Quota 100: tutti i paletti previsti per risparmiare sulla riforma delle pensioni

Quota 100: dopo la bocciatura dell’UE appare ormai certa la presenza di alcuni paletti. Ecco in che modo si cercherà di limitare i costi della riforma delle pensioni.

Quota 100: tutti i paletti previsti per risparmiare sulla riforma delle pensioni

Quota 100 “guarda” interessata l’evoluzione delle trattative tra il Governo e Bruxelles per la Legge di Bilancio 2019, con lo spettro della procedura d’infrazione che si fa sempre più concreto per il nostro Paese.

Come vi abbiamo anticipato nella giornata di ieri, per risparmiare così da abbassare il deficit statale, il Governo potrebbe essere chiamato a mettere mano a due delle misure simbolo di questa manovra finanziaria: il reddito di cittadinanza e la riforma delle pensioni.

Di Quota 100 sappiamo quasi tutto: si tratta di una forma alternativa per il pensionamento anticipato indirizzata a coloro che hanno raggiunto i 38 anni di contributi, purché abbiano compiuto almeno i 62 anni di età. Molti altri aspetti di Quota 100, però, non sono ancora chiari e lo saranno solamente dopo che il Governo approverà il decreto legislativo nel quale sarà specificato ogni aspetto di questa misura.

Già nelle scorse settimane vi avevamo parlato della possibilità, mai confermata ufficialmente dal Governo, che Quota 100 prevedesse dei paletti. Adesso, con la Commissione UE ferma nella proprie posizioni e il Governo che deve assolutamente fare qualcosa per evitare le sanzioni previste dalla procedura d’infrazione, questa possibilità appare sempre più concreta.

Ma quali saranno quindi i paletti che caratterizzeranno Quota 100 con i quali si cercherà di limitare il costo della riforma delle pensioni? Ce ne potrebbero essere diversi, vediamone alcuni di quelli emersi nelle ultime settimane.

Avvio ritardato

Il primo punto sul quale si cercherà di recuperare più risorse possibile è il tempo: Quota 100, così come il reddito di cittadinanza, infatti, partiranno solamente in primavera.

Nel caso specifico di Quota 100, questa dovrebbe partire ad aprile 2019, quando sarà fissata la prima finestra di accesso alla quale potranno accedere coloro che hanno maturato i requisiti necessari nei mesi precedenti. Ci saranno poi solamente altre due finestre di accesso nel 2019, una a luglio e un’altra ad ottobre.

La quarta finestra di accesso riservata a coloro che raggiungeranno i requisiti per Quota 100 negli ultimi mesi dell’anno, invece, sarà fissata a gennaio 2020. Il prossimo anno, quindi, ci dovrebbero essere quattro finestre di accesso piuttosto che tre e questo - come preventivato da Boeri - potrebbe portare ad un incremento dei costi per il 2020 rispetto a quanto preventivato nella manovra finanziaria.

Divieto di cumulo pensione-lavoro

Quota 100 sarà parzialmente ripagata dalle nuove assunzioni; questo è lo slogan che da mesi ripete il Governo, convinto che l’uscita di pensionati favorirà il ricambio generazionale nel mercato del lavoro.

Per far sì che ciò avvenga si impedirà a coloro che accederanno alla pensione con Quota 100 di riprendere a lavorare: il Governo, infatti, intende reintrodurre - esclusivamente per questa misura - il divieto di cumulo tra reddito da lavoro e pensione.

Inizialmente si pensava che il decreto di cumulo fosse solamente di due anni, invece sembra che il Governo intenda estenderlo fino a quando l’interessato non raggiungerà i requisiti per la pensione di vecchiaia. Quindi, chi andrà in pensione a 62 non potrà riprendere a lavorare per ben 5 anni, salvo la possibilità di effettuare delle prestazioni occasionali (senza superare la soglia di 5.000€ annui).

Dipendenti pubblici

Per i dipendenti pubblici, poi, ci dovrebbero essere delle regole ancora più restrittive per Quota 100. In primis, la distanza tra una finestra di accesso e un’altra dovrebbe essere di 6 mesi (e non di 3 mesi come nel caso dei dipendenti nel settore privato).

Per quanto riguarda i pensionamenti nel settore scolastico, invece, ci dovrebbe essere una sola finestra di accesso, prevista per settembre 2019.

Un altro aspetto su cui il Governo potrebbe intervenire è quello legato al pagamento della buonuscita per i dipendenti pubblici che andranno in pensione con Quota 100, che comporterà un costo extra non preventivato nella manovra. Per questo motivo si potrebbe decidere, come emerso nelle scorse settimane, di ritardare ulteriormente il pagamento di TFR e TFS (che per chi va in pensione anticipata arriva dopo 24 mesi) fino al raggiungimento dei requisiti per la pensione di vecchiaia.

Contributi figurativi

Infine, per Quota 100 ci sarà sicuramente un paletto riferito alla contribuzione figurativa. Nel dettaglio, ai fini del raggiungimento dei 38 anni di contributi necessari per andare in pensione potrebbero non essere presi in considerazione i contributi figurativi.

Anche in caso di riconoscimento di quest’ultimi ci potrebbe essere comunque un limite massimo di 2 o 3 anni.

In questo modo si cercherà di limitare ulteriormente la platea di beneficiari di Quota 100, così da risparmiare buona parte di quei 6,7 miliardi di euro previsti dalla manovra finanziaria, con il risparmio che verrebbe così dirottato nel filone “investimenti”.

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Argomenti:

Quota 100 Pensione

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