Cos’è un avviso bonario e quando conviene pagare

Patrizia Del Pidio

25/02/2026

Se si riceve un avviso bonario conviene pagare subito o aspettare che si trasformi in una cartella esattoria? Ecco cosa conviene fare.

Cos’è un avviso bonario e quando conviene pagare

Cos’è l’avviso bonario e perché, in alcuni casi, conviene pagarlo subito? L’avviso bonario è una comunicazione dell’Agenzia delle Entrate con la quale si informa il contribuente che risultano delle imposte o dei contributi non versati.

Non è una cartella esattoriale, ma una semplice comunicazione che permette al soggetto di intervenire per chiederne la rettifica o l’annullamento se l’avviso è infondato o presenta errori.

Anche se spesso è una comunicazione sottovalutata, l’avviso bonario è una tappa fondamentale in quello che è il dialogo tra contribuente e Fisco. Quando l’Agenzia delle Entrate rileva che un contribuente non ha versato tutto il dovuto invia una sorta di invito a regolarizzare la propria posizione prima che l’avviso bonario si trasformi in una cartella esattoriale vera e propria.

Cos’è l’avviso bonario

L’avviso bonario può essere visto come un’opportunità che il Fisco dà al contribuente per regolarizzare la propria posizione. Si tratta di una comunicazione con cui l’Agenzia delle Entrate fornisce al contribuente l’esito dei controlli automatizzati o formali. Altro non è che il risultato delle verifiche che il Fisco ha eseguito sulle dichiarazioni presentate e sui pagamenti effettuati.

L’obiettivo dell’invio è quello di segnalare al contribuente che sono state rilevate omissioni, errori o discrepanze per dargli modo di regolarizzare la posizione, correggere l’errore o chiarire la propria posizione.

L’avviso bonario potrebbe essere ricevuto se si dimentica, ad esempio, di versare un saldo o un acconto delle imposte, se un credito di imposta è stato utilizzato in modo scorretto o se dalle dichiarazioni dei redditi emergono dati differenti rispetto a quelli di cui il Fisco è in possesso.

L’avviso bonario non è un atto esecutivo

Va chiarito subito che, a differenza della cartella esattoriale, l’avviso bonario non è un atto esecutivo e se non viene saldata la somma richiesta non si rischiano pignoramenti, ipoteche o fermi amministrativi.

Quando si riceve l’avviso bonario si hanno a disposizione 60 giorni per agire (90 se la comunicazione è stata trasmessa per via telematica o presso un intermediario), trascorso questo termine senza pagare o rispondere all’Agenzia delle Entrate l’avviso si trasforma in una cartella esattoriale.

Bisogna tenere presente che le sanzioni contenute nell’avviso sono sensibilmente ridotte: solitamente è previsto un terzo della sanzione ordinaria. Su un’imposta omessa, quindi, si è chiamati a versare una sanzione del 10% anziché del 30%. Proprio per questo motivo, in alcuni casi, conviene pagare l’avviso bonario.

Cosa può fare un contribuente che riceve un avviso bonario?

Una volta ricevuto l’avviso bonario il contribuente deve valutare bene le pretese del Fisco. Si hanno 60 giorni per pagare l’importo richiesto tramite F24 precompilato che l’Agenzia delle Entrate allega alla comunicazione. In esso sono previste le sanzioni ridotte previste da questo tipo di comunicazione.

Si tratta della strada migliore per chi si rende conto che le pretese del Fisco sono fondate: aver saltato un pagamento o aver commesso un errore nell’utilizzo dei crediti di imposta, infatti, mette nella posizione di avere torto e di dover pagare. È inutile e infruttuoso contestare un avviso corretto.

In alternativa il contribuente può chiedere anche la rateizzazione dell’importo. In questo caso si può scegliere di pagare dilazionando in un massimo di 20 rate mensili mantenendo il beneficio delle sanzioni ridotte.

Nel caso in cui si ritiene che il Fisco stia chiedendo il pagamento di somme che non devono essere versate, invece, sempre nel termine di 60 (o 90) giorni si deve contestare l’avviso fornendo all’Agenzia delle Entrate la documentazione che giustifica la propria posizione. Per farlo è possibile presentare una memoria difensiva spiegando le proprie ragioni e fornendo la documentazione che le sostenga.

Il termine concesso per agire è molto importante perché se entro i 60 giorni non si risponde all’avviso, non si paga l’importo richiesto né si forniscono spiegazioni e chiarimenti, l’importo preteso dal Fisco viene iscritto a ruolo, il debito diventa definitivo e verrà emessa una cartella esattoriale.

Nella seguente tabella riassumiamo le principali differenze tra avviso bonario e cartella esattoriale:

Caratteristica Avviso Bonario Cartella Esattoriale
Sanzioni Ridotte al 10% (1/3 dell’ordinaria) Piene (30% o oltre)
Esecutività No (è un invito al pagamento) Sì (permette pignoramenti e fermi)
Interessi di mora Non presenti (se pagato subito) Presenti e crescenti
Aggio di riscossione No Sì (costi di riscossione a carico dell’utente)

Quando conviene pagare subito l’avviso bonario

La prima cosa da ricordare, quindi, è di non sottovalutare mai un avviso bonario, visto che si tratta di un’occasione per mettersi in regola con condizioni maggiormente vantaggiose. Se si ignora la comunicazione, poi, si sarà costretti a pagare lo stesso importo maggiorato da sanzioni più pesanti. Pagando l’avviso, inoltre, si evitano gli interessi di mora e l’aggio che vanno ad aumentare ulteriormente le somme dovute.

Quando la segnalazione dell’Agenzia delle Entrate è corretta e l’irregolarità riscontrata è reale, la cosa migliore è quella di pagare subito l’avviso bonario o chiedere la rateizzazione delle somme.

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