Il conto è salato, ma ci si può consolare lo stesso. L’RC Auto pagata dagli italiani è storicamente più alta della media europea, anche se ora qualcosa sta cambiando.
Nel 2025 gli automobilisti hanno versato complessivamente 14,9 miliardi di euro come premi assicurativi, di cui 4,9 miliardi per riparare i veicoli danneggiati, 4,5 per risarcire le persone ferite, 2,5 per indennizzare le famiglie delle vittime di incidenti mortali e tre per le spese di gestione delle compagnie.
Le differenze tra regioni
Il rischio di incidenti cambia da regione a regione, così come varia la copertura assicurativa dei territori. Secondo le stime più recenti in Italia sarebbero in circolazione 2,8 milioni di veicoli non assicurati, pari a circa il 5,8% del totale. Nelle regioni del Sud l’incidenza dei mezzi non assicurati in circolazione è del 7,5%, più alta di quella rilevata al Nord, 4,7%, e al Centro, 5,9%.
Di conseguenza, i premi assicurativi possono variare tra i diversi territori, con una casistica molto variegata: nel 2025 in Campania il premio medio per le auto è stato di 527 euro, in Lombardia di 397, in Veneto di 402 e in Basilicata di appena 326. Gli automobilisti italiani si ritrovano così a fare i conti, a seconda della regione di riferimento, con costi molto diversi.
Se si guarda però al premio medio italiano, ossia al totale di premi e tasse diviso per il numero dei veicoli assicurati, è possibile fare un confronto europeo e scoprire che i costi assicurativi in Italia, per quanto elevati, si stanno sempre più allineando a quelli medi europei.
I dati sono dell’Ania, l’associazione nazionale che rappresenta le imprese di assicurazione, e raccontano una crescita dei premi pagati in Italia molto più lenta rispetto agli altri paesi europei. Tra il 2019 e il 2025 i prezzi dell’assicurazione auto sono aumentati in quasi tutta Europa, ma con forti differenze: in Germania di quasi il 67%, nel Regno Unito del 49%, nei Paesi Bassi del 33%, in Spagna del 28% e in Francia del 27%.
A livello medio Ue nel periodo i prezzi sono cresciuti di oltre il 32%, mentre in Italia solamente di poco più dell’11%. Una differenza che va letta anche alla luce dei diversi livelli di partenza: dove i prezzi erano più bassi e c’era quindi un maggiore margine di crescita, gli aumenti sono stati più marcati, mentre nei mercati in cui i premi erano già relativamente elevati (come l’Italia) la dinamica è risultata più contenuta.
Il risultato è che, nel corso di questi sette anni, l’Italia ha progressivamente ridotto il divario storico con gli altri principali mercati europei. Detto questo, per gli automobilisti italiani i costi stanno diventando progressivamente più favorevoli rispetto al resto del continente, consolidando un processo di convergenza che l’Ania definisce ormai quasi ultimato.
Nel 2025, secondo il dato che l’Ania utilizza per un confronto europeo (leggermente diverso da quello dell’Ivass, che considera solo le autovetture a uso privato), il premio medio in Italia è stato di 415 euro, a fronte dei 513 pagati in Francia e dei 467 nel Regno Unito. Il confronto diventa invece negativo se si guarda all’assicurazione auto che pagano gli automobilisti in Germania e in Spagna, che ha un premio medio, rispettivamente, di 348 e 203 euro.
Quanto costa l’assicurazione auto
Il divario tra il premio medio RC Auto italiano e quello dei principali paesi europei
All’inizio parlavamo di una consolazione, che in effetti c’è guardando ai costi di circa quindici anni fa. Nel periodo 2008-2012 il premio medio RC Auto in Italia è stato di 491 euro, il più alto in assoluto tra i paesi considerati. Al tempo si poteva parlare di record senza timore di smentita, dato che il Regno Unito era fermo a 357 euro, la Francia a 324, la Germania a 234 e la Spagna non superava i 200 euro.
Le cose hanno iniziato a cambiare tra il 2016 e il 2017, quando il premio medio in Italia ha finalmente iniziato a scendere sotto quota 400 euro, toccando il minimo nel 2022 a 349 euro. Di recente il rialzo c’è stato, ma come sottolineato da Ania, il «differenziale tra l’Italia e gli altri principali paesi europei rimane comunque su livelli storicamente contenuti, confermando il significativo processo di convergenza realizzatosi negli ultimi anni».
Negli ultimi venti anni l’andamento del prezzo medio della RC Auto è stato piuttosto altalenante. In realtà il picco si è avuto tra il 2003 e il 2005, quando il premio medio annuo ha superato i 460 euro. Soprattutto a partire dal 2012 si è avuto un progressivo calo del prezzo medio della RC Auto in Italia, con una diminuzione del 25% tra il 2012 e il 2018, anche grazie a una serie di provvedimenti di regolamentazione: tra questi il Decreto Bersani, che ha permesso di trasferire la classe di merito maturata di un vecchio veicolo a uno nuovo (ottenendo quindi un premio assicurativo più conveniente), la crescente diffusione della scatola nera sulle vetture, il calo degli incidenti stradali e la «digitalizzazione» della RC Auto, che può offrire tariffe più convenienti.
Fonte: Ania
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