Partite IVA: tutte le novità 2017

Partita IVA 2017: il Jobs Act autonomi introduce importanti novità su pagamenti, deducibilità delle spese professionali e maternità. Ecco cosa cambia e le novità fiscali introdotte dalla Legge di Bilancio 2017 per artigiani e commercianti.

Partite IVA: tutte le novità 2017

Partite Iva: importanti novità introdotte nel 2017 con il Jobs Act del lavoro autonomo che vanno ad aggiungersi alle misure fiscali già previste dalla Legge di Bilancio 2017 per artigiani e commercianti.

Il Jobs Act autonomi è stato approvato definitivamente in Senato il 10 maggio 2017 ed è quindi ufficialmente legge lo Statuto del lavoro autonomo con il quale vengono approvate importanti novità a tutela delle partite Iva.

Nuove regole a tutela della maternità delle lavoratrici autonomo, la possibilità di dedurre al 100% le spese di formazione professionale e la Dis-Coll che diventa misura strutturale ed estesa anche agli assegnisti di ricerca e ai dottorandi. Si tratta soltanto di alcune delle novità per le partite Iva introdotte nel 2017 che verranno analizzate di seguito.

Oltre al Jobs Act dei lavoratori autonomi nell’analisi delle novità introdotte nel 2017 per le partite Iva è importante far riferimento alla Legge di Bilancio, con la quale sono stati effettuati importanti interventi sul piano fiscale per agevolare i nuovi imprenditori in ottica di semplificazione fiscale degli adempimenti.

Alcune delle importanti novità per i contribuenti titolari di partita IVA nel 2017 sono l’introduzione del nuovo regime di cassa per le imprese in contabilità semplificata, introduzione della flat tax Iri al 24%, riduzioni aliquote contributi INPS gestione separata al 25%, nuovi obblighi IVA con l’introduzione dello spesometro trimestrale.

Chi deve aprire una partita IVA nel 2017 ha due opzioni: il regime forfettario ove il fatturato sia inferiore a certi volumi; oppure il regime ordinario con tassazione Irpef, IVA, Irap. Ricordiamo che il regime ordinario è obbligatorio in taluni casi tassativamente previsti dalla normativa fiscale.

Il Jobs Act del lavoro autonomo va ad aggiungere alcuni norme importanti per la tutela del lavoro dei liberi professionisti titolari di partita Iva e di seguito analizzeremo punto per punto cosa cambia e cosa prevede la nuova legge.

Ecco tutte le novità sulla partita IVA 2017 introdotte dalla Legge di Bilancio 2017 e i punti principali del Jobs Act autonomi.

Partite Iva 2017: le novità introdotte dal Jobs Act autonomi

Con il Jobs Act autonomi, diventato legge il 10 maggio 2017 con l’approvazione in via definitiva del DdL per tutelare i liberi professionisti, per le partite Iva sono in arrivo importanti novità sia dal punto di vista delle tutele contrattuali che per quanto riguarda prestazioni previdenziali e assistenziali.

Le novità per le partite Iva introdotte con il Jobs Act autonomi possono essere elencate in sei punti principali, ovvero:

1. Deducibilità totale spese di formazione
Deducibilità al 100% delle spese di formazione per i titolari di partita Iva; sarà possibile dedurre dal reddito da lavoro autonomo un importo massimo all’anno di 10.000 euro per le spese di iscrizione a master, corsi di formazione e aggiornamento professionale e le spese per la partecipazione a congressi e convegni. Limite fissato a 5.000 euro annui per la deduzione di servizi di certificazione delle competenza, orientamento, ricerca e sostegno dell’auto-imprenditorialità.

2. Dis-Coll diventa strutturale
Anche i lavoratori autonomi titolari di partita Iva avranno diritto all’indennità di disoccupazione; la Dis-Coll diventa una misura strutturale ed estesa anche da titolari di assegno o dottorato di ricerca, con un aumento dell’aliquota da versare alla Gestione separata Inps dello 0,51%.

3. Tutela dei pagamenti
Con il Jobs Act del lavoro autonomo vengono rese illegittime le clausole contrattuali nelle quali si stabilisce che i pagamenti verso professionisti, artigiani e collaboratori coordinati possano avvenire dopo i 60 giorni dallo svolgimento dei lavori. Le novità per le partite Iva per la tutela dei pagamenti prevedono che salvo diverse indicazioni nel contratto di lavoro autonomo, il titolare di partita Iva dovrà essere pagato entro il termine massimo di 30 giorni dall’emissione della fattura.

4. Maternità lavoratrici autonome
Le lavoratrici autonome in caso di maternità avranno diritto al congedo parentale di 6 mesi. Le partite Iva, iscritte alla Gestione separata Inps, potranno percepire l’indennità di maternità anche senza interruzione del rapporto di lavoro grazie al Jobs Act del lavoro autonomo.

5. Smart working e Centri per l’Impiego
In ogni Centro per l’Impiego sarà istituito uno sportello per la ricerca di lavoro rivolto ai lavoratori autonomi a partita Iva e per la prima volta nel 2017 viene disciplinato con legge lo smart working, il lavoro agile e flessibile fino ad ora regolamentato da clausole nei singoli contratti di lavoro. Ora, il lavoro agile dovrà essere stipulato per iscritto tra datore di lavoro e lavoratore, il quale avrà diritto alla stessa retribuzione dei colleghi che lavorano in sede.

6. Più asssitenza dagli enti di previdenza
Novità anche per gli enti di previdenza privati, i quali potranno erogare prestazioni diverse rispetto a quelle previste attualmente dalla legge a fronte di un aumento dei contributi per i titolari di partita Iva. Con decreto il Governo dovrà, entro 12 mesi, chiarire le novità.

Le novità per le partite Iva 2017 non si fermano soltanto a quanto introdotto dal Jobs Act del lavoro autonomo. La Legge di Bilancio 2017 ha introdotto nuove disposizioni fiscali per le imprese.

Partite Iva: dal 2017 al via la semplificazione

A partire da quest’anno sono state introdotte le norme per la semplificazione per il popolo delle Partite Iva.

Semplificazione è la parola chiave delle misure che sono state introdotte a partire dal 1° gennaio. Le novità riguarderanno gli imprenditori e i liberi professionisti titolari di partita iva che sceglieranno di adottare la fattura elettronica. Precedentemente, l’utilizzo della fatturazione elettronica era vincolante soltanto nei rapporti tra imprese e pubbliche amministrazioni. Con le norme introdotte dal cosiddetto Decreto del Fare, poi convertito in legge 98/2013, sono state previste numerose agevolazioni e semplificazioni per le imprese che sceglieranno il procedimento elettronico di fatturazione.

Ma si tratta davvero di reale semplificazione fiscale? Secondo molti professionisti probabilmente no.

Partite IVA in regime di contabilità semplificata: regime di cassa dal 2017

Altra novità importante in tema di partita IVA 2017 è il nuovo regime di cassa per le contabilità semplificate.

La Legge di Stabilità 2017, come abbiamo avuto modo di spiegare più volte qui su ForexInfo.it, ha introdotto un nuovo regime di determinazione del reddito delle imprese che operano con il regime contabile semplificato.

Le nuove regole sul regime di cassa 2017 eliminano l’obbligo di applicare il principio di competenza economica alle imprese, che possono seguire il principio di cassa e determinare il reddito come fanno attualmente i professionisti (pago su quello che incasso effettivamente, a prescindere dalla relativa competenza economica).

Il pomo della discordia è dato dal fatto che il nuovo regime di cassa per le imprese in contabilità semplificata è obbligatorio e non opzionale. In altre parole, chi non aderisce al nuovo meccanismo può avvalersi solo del regime contabile ordinario. Con il conseguente aumento di adempimenti amministrativi e di costi.

Per maggiori informazioni vedi anche:
Guida al regime di cassa 2017 imprese in contabilità semplificata

Spesometro IVA trimestrale e otto nuovi adempimenti

Il Decreto legge 193/2016 introduce nuovi obblighi e scadenze a carico di aziende e imprenditori. In sostituzione dell’art. 21 del Decreto legge 78/2010 si è stabilita la soppressione dell’obbligo di invio dello spesometro annuale parallelamente però all’introduzione dell’obbligo di inviare all’Agenzia delle Entrate tutti i dati relativi alle fatture emesse, a cadenza trimestrale, di quelle ricevute e della liquidazione Iva.

L’obbligo di trasmettere all’Agenzia delle Entrate le informazioni rilevanti ai fini Iva, ovvero tutte le vendite effettuate o l’acquisto di beni e servizi viene meno per i titolari di Partita Iva che decidono di utilizzare la fatturazione elettronica. La nuova procedura prevede l’invio giornaliero per via telematica delle fatture emesse e ricevute e dell’ammontare delle operazioni effettuate.

L’utilizzo della fattura elettronica agevola il titolare di Partita Iva anche dal punto di vista fiscale. Per chi decidesse di procedere con la fatturazione telematica attraverso il Sistema di interscambio dell’Agenzia delle Entrate sono previsti esoneri nelle comunicazioni da effettuare al Fisco, esoneri per il registro delle fatture e rimborsi Iva più veloci, ovvero entro i tre mesi dalla presentazione della Dichiarazione.

Ovviamente l’Agenzia delle Entrate intende incentivare l’uso della fatturazione elettronica. Il sistema precedentemente utilizzato in via esclusiva per le comunicazioni della Pubblica Amministrazione (fatturaPA) verrà reso disponibile per tutti i contribuenti titolari di Partita Iva.

Per maggiori informazioni vedi anche:
Comunicazione Iva trimestrale 2017: come funziona? Scadenze e sanzioni

Legge di Bilancio 2017: quali altre novità per le Partite Iva?

Altre importanti novità per i titolari di partita IVA introdotte dalla Legge di Bilancio 2017 sono le seguenti:

  • riconoscimento leglislativo dell’ abolizione dell’IRAP 2017 per professionisti, studi professionali, imprenditori senza dipendenti o con un solo dipendente che svolge funzioni esecutive (si tratta, com’è noto, di una tematica sempre complessa, di grande attualità e più volte affrontata dalla giurisprudenza in materia di autonoma organizzazione ai fini Irap);
  • l’abolizione degli studi di settore per i professionisti, uno strumento statistico dell’Agenzia delle Entrate per calcolare ricavi e compensi, ormai ritenuto obsoleto, e per tutti i contribuenti che decidano di avvalersi della fatturazione elettronica;
  • l’introduzione dell’IRI, l’imposta sul reddito dell’imprenditore.

L’introduzione della flat tax crea di fatto due livelli di tassazione per i titolari di Partita Iva: la flat tax proporzionale al reddito e con l’aliquota fissa sugli utili lasciati in azienda e non distribuiti, oltre all’IRPEF da applicarsi in base a fasce di reddito sugli utili distribuiti

Partita IVA 2017: le altre agevolazioni previste

Sulla stessa scia si muovono gli incentivi ai giovani che intendono aprire un’attività imprenditoriale: si tratta del progetto Invitalia, che agevola i giovani sotto i 35 anni ad aprire nuove attività imprenditoriali con finanziamenti tasso zero.

Le riforme attuate e quelle in campo possono costituire un incentivo alla ripresa economica, fornendo a giovani, professionisti e imprenditori le risorse utili per la crescita del Paese.

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