Ruffini

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Ruffini, durante la sua audizione presso la VI Commissione Finanze della Camera del 14 settembre, ha parlato anche dei problemi dell’attività di riscossione: negli ultimi venti anni sono mancati all’appello 986,7 miliardi di euro.

Audizione del Direttore dell’Agenzia delle entrate Avv. Ernesto Maria Ruffini - Camera dei Deputati VI Commissione Finanze - 14 settembre 2020
Individuazione delle priorità nell’utilizzo del Recovery Fund, con particolare riferimento a possibili interventi di riforma del sistema fiscale e della riscossione.

Secondo Ruffini le difficoltà principali della riscossione risiedono:

  • nella generale frammentazione delle funzioni tipiche dell’amministrazione fiscale tra più enti, con alcune sovrapposizioni di ruoli e responsabilità;
  • nell’accumulo dei debiti fiscali, che in Italia assume proporzioni non coerenti con gli standard internazionali in mancanza di una prassi per la cancellazione delle posizioni non più riscuotibili;
  • nella farraginosità del processo di riscossione, eccessivamente macchinoso in tutte le azioni di recupero, a prescindere dagli importi.

Questo tipo di impostazione non consente di modulare, secondo Ruffini, le attività di recupero, sulla base di una strategia volta a massimizzare l’efficacia dell’azione di riscossione.

L’Agenzia delle Entrate-Riscossione ha sostituito Equitalia, ma continua ad applicarne gli schemi e modelli, come il cosiddetto magazzino ruoli, che attualmente ammonta a circa 987 miliardi di euro: nemmeno gli appuntamenti con la pace fiscale hanno aiutato a sanare tutti i debiti.

Riscossione, Ruffini: necessaria maggiore pianificazione delle attività di recupero

Come fare dunque per sanare la voragine nelle casse della riscossione e migliorarne l’attività? Per il direttore Ruffini sono due i punti fondamentali:

  • introdurre una riforma del meccanismo di inesigibilità;
  • pianificare la propria attività di riscossione.

Modificando il sistema in base a questi due elementi si otterrebbe una riforma “strutturale”:

“l’introduzione di un diverso sistema di remunerazione dell’attività di recupero nonché la revisione dell’attuale meccanismo dell’inesigibilità determinerebbero, per l’Ente preposto all’attività di riscossione nazionale, la possibilità di meglio pianificare la propria attività, e di ottimizzare ulteriormente, in relazione ai mezzi a disposizione, i risultati dell’azione di riscossione, i quali, attualmente, sono condizionati dal dover svolgere azioni di recupero che, troppo spesso, assumono carattere solo formale.”

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