Partite IVA forfettarie verso i 100.000 euro. Le simulazioni di risparmio, la gestione della fattura elettronica e lo scatto a 30.000 euro per dipendenti.
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Nelle discussioni sulla Legge di Bilancio 2027 l’esecutivo sta valutando un possibile ampliamento della flat tax per le partite Iva con l’ipotesi di innalzare il limite di compensi e ricavi dagli attuali 85.000 euro a 100.000 euro.
Il cambiamento, però, introdurrebbe un meccanismo a doppio binario per l’IVA e si incrocerebbe con una scadenza, sulla stessa flat tax, di un’importante agevolazione per i lavoratori dipendenti.
La notizia dell’estensione a 100.000 euro deriva da proposte politiche della maggioranza (annunciate da esponenti della Lega l’8 settembre 2026 e richiamate dal Ministro Giorgetti). Vediamo cosa cambierebbe di concreto con l’ampliamento, cosa comporterebbe in ambito di adempimenti e quanto si risparmierebbe rispetto ai limiti previsti oggi.
Flat tax forfettari a 100.000 euro
Estendere la flat tax del regime forfettario a 100.000 euro non è così semplice come si potrebbe pensare. Per effettuare la modifica l’Italia dovrebbe coordinarsi con le normative europee in materia di Iva che, attualmente, prevedono l’esclusione dell’applicazione fino a 85.000 euro.
Lo schema al vaglio prevede che fino a 85.000 euro l’assetto rimarrebbe quello attuale con l’imposta sostitutiva al 5% o al 15% e nessuna applicazione dell’Iva. Per redditi tra 85.000 e 100.000 euro si potrebbe beneficiare ancora della tassazione agevolata, ma potrebbe scattare l’obbligo di applicazione dell’Iva in fattura per la parte eccedente gli 85.000 euro.
Nella seguente tabella riassumiamo come potrebbe essere la flat tax a partire dal 2027:
| Situazione | Regole attuali (soglia a 85k) | Ipotesi riforma 2027 (soglia a 100k) |
|---|---|---|
| Tra 85.000 e 100.000 € | Si esce dal forfettario a partire dall’anno successivo | Si rimane nel regime forfettario, ma con potenziale obbligo di IVA |
| Oltre i 100.000 € | Uscita immediata dal regime durante l’anno stesso, con applicazione retroattiva dell’IVA | Uscita immediata dal regime (comportando il passaggio all’IRPEF ordinaria) |
Il reale impatto della modifica
Per valutare il reale impatto dell’ipotesi di riforma 2027 prendiamo come esempio un contribuente che arriverà a 90.000 euro di ricavi nel 2027. Vediamo quale sarebbe il risparmio sulle imposte dirette e quali sarebbe le complicazioni legate all’IVA e agli adempimenti di fatturazione.
Immaginiamo che il professionista abbia il coefficiente di redditività al 78% e i contributi previdenziali stimati, per semplicità a 10.000 euro. Nella seguente tabella riassumiamo i costi e gli adempimenti.
| Elemento di calcolo | Regole attuali (passaggio a IRPEF ordinaria) | Ipotesi riforma 2027 (Flat Tax a doppio binario) |
|---|---|---|
| Imposte sui redditi | circa 14.500 € a scaglioni IRPEF (dal 23% al 43%) | circa 9.030 € con Flat Tax al 15% (o circa 3.010 € se start-up al 5%) |
| Applicazione dell’IVA | Obbligatoria su tutto il fatturato dell’anno successivo | Obbligatoria solo sulla quota sopra 85k (sui 5.000 € eccedenti) |
| Adempimenti e costi | Contabilità ordinaria/semplificata, costi del commercialista più alti | Registri IVA, liquidazioni periodiche e fatturazione con IVA |
Sicuramente l’ipotesi di riforma fa emergere una forte riduzione delle imposte. il risparmio netto sulle imposte sarebbe di 5.500 euro (circa 11.000 euro se si beneficia dell’aliquota al 5%) che viene tuttavia bilanciato dai maggiori oneri gestionali. Da considerare che sulla parte che eccede gli 85.000 euro il contribuente dovrebbe calcolare e applicare l’IVA in fattura, gestire la liquidazione periodica dell’IVA.
Converebbe restare nel regime forfettario?
A livello puramente matematico, restare nel forfettario conviene quasi sempre per le partite IVA con ricavi tra 85.000 e 100.000 euro, poiché l’imposta sostitutiva al 5% o 15% è drasticamente inferiore all’IRPEF progressiva. Tuttavia, il nuovo meccanismo introduce complicazioni operative che richiedono scelte strategiche immediate.
Oggi, chi fattura 90.000 euro viene espulso dal forfettario l’anno successivo, passando al regime ordinario IRPEF. Nel 2027, rimanendo nel forfettario, il risparmio fiscale è netto:
- regime Ordinario IRPEF (Regole attuali): tra IRPEF a scaglioni progressivi (fino al 43%) e contributi, il carico totale è di circa 32.700 €;
- forfettario 15% (Riforma 2027): il carico totale (imposta 15% + contributi) scende a circa 27.200 € (5.500 € risparmiati);
- forfettario 5% (Start-up 2027): il carico totale scende a circa 21.200 € (11.500 € risparmiati).
Quello che bisogna considerare è che il superamento della soglia degli 85.000 euro trasforma il contribuente in una specie di ibrido. Non si applica più la totale esenzione dagli adempimenti IVA e questo avrebbe delle conseguenze:
- diventa obbligatorio richiedere al commercialista l’attivazione dei registri IVA (acquisti e vendite) non appena si prevede di superare gli 85.000 euro.
- adeguamento della fatturazione: da 85.001 a 100.000 €: Modifica del tracciato XML della fattura elettronica per inserire l’aliquota IVA ordinaria (es. 22%) sulla quota eccedente;
- invio trimestrale o mensile delle liquidazioni IVA all’Agenzia delle Entrate per versare l’imposta incassata sui ricavi eccedenti.
Cosa cambia per lavoratori dipendenti e pensionati?
Mentre l’esecutivo è impegnato a discutere dell’ampliamento della flat tax per le partite IVA, dal 1° gennaio 2027 verrà meno la deroga biennale che ha permesso a dipendenti e pensionati di accedere al regime forfettario con redditi da lavoro subordinato fino a 35.000 euro.
Senza una proroga nella Legge di Bilancio 2027 il limite di reddito da lavoro subordinato o da pensione tornerebbe a scendere a 30.000 euro. Chi supera questo reddito perderà il diritto alla flat tax e dovrà passare al regime ordinario per la partita IVA.
Commenti
1Ma com’è complicata questa cosa della flat tax! Da un lato, capisco che alzare il limite a 100.000 euro possa sembrare una bella idea per chi ha una partita IVA, ma dall’altro mi pare che ci siano sempre un sacco di vincoli e burocrazia. Già faccio fatica a capire come funzionano le offerte al supermercato, figuriamoci con le tasse e le normative europee! E poi, mi auguro che non ci siano fregature o truffe in arrivo. A questa età vorrei solo che tutto fosse più semplice, non più difficile. Bah, speriamo bene e che i giovani sappiano destreggiarsi in queste cose!