Regime forfettario 2019: limiti, requisiti e cosa cambia

Regime forfettario 2019: ecco le novità e cosa cambia con la Legge di Bilancio 2019. Focus su requisiti e limiti per la flat tax del 15%.

Regime forfettario 2019: limiti, requisiti e cosa cambia

Regime forfettario, novità in Legge di Bilancio 2019 per i titolari di partita IVA. Sono ormai quasi ufficiali le regole e i nuovi requisiti per l’applicazione della flat tax del 15% e si attende ora soltanto l’ok definitivo della Manovra.

La Legge di Bilancio 2019, che sarà approvata il 29 dicembre con voto di fiducia alla Camera, prevede nuovi requisiti e limiti per le partite IVA che intendono aderire al regime forfettario di tassazione.

In primo luogo non vi sono più limiti di ricavi differenziati in base all’attività esercitata ma per tutte le imprese e professionisti è fissata la soglia di 65.000 euro.

Per spiegare come cambia e cosa prevede il nuovo regime forfettario 2019 bisognerà attendere l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio ma già ora il testo bollinato e trasmesso in Parlamento definisce quali sono i requisiti richiesti.

Tra le novità, la Manovra non ha previsto nuovi coefficienti di redditività per il calcolo dell’imposta sostitutiva dovuta dai titolari di partita IVA in regime forfettario e, così come previsto ad oggi, sarà confermato l’esonero dagli adempimenti IVA e quindi anche dall’obbligo di fatturazione elettronica.

In questa guida tutte le regole per l’accesso al regime forfettario 2019, limiti, requisiti e cosa cambia.

Regime forfettario 2019: limiti, requisiti e cosa cambia

Il nuovo regime forfettario è una delle novità più importanti contenute nel testo della Legge di Bilancio 2019. I titolari di partita IVA potranno beneficiare della flat tax nel caso di ricavi o compensi non superiori a 65.000 euro nell’anno d’imposta precedente a quello di esercizio dell’opzione.

Non ci sono più i limiti differenti in base all’attività esercitata ma tutti i professionisti e le imprese avranno un primo e unico requisito fondamentale da rispettare per accedere al regime forfettario per le partite IVA dal 1° gennaio 2019.

Al testo della Manovra viene allegata la tabella dei coefficienti di redditività ma l’unica novità prevista consiste nell’eliminazione dei limiti di ricavo o fatturato differenziati.

Settore economico radice codice ATECO Coefficiente redditività
Industrie alimentari e delle bevande (10 - 11) 40%
Commercio all’ingrosso e al dettaglio [45 - (da 46.2 a 46.9) - (da 47.1 a 47.7) - 47.9] 40%
Commercio ambulante di prodotti alimentari e bevande 47.81 40%
Commercio ambulante di altri prodotti 47.82 - 47.8 54%
Costruzioni e attività immobiliari 41 - 42 - 43 - (68) 86%
Intermediari del commercio 46.1 62%
Attività dei servizi di alloggio e di ristorazione 55 - 56 40%
Attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, servizi finanziari ed assicurativi (64 - 65 - 66) - (69 - 70 - 71 - 72 -73 - 74 - 75) - (85) - (86 - 87 - 88) 78%
Altre attività economiche (da 01 a 03 a 05 a 09), (da 12 a 33, da 35 a 39), (49 - 50 - 51 - 52 - 53) - (58 - 59 - 60 - 61 - 62 - 63) - (77 - 78 - 79 - 80 - 81 - 82) -(84) - (90 - 91 - 92 - 93) - (94 - 95 - 96) - (97 - 98) - (99) 67%

Per chi si chiede cosa cambia con il regime forfettario dal 2019, che darà il via alla flat tax per le partite IVA, è bene osservare i nuovi requisiti stabiliti dalla legge, tra cui l’eliminazione dei limiti per investimenti in beni strumentali e per le spese di lavoro accessorio, dipendente o per compensi erogati ai collaboratori.

Nuovo regime forfettario 2019: i requisiti previsti

Oltre al limite di fatturato annuo di 65.000 euro, per l’accesso al nuovo regime forfettario dal 1° gennaio 2019 i contribuenti titolari di partita IVA dovranno rispettare alcuni requisiti.

C’è da sottolineare in primo luogo che la Legge di Bilancio 2019, nel testo disponibile ad oggi, elimina i seguenti requisiti di accesso:

  • spese per lavoro dipendente e assimilati non superiori a 5.000 euro lordi;
  • beni strumentali di costo non superiore a 20.000 euro.

Tra le novità si segnala inoltre come pare che sarà abolito anche il limite di 30.000 euro relativo ai redditi da lavoro dipendente o assimilati percepiti nell’anno precedente. A sostituirlo sarà una norma pensata proprio per evitare che a causa dei vantaggi della flat tax cresca il fenomeno delle false partite IVA.

Ecco quindi quali saranno i nuovi requisiti per l’accesso al regime forfettario dal 1° gennaio 2019:

  • svolgimento di attività artistica, di impresa e di lavoro autonomo e professionale svolta in forma individuale (non sono quindi ammesse al regime forfettario le società e gli altri soggetti collettivi);
  • limite di ricavi non superiore ad euro 65.000,00;
  • divieto di svolgimento in prevalenza dell’attività nei confronti del proprio datore di lavoro o di un soggetto che lo è stato nei due anni precedenti o, comunque, di un soggetto ad esso riconducibile;
  • divieto di partecipazione a società di persone, associazioni, imprese familiari;
  • divieto di controllo, direttamente o indirettamente, di Srl o associazioni in partecipazione che esercitano attività direttamente o indirettamente riconducibili a quelle svolte dal soggetto in forfait.

Per ulteriori dettagli e approfondimenti i lettori possono consultare l’articolo con tutti i requisiti e i limiti previsti dal 2019.

Regime forfettario soci SRL: novità 2019

Dal nuovo regime forfettario saranno esclusi i soci che direttamente o indirettamente controllano SRL: è questa una delle novità per le partite IVA previste dalla Legge di Bilancio 2019.

Per spiegare cosa cambia, è utile riportare di seguito il testo dell’articolo di riferimento contenuto nella Legge n. 190/2014 (Legge di Stabilità 2015), così come modificato dalla Legge di Stabilità del 2016 e la nuova formulazione prevista dalla Legge di Bilancio 2019.

L’articolo 1, comma 54, lettera d) ad oggi prevede che sono esclusi dal regime forfettario i soggetti titolari di partita IVA:

“che partecipano a società di persone, ad associazioni professionali, di cui all’articolo 5 del TUIR, o a società a responsabilità limitata aventi ristretta base proprietaria che hanno optato per la trasparenza fiscale, ai sensi dell’articolo 116 del TUIR.”

La formulazione prevista inizialmente dal progetto di Legge di Bilancio 2019 stabiliva invece che sarebbero stati esclusi dal regime forfettario:

“gli esercenti di attività d’impresa, arti o professioni che partecipano contemporaneamente all’esercizio dell’attività, a società di persone, ad associazioni o imprese familiari, ovvero a società a responsabilità limitata o ad associazioni in partecipazione”.

In sintesi, nella prima versione della LdB proposta dal Governo non potevano aderire al nuovo regime forfettario i titolari di partita IVA che, sebbene siano titolari di compensi o ricavi non superiori a 65.000 euro, risultassero titolari di quota in una SRL anche non in regime di trasparenza.

Come detto sopra, tale limite è stato modificato: adesso la norma in fase di approvazione fa riferimento alla nozione di quota di controllo diretto ed indiretto di Srl.

Partita IVA regime forfettario, esonero dalla fattura elettronica

I vantaggi per i contribuenti che, dopo un’opportuna e attenta valutazione, sceglieranno di aderire al regime di tassazione sostitutiva Irpef previsto dal regime forfettario non riguarderanno soltanto il fronte delle imposte dovute.

Accanto alla flat tax del 15%, i titolari di partita IVA in regime forfettario beneficeranno dell’esenzione dall’obbligo di fatturazione elettronica. L’esonero, tuttavia, riguarderà soltanto il lato attivo. Ancora molti dubbi riguardano la gestione del processo passivo di fatturazione elettronica, ovvero l’accettazione e ricezione dei file che transiteranno tramite il SdI dell’Agenzia delle Entrate.

Su questo anche le partite IVA rientrante nel regime forfettario 2019 dovranno adeguarsi e studiare quale modalità di ricezione è più idonea alle proprie esigenze.

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