Quanto deve guadagnare una partita IVA forfettaria per avere 2.000 euro netti al mese?

Patrizia Del Pidio

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Quanto fatturare per avere 2.000 euro netti al mese. Le simulazioni per programmatori, commercianti e giornalisti in regime forfettario con tabelle

Quanto deve guadagnare una partita IVA forfettaria per avere 2.000 euro netti al mese?

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Quando ci si appresta ad avviare un’attività autonoma o professionale con partita Iva in regime forfettario, l’errore più comune che si può commettere è quello di confondere il fatturato con il guadagno. Quando deve incassare un contribuente forfettario per garantirsi uno stipendio netto di 2.000 euro?

Anche se il regime forfettario, attualmente, è una delle scelte maggiormente convenienti per gli autonomi, grazie alla flat tax al 5% o al 15%, anche per chi sceglie questo regime ci sono spese da considerare che pesano sul fatturato riducendolo. L’imposta sostitutiva va pagata e si devono versare anche i contributi. Per garantirsi una certa soglia di entrate mensili nette, quindi, bisogna calcolare i costi.

Tra coefficienti di redditività, contributi previdenziali, imposta sostitutiva ed eventuali spese legate al commercialista, fare un calcolo del netto non equivale mai a una sottrazione.

In questo articolo simuleremo diversi scenari per comprendere quanto si deve fatturare per garantirsi entrate nette pari a 24.000 euro l’anno.

Quanto si deve fatturare per avere 2.000 euro netti al mese?

Per garantirsi entrate nette pari a 2.000 euro al mese, il fatturato lordo varia in base a diversi parametri:

  • il coefficiente di redditività (che varia dal 40% al 78%);
  • aliquota al 5% o al 15%;
  • la cassa previdenziale in cui si versa (le aliquote sono diverse).

Per capire i diversi scenari a cui ci si può trovare di fronte facciamo 3 esempi concreti.

Programmatore freelance

Un programmatore freelance ha un coefficiente di redditività del 67%. Questo significa che sul 33% di quanto fattura non versa le imposte (questa percentuale è considerata come una sorta di compensazione per le spese stimate che detrae in maniera forfettaria).

La cassa previdenziale in cui deve versare i contributi è la Gestione Separata Inps che prevede un’aliquota del 26,07%.

Se il programmatore è considerato una start up l’aliquota applica è al 5%. In questo caso per avere un guadagno netto di 24.000 euro l’anno (2.000 euro al mese) è necessario un fatturato annuo di 29.980 euro. Il reddito imponibile sarà pari a 20.086 euro su cui dovrà versare 5.236 euro (il 26,07% applicato sul reddito imponibile) di contributi INPS e un’imposta sostitutiva di 744 euro (il 5% applicato sul reddito imponibile).

Se il programmatore ha un regime forfettario al 15%, invece, sarà necessario fatturare 31.960 euro l’anno per garantirsi 2.000 euro netti al mese, perché in questo caso le imposte da versare sono più alte. Applicando il coefficiente di redditività il reddito imponibile è di 21.413 euro su cui dovrà versare 5.582 euro di contributi e 2.374 euro di imposta sostitutiva.

Da sottolineare che per il calcolo dell’imposta sostitutiva è stata consiederata la deduzione dei contributi dal reddito imponibile.

Tabella riepilogativa

Aliquota Fatturato coefficiente di redditività imponibile quota esentasse contributi imposta sostitutiva guadagno netto
5% 29.980 euro 67% 20.086 euro 9.894 euro 5.236 euro 744 euro 24.000 euro
15% 31.960 euro 67% 21.413 euro 10.547 euro 5.582 euro 2.374 euro 24.004 euro

Commerciante

Un commerciante, sia che operi con un e-commerce, sia che abbia un negozio fisico, deve versare i contributi nella cassa previdenziale INPS per Artigiani e Commercianti che prevede un contributo fisso minimale obbligatorio di 4.611,64 euro all’anno.

Il contributo fisso è valido solo per redditi fino a 18.808 euro, superato questo limite si applica un aliquota del :

  • 24,48% per la quota di reddito compresa tra 18.808 € e 56.224 €.
  • 25,48% per la quota di reddito che supera i 56.224 € (fino al massimale di legge).
    Il commerciante, però, può contare su un coefficiente di redditività del 40% (questo significa che il 60% di quello che fattura è esente da tassazione).

Se il commerciante applica l’aliquota al 5% gli sono necessari 28.960 euro di fatturato per avere 2.000 euro netti al mese. In questo caso, applicando il coefficiente di redditività si ottiene un reddito imponibile di 11.584 euro. I contributi da versare, essendo il reddito inferiore alla soglia, sono in misura fissa e pari a 4,611,64 euro, mentre l’imposta sostitutiva è pari a 349 euro.

Se il commerciante applica l’aliquota del 15%, invece, gli servirà fatturare 29.700 euro per garantirsi 24.000 euro netti l’anno. I contributi da versare sono gli stessi, in misura fissa, l’imposta sostitutiva sarà pari a 1.090 euro.

Da sottolineare che per il calcolo dell’imposta sostitutiva è stata consiederata la deduzione dei contributi dal reddito imponibile.

Aliquota Fatturato coefficiente di redditività imponibile quota esentasse contributi imposta sostitutiva guadagno netto
5% 28.960 euro 40% 11.584 17.376 euro 4,611,64 euro 349 euro 23.990 euro
15% 29.700 euro 40% 11.880 euro 17.820 euro 4,611,64 euro 1.090 euro 23.998 euro

Giornalista

I giornalisti liberi professionisti iscritti alla Gestione Separata INPGI rientrano nelle attività professionali con coefficiente di redditività al 67%. Il Fisco, anche in questo caso, riconosce il 33% di spese forfettarie.

Il giornalista, inoltre, ha come cassa previdenziale l’INPGI che richiede un’aliquota soggettiva del 12% (fino a 24.336 euro, poi del 14%). Dal calcolo si esclude il 4% che viene addebitato al committente direttamente in fattura come rivalsa.

Se il giornalista è all’inizio dell’attività e ha l’aliquota al 5%, gli serviranno 26.963 euro per avere un netto di 2.000 euro mensili. Il reddito imponibile è pari a 18.040 euro su cui pagherà 2.167,83 euro di contributi INPGI (a cui deve aggiungere anche il 4% ricevuto dai committenti in fattura) e un’imposta sostitutiva di 794,87 euro.

Se il giornalista ha l’aliquota al 15%, invece, avrà bisogno di fatturare 28.876 euro. In questo caso il reddito imponibile è pari a 19.346 euro su cui dovrà versare 2.321,63 euro di contributi e 2.553,79 euro di imposta sostitutiva.

Da sottolineare che per il calcolo dell’imposta sostitutiva è stata consiederata la deduzione dei contributi dal reddito imponibile.

Aliquota Fatturato coefficiente di redditività imponibile quota esentasse contributi imposta sostitutiva guadagno netto
5% 26.963 euro 67% 18.040 euro 8.923 euro 2.167,83 euro 794,87 euro 24.000,3 euro
15% 28.876 euro 67% 19.346 euro 9.530 euro 2.321,63 euro 2.553,79 euro 24.000,58 euro

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