Occupazione: la Germania stanzia (altri) 10 miliardi, l’Italia chiede Sure

Difendere i posti di lavoro ed evitare il collasso dell’occupazione con la crisi COVID: obiettivi comuni in Europa. Se, però, la Germania stanzia altri 10 miliardi di euro per i lavoratori, l’Italia deve ricorrere ai prestiti Sure.

Occupazione: la Germania stanzia (altri) 10 miliardi, l'Italia chiede Sure

Occupazione e lavoro in primo piano nei programmi anti-crisi dei Paesi europei.

In questa estate ancora colpita dal coronavirus e, soprattutto, dagli effetti economici della pandemia, le nazioni UE cercano di correre ai ripari per scongiurare tassi di disoccupazione preoccupanti e ondate di licenziamenti.

Come? Ogni Stato sta facendo i conti con la sua realtà e con le risorse a disposizione. Se, infatti, l’Italia si è vista costretta a richiedere i finanziamenti Sure della cassa di integrazione europea, la Germania ha appena ampliato il suo piano di sostegno al lavoro con altri 10 miliardi di euro.

Germania: per il lavoro altri 10 miliardi dalla Merkel

La Germania ha esteso il piano nazionale che ha impedito a milioni di persone di perdere il lavoro, stanziando altri 10 miliardi di euro a sostegno della sua economia.

La coalizione della cancelliera Angela Merkel ha approvato nuovi sussidi per preservare l’occupazione fino alla fine del 2021. La misura, nota in tedesco come Kurzarbeit e originariamente valida per un anno, serve per pagare la maggior parte degli stipendi e consentire alle aziende di trattenere i lavoratori durante la crisi causata da pandemia e chiusure delle attività.

Il ministro delle finanze Olaf Scholz ha quindi annunciato l’estensione del piano con altri 10 miliardi che saranno presi dal bilancio federale del prossimo anno, aggiungendosi ai 1.200 miliardi di euro che la Germania ha messo a disposizione per sostenere l’economia durante l’epidemia

L’obiettivo tedesco è di stabilizzare il quadro economico interno.

La Germania ha già utilizzato il programma di compensazione per prevenire licenziamenti di massa, aiutando il Paese a superare la crisi finanziaria poco più di dieci anni fa, quando Scholz era ministro del lavoro.

Secondo l’Istituto di ricerca economica Ifo di Monaco, circa 5,6 milioni di persone hanno beneficiato dei sussidi a luglio, rispetto ai 7 milioni di maggio.

Il pacchetto di benefici fa parte di un enorme pacchetto di spesa volto ad aiutare il Paese a uscire dalla peggiore crisi dal dopoguerra e l’estensione indica che un rimbalzo potrebbe richiedere più tempo di quanto inizialmente previsto. Le imprese tedesche, comunque, stanno mostrando maggiore ottimismo.

Occupazione: l’Italia chiama l’Europa

Il piano dell’Italia contro la disoccupazione si appoggia innanzitutto allo strumento della cassa di integrazione europea, noto come Sure.

Il Governo Conte ne ha fatto richiesta e ora la Commissione ha proposto al Consiglio UE le quote da destinare ai Paesi che vogliono attivare il finanziamento. Allo Stato italiano andrà la somma maggiore: 27 miliardi di euro (si tratta di prestiti agevolati).

Soddisfazione è stata espressa dal ministro Gualtieri:

“Grazie a questo finanziamento, realizzato attraverso l’emissione di titoli comuni europei, il risparmio per le casse dello Stato nell’arco dei 15 anni di maturità può essere stimato in oltre 5 miliardi e mezzo di euro”

La lotta alla disoccupazione resta una priorità e per questo l’Italia esulta per le risorse UE. La Germania, intanto, garantirà il lavoro senza - al momento - ricorrere ai prestiti europei.

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