Partite IVA, rischio caos con la nuova proroga del decreto Ristori quater

Anna Maria D’Andrea

24 Novembre 2020 - 17:28

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Nuova proroga scadenze fiscali nel decreto Ristori quater, si rischia il caos più totale. Per i versamenti delle imposte sui redditi del 30 novembre c’è già un rinvio ampio, e dalle ultime novità arrivate dal MEF non è chiaro quale sia la modifica in cantiere.

Partite IVA, rischio caos con la nuova proroga del decreto Ristori quater

Proroga scadenze fiscali: il rischio caos è dietro l’angolo.

Dal decreto Ristori quater si attendono ancora novità sui versamenti delle imposte sui redditi del 30 novembre 2020, ma anche sugli adempimenti di dicembre a carico delle partite IVA.

Le novità allo studio sono però tutt’altro che chiare, ed è soprattutto sul secondo appuntamento con la dichiarazione dei redditi 2020 che emergono non poche perplessità.

Le ultime anticipazioni sulle misure fiscali in cantiere con il decreto Ristori quater sono state fornite dal Sottosegretario al MEF, Maria Cecilia Guerra, che ai microfoni di SkyTG24 ha parlato di un ulteriore intervento in vista anche della scadenza del secondo acconto delle imposte sui redditi 2020.

Si parla di una proroga per tutte le imprese, a patto che abbiano avuto una perdita di fatturato sensibile. La percentuale di calo che verrà fissata dal decreto Ristori quater è ancora tutta da definire.

C’è tuttavia da ricordare che già ad oggi, per effetto di quanto previsto dall’articolo 98 del decreto n. 104/2020, il secondo o unico acconto di Irpef, Ires, Irap ed imposte sostitutive è oggetto di proroga, per le partite IVA che hanno subito una perdita del 33%. Misure specifiche sono state previste dal decreto Ristori 1 e 2 per le attività maggiormente colpite dalle restrizioni.

È quindi ancora da chiarire come sarà coordinato il nuovo rinvio con la normativa già vigente.

Partite IVA, rischio caos con la nuova proroga del decreto Ristori quater

Alle indicazioni poco chiare sulle nuove regole per l’accesso alla proroga dei versamenti fiscali, si unisce il “tempismo”. Siamo ormai a pochissimi giorni dalla scadenza del secondo acconto che, per gli esclusi dalla proroga, è fissata al 30 novembre 2020.

Qualsivoglia intervento estensivo in materia di rinvio dei versamenti di Irpef, Ires ed Irap rischia di rivelarsi dannoso, oltre che poco utile.

Le date da monitorare sono innanzitutto quella di mercoledì 25 novembre, quando alla Camera si voterà sul nuovo scostamento di bilancio da 8 miliardi; per l’approvazione del decreto Ristori quater, invece, si parla di un Consiglio dei Ministri nella giornata di venerdì 27, a ridosso quindi del fine settimana.

Difficile ipotizzare che, chi dovrà pagare il secondo acconto delle imposte emerse dalla dichiarazione dei redditi 2020, arrivi all’ultimo minuto. È evidente che i titolari di partita IVA, soprattutto se seguiti da intermediari, hanno ormai predisposto i modelli F24 per il versamento.

Lo stesso discorso si applica in merito alla possibile proroga della dichiarazione dei redditi 2020, il cui termine di invio potrebbe slittare dal 30 novembre al 10 dicembre.

Torniamo però nuovamente sulle ultime anticipazioni e novità relative alla nuova proroga dei versamenti, facendo il punto delle regole attualmente previste per il rinvio della scadenza del 30 novembre 2020.

Proroga imposte sui redditi 2020: le partite IVA già beneficiarie del rinvio del secondo acconto

La proroga del termine per versare il secondo acconto è a tre livelli:

  • ai sensi del decreto Agosto, riguarda tutte le partite IVA che applicano gli ISA, con riduzione fatturato o corrispettivi pari almeno al 33% nel primo semestre 2020 rispetto allo stesso periodo del 2019;
  • sulla base di quanto previsto dal decreto Ristori-bis:
    • si applica alle partite IVA che esercitano determinate attività nelle zone rosse, senza verifica del calo di fatturato registrato;
    • si applica ai ristoranti nelle zone arancioni, a prescindere dalla riduzione di fatturato.

L’elenco dei beneficiari dell’ulteriore proroga, individuati sulla base del codice ATECO dell’attività esercitata, è quello riportato nell’allegato 1 del decreto Ristori e nell’allegato 2 del Ristori-bis.

Al netto delle misure specifiche previste per le attività individuate dal Governo, esercitate all’interno di zone rosse, focalizziamoci sulla proroga generale prevista dal decreto agosto.

L’articolo 98 riguarda tutte le partite IVA, su tutto il territorio nazionale, che nel primo semestre 2020 hanno subito una diminuzione di fatturato o corrispettivi pari almeno al 33% rispetto allo stesso periodo del 2019.

Cosa potrebbe cambiare con il decreto Ristori quater?

Riprendendo le anticipazioni pubblicate sul Sole24Ore di oggi, 24 novembre 2020, si parla di una proroga limitata a partite IVA ed imprese fino a 50 milioni di fatturato, sempre a patto di aver subito una perdita sul semestre del 33%.

I parametri per beneficiare del rinvio resterebbero praticamente gli stessi previsti ad oggi e, anzi, si sta valutando se inserire un limite di fatturato ad oggi non previsto. L’unica novità potrebbe essere rappresentata dall’estensione ai soggetti non ISA.

Decreto Ristori quater, per la proroga delle scadenze di dicembre calo di fatturato al 50%

In attesa di chiarezza sulla reale portata della nuova proroga relativa al secondo acconto del 30 novembre, si segnala che ulteriore novità sono previste per le scadenze di dicembre 2020.

Le rate della pace fiscale del 10 dicembre, accanto ad IVA, ritenute Irpef e contributi del 16 dicembre sono gli appuntamenti al centro del dossier preparatorio al decreto Ristori quater.

Per gli adempimenti periodici, ma anche per la scadenza dell’acconto IVA del 28 dicembre 2020, si valuta però un cambio ai requisiti per l’accesso alla proroga.

Il calo di fatturato richiesto potrebbe salire al 50%, da calcolare non su base semestrale ma su novembre 2020 rispetto a novembre 2019.

Bisogna inoltre segnalare che ulteriori timide anticipazioni sono arrivate dal Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che nel corso dell’Audizione del 23 novembre 2020 sul disegno di legge di Bilancio 2021, ha affermato che le sospensioni fiscali che si conta di inserire nel decreto Ristori quattro interesseranno “le imposte dovute da tutti i settori che nel mese di novembre hanno subito una perdita, non solo ai codici Ateco”.

Se l’orientamento dell’Esecutivo sembra chiaro, bisognerà attendere dettagli concreti. Si attende quindi il varo del quarto decreto Ristori per capire come sarà il nuovo restyling alle scadenze fiscali di fine anno.

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