Ravvedimento speciale in scadenza, le istruzioni per adesione e pagamento

Patrizia Del Pidio

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Guida al ravvedimento speciale 2020-2023 per chi rinnova il CPB entro il 2 novembre. Calcolo delle aliquote sostituite, sconti Covid e rateizzazioni.

Ravvedimento speciale in scadenza, le istruzioni per adesione e pagamento

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Ancora pochi giorni per decidere se aderire al ravvedimento speciale legato al Concordato Preventivo Biennale. L’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento numero 296141 del 23 ottobre 2026 ha fissato i termini e le modalità che consentono alle partite Iva di regolarizzare i periodi di imposta dal 2020 al 2023.

Il nuovo ravvedimento speciale attua quanto previsto dall’articolo 29 del Dl 148/2026 che permette di sanare le annualità in questione versando un’imposta sostitutiva (evitando accertamenti fiscali futuri).

La scadenza, però, è vicina poiché è vincolata a quella di adesione al concordato preventivo biennale.
Vediamo tutto quello che c’è da sapere sul ravvedimento speciale, chi ne può beneficiare, a quali condizioni e entro quando vanno effettuati i pagamenti.

Chi può accedere al ravvedimento speciale?

Nel recente provvedimento l’Agenzia delle Entrate fissa i beneficiari della sanatoria. L’accesso al ravvedimento speciale è riservato ai contribuenti ISA che hanno già aderito al primo biennio di concordato preventivo biennale (quello per il 2024/2025) e rinnovano l’adesione per il biennio 2026/2027.

La sanatoria per il periodo di imposta che va dal 2020 al 2023, quindi, è preclusa a chi aderisce quest’anno per la prima volta all’accordo con il Fisco.

Per chi, invece, aderisce al rinnovo del concordato bisogna ricordare la data del 2 novembre 2026, ovvero il termine ultimo per rinnovare il patto con il Fisco (si ricorda che la scadenza ordinaria era fissata al 31 ottobre, che cade di sabato, e slitta al 2 novembre per il 2026).

Chi è escluso dal nuovo ravvedimento speciale?

Come abbiamo anticipato il ravvedimento speciale non riguarda tutte le partite Iva. Sono esclusi dalla sanatoria 2020/2023:

  • i contribuenti in regime forfettario;
  • i contribuenti non soggetti agli ISA;
  • chi aderisce al concordato preventivo per la prima volta.

Quanto si deve versare per sanare un’annualità?

Con il ravvedimento speciale si versa un’imposta sostitutiva che non si calcola sul reddito, bensì su una base imponibile variabile in base al punteggio ISA. La maggiorazione del reddito originariamente dichiarato varia dal 5% al 50%.
Nella seguente tabella riportiamo la maggiorazione prevista in base al punteggio ISA.

Voto ISA ottenuto nell’anno da sanare Maggiorazione da applicare al vecchio reddito
Punteggio pari a 10 + 5% di reddito in più
Punteggio tra 8 e 9,9 + 10% di reddito in più
Punteggio tra 6 e 7,9 + 20% di reddito in più
Punteggio tra 4 e 5,9 + 30% di reddito in più
Punteggio tra 3 e 3,9 + 40% di reddito in più
Punteggio inferiore a 3 + 50% di reddito in più

Sulla base imponibile maggiorata, poi, si applica l’imposta sostitutiva. Anche in questo caso l’aliquota è diversificata in base al voto ISA:

  • punteggio ISA pari o superiore a 8: aliquota al 10%;
  • punteggio ISA tra 6 e 8: aliquota al 12%;
  • punteggio ISA inferiore a 6: aliquota al 15%;
  • imposta sostitutiva IRAP: fissata al 3,9% per tutte le categorie.

Per le annualità 2020 e 2021, inoltre, è previsto uno sconto del 30% sulle aliquote per compensare le eventuali perdite economiche dovute alla pandemia di Covid:

  • punteggio ISA pari o superiore a 8: aliquota al 7%;
  • punteggio ISA tra 6 e 8: aliquota al 8,4%;
  • punteggio ISA inferiore a 6: aliquota al 10,5%;
  • imposta sostitutiva IRAP: fissata al 2,73% per tutte le categorie.

Come funziona l’adesione alla sanatoria?

La caratteristica più importante del nuovo ravvedimento speciale è la scelta flessibile lasciata al contribuente. Non si è, infatti, obbligati a sanare tutto il periodo che va dal 2020 al 2023, ma si possono scegliere le annualità per le quali il rischio di accertamento è più alto.

Un contribuente, quindi, può scegliere se sanare tutto il periodo, una sola annualità o due o più annualità.

Le istruzioni dell’AdE al riguardo hanno chiarito che non serve presentare un’apposita domanda per la sanatoria, in quanto l’opzione si esercita semplicemente versando le somme dovute per l’annualità che si intende sanare.

Come si perfeziona la sanatoria?

Per chi ha rinnovato il concordato preventivo biennale per il secondo biennio, all’inizio del 2027 sarà resa disponibile, nell’area riservata dell’Agenzia delle Entrate, una scheda riassuntiva dell’amministrazione tributaria in cui saranno elencati gli importi dovuti per sanare ogni annualità dal 2020 al 2023.

Per l’adesione non serve inviare domande o comunicazioni preventive, ogni contribuente decide se pagare e per quale annualità scegliere di effettuare la sanatoria. Gli importi da versare, infatti, sono già stati calcolati. Si può decidere di pagare, per ogni annualità, in un’unica soluzione o a rate (fino a un massimo di 10 rate mensili di pari importo). Per attivare la sanatoria è necessario effettuare il pagamento (unico o della prima rata) nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2027 e il 15 marzo 2027.

Per il versamento è necessario compilare il modello F24 utilizzando i codici tributo che l’Agenzia delle Entrate istituirà appositamente. In caso di rateizzazione nelle rate successive alla prima saranno applicati gli interessi legali a decorrere dal 16 marzo 2027.

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